Ancora su Iren / Il parere di Francesco Fantuzzi (Idv)

Riceviamo e pubblichiamo.

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Il Dipartimento economia e finanza di Italia dei valori Emilia-Romagna considera il dibattito accesosi “improvvisamente” su Iren senz’altro utile (finalmente non siamo più soli a porre la questione, pregnante per il nostro territorio) ma limitato nell’analisi, in quanto focalizzatosi soprattutto su due aspetti: la perdita di valore delle azioni e la “reggianità” dell’azienda. Idv, pur non avendo certo risparmiato critiche a Iren e al suo management, non ha appunto mai posto una pregiudiziale sull’andamento pur decisamente negativo del titolo in Borsa, argomento che avremmo potuto facilmente utilizzare ma che continuiamo a non ritenere centrale: è pernicioso per la collettività, come la crisi dell’area euro ci ha mostrato, che siano i  mercati a dettare l’agenda alla politica.

In realtà, e il tema dovrebbe stare a cuore ai sindaci estensori della missiva di risposta all’appello, il problema è l’ormai sostanziale assenza dei soci pubblici emiliani dalla “multiutility di Torino e Genova” (come ormai viene ribattezzata dalla stampa specialistica) e la mancanza di coinvolgimento dei medesimi nelle decisioni strategiche fondamentali, come la recente vicenda Edipower testimonia.

Né ci stimola più di tanto l’argomento della perdita delle “eccellenze” a livello locale, anche se poi seguito da proposte degne di riflessione: il problema non è l’operazione di fusione in sè, che può effettivamente consentire recuperi di efficienza attraverso le economie di scala e lo sganciamento da un controllo troppo stringente della politica locale, argomento opportunamente richiamato dai sindaci nei riferimenti alle “radici”, ai “padri fondatori” e alla “vecchia Agac”, ma come la stessa viene indirizzata e gestita. In sostanza, un’aggregazione a livello regionale avrebbe evidentemente avuto molto più senso, mantenendo l’interesse dei territori nelle mani appropriate.

La risposta non può tuttavia essere semplicemente “Iren ha garantito un dividendo in costante crescita” e “ciò ha significato per i comuni, anche reggiani, di poter disporre di risorse indispensabili per effettuare interventi e investimenti a favore delle comunità locali”. E se i dividendi, come ormai pare, si assottiglieranno sempre più per scomparire nel prossimo futuro?

Peraltro, la risposta dei sindaci pare anche affrontare questioni più interne al proprio partito di riferimento, che ovviamente non ci competono.

Ribadiamo pertanto che una multiutility come Iren, pur se sotto forma di società per azioni quotata in Borsa, non può e non deve dimenticare, in nome del profitto e dei dividendi, che nella propria missione originaria esiste ancora la tutela dell’interesse generale della collettività e quindi anche dei sindaci che la rappresentano con il loro prezioso e competente lavoro e che pertanto devono essere coinvolti.

In sostanza, non occorre “costituire nell'immediato un comitato tecnico di qualificati esperti”, come auspica l’appello, ma restituire centralità al ruolo pubblico nello perseguimento della missione, proprio per affrontare la questione del ruolo marginale e subalterno che i Sindaci hanno sollevato nella parte conclusiva della risposta.

Prima che sia troppo tardi.

E allora ben vengano il dibattito, anche se appunto parziale, e la collaborazione tra tutte le forze istituzionali, economiche e sociali di Reggio Emilia.

(Francesco Fantuzzi, responsabile Dipartimento economia e finanza Idv Emilia-Romagna)

 

 

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