Canile a Canova / “E gli ambientalisti dove sono?”

Riceviamo e pubblichiamo.

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Non ci è dato sapere se i movimenti anti-Tav, le cui azioni di protesta stanno riempendo da giorni le pagine dei giornali, includano anche esponenti dell’ambientalismo reggiano. Sappiamo però con certezza che questi si sono tenuti finora ben alla larga dal caso che sta riguardando la frazione di Canova di Ramiseto, i cui abitanti  hanno costituito un comitato per opporsi alla realizzazione del canile comprensoriale, progettato per sorgere in detta  località, e tra le obiezioni che avanzano c’è proprio anche quella dello scempio paesaggistico e ambientale.

Chi conosce il luogo non può certo dar loro torto, trattandosi di una zona integra e molto suggestiva e  che dunque merita ogni tutela, al punto che basterebbe questa ragione per non lasciarli soli nell'azione che stanno onorevolmente conducendo a difesa del proprio territorio; e il sostegno dovrebbe arrivare innanzitutto da chi professa sentimenti ecologisti.

Le associazioni ambientaliste reggiane ci hanno abituato alla loro netta e granitica opposizione, sempre espressa a gran voce, contro il prolungamento della fondovalle Secchia e la costruzione della diga di Vetto, e neppure sono state molto tenere nei confronti della centralina idroelettrica sorta lungo la sponda vettese dell’Enza, mentre per il canile previsto in quel di Canova sono diventate improvvisamente  silenziose e distaccate.

Guarda caso, sono le stesse posizioni espresse in proposito dai partiti della sinistra nostrana, ed è pertanto legittimo sospettare che l’altoparlante ambientalista si accenda e si spenga secondo il gradimento dei governanti locali, nel senso che gli ideali dell’ambientalismo vengono assoggettati volta a volta alle tattiche e alle iniziative del proprio versante  politico. Ma c’è un ulteriore aspetto che non può passare inosservato, sul piano più generale dei principi che dovrebbero  regolare senza incoerenze la vita di una  civile società.

Restando sempre in casa della sinistra - Pd e dintorni, simpatizzanti compresi - non sono pochi quelli che, pur  bacchettando le violenze delle frange estreme dei No-Tav, sostengono che deve essere comunque ascoltato il dissenso di coloro che in Val di Susa si oppongono al passaggio della tratta ad alta velocità, ancorché siano ben piccola parte rispetto ai tantissimi che beneficeranno dell’opera.

Argomentano questa loro  tesi in base al principio che  le minoranze non possono essere comunque ignorate, ma questa regola viene invece completamente disattesa per i residenti di Canova, mai consultati prima, e riuniti soltanto a cose fatte. Devono cioè  prendere atto del progetto che è stato predisposto - e chi non si allinea diviene di fatto un “eretico” - perché il canile lì ubicato tornerà utile alla gran parte della popolazione montana.

Questo  in sintesi il ragionamento dei governanti locali, che già zoppica di suo sul piano dell’etica, ma al di là di ciò, che per la loro mentalità può non contare niente, sono poi così sicuri che la maggioranza dei montanari sia indifferente e lontana alle ragioni della frazione di Canova ?? Abbiamo letto che per il nuovo canile la spesa stimata sta già superando i due milioni di euro - c’è chi ipotizza un costo intorno ai 2 milioni e 200.000 euro - mentre il contributo regionale non raggiunge i 180.000 euro.

I nostri amministratori, Comunità montana in testa, dovrebbero quantomeno dirci da dove prenderanno la cospicua somma di denaro che manca. Ci saranno nuove imposte, alla stregua delle tariffe Iren che stanno inaspettatamente salendo, nonostante in questi anni ci avessero assicurato che tutto era  sotto controllo? Verranno sacrificati altri servizi, e quali e in che misura, dal momento che ad ogni piè sospinto viene lamentata la scarsità, anzi la mancanza, di denaro nelle casse pubbliche?

Dovrebbero anche spiegarci  il perché dopo quasi 25 anni dall'istituzione dell’anagrafe canina - se non andiamo errati la prima legge regionale in materia è del 1988 - vi siano ancora tanti cani randagi non identificabili e che quindi non possono essere restituiti ai rispettivi  proprietari, con tutte le annesse conseguenze, anche economiche, per la collettività. Probabilmente andrà rivisto qualcosa nei meccanismi e nelle norme che disciplinano il settore, ma nulla si dice in merito. Dovrebbero inoltre rendere pubblica, come noi abbiamo ripetutamente richiesto ma fin qui senza fortuna, la relazione degli organi  di controllo, all’uopo preposti, che all’epoca avrebbe dichiarato irrecuperabilmente inidoneo  il canile esistente  in quel di Villa Minozzo.

Oggi i nostri  amministratori insistono nel dire che non sono riusciti ad individuare altro sito all’infuori di Canova di Ramiseto, ma dimenticano spesso che una struttura esisteva già e aveva funzionato per anni, e forse era meno decentrata di Canova o erano suppergiù  alla pari. Riteniamo  pertanto più che legittimo il voler conoscere i motivi “ufficiali” della sua chiusura. Se i nostri governanti locali  daranno riscontro alle domande qui poste, divulgando le relative risposte, potrebbe  fors’anche succedere  che tanti dei nostri  montanari si trovino  a condividere il pensiero di quelli di  Canova, ammesso che non sia già così.

Un’ultima considerazione. Quando si forzano troppo le cose c’è il rischio di nuocere ai nostri incolpevoli amici a quattro zampe. Può infatti innescarsi un effetto “boomerang”, che li mette al centro di diatribe e contestazioni e che va semmai ad  alimentare un clima di ingiusta ostilità nei loro confronti anche da parte di chi sarebbe normalmente di tutt’altra opinione.

(Giovanni Ferrari, coordinatore Pdl di Vetto)

 

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11 Commenti

  1. Scusi ma non ho capito qual è la soluzione che propone.

    (Alessandro)

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  2. a proposito di zone integre e molto suggestive … no al canile si alla diga di Vetto… mavalaaa’… (direbbe l’ avvocato del suo capo)

    ellebi

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  3. L’articolo del Sig. Ferrari è pieno di buonsenso e di richieste più che legittime, ma che non hanno mai avuto risposte. Resterei sul tema.
    Sono inoltre certo che il canile serve e lo farei nel comune di Castelnovo ne’ monti che è il Comune capodistretto, geograficamente al centro dell’appennino. Il canile e la diga sono opere non paragonabili fra loro, ma se fossi un abitante di Ramiseto sicuramente opterei per la costruzione della diga piuttosto che quella del canile. Logicamente non si potrebbe fare la diga a Castelnovo!
    Cordialmente
    (Conte Da Palude)

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  4. Sono a ringraziare sia il Sig. Ferrari di Vetto che il Sig. Conte; vedo che questi Signori hanno capito quali sono le reali motivazioni delle proteste della popolazione che abita a Canova di Ramiseto.
    Grazie e cordialità.

    (Mauro)

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  5. Meno male che ci sono ancora persone che usano la testa e sanno vedere le priorità. Peccato che ad amministrare ci siano sempre altri… Sono proprio contenta di avere letto l’intervento del Sig. Ferrari al quale mi associo pienamente. Convengo anche con il Sig. Conte Da Palude. Il canile dovrebbe essere fatto a Castelnovo che è il comune principale della montagna e che ha posizione centrale e comoda a tutti i comuni limitrofi. Sì alla diga di Vetto, NO al Parco.

    (Commento firmato)

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  6. La discussione che sta avvenendo sull’ubicazione del nuovo canile comprensoriale è l’ennesima delusione che ci arriva dalla Comunità montana e da parte del potere politico. Come sempre la scelta non viene fatta in base alla logica, al buon senso o al concetto che chi ha di più deve dare di più; ma semplicemente ai voti che questa scelta può portare o togliere ad un partito; questo purtroppo vale per le piccole opere come sarebbe il canile comprensoriale, ma vale anche per le grandi opere come sarebbe una fondovalle o la diga di Vetto. Per la scelta fatta, non è sicuramente l’amministrazione comunale di Ramiseto a deludere, che presumo abbia deciso pensando al lavoro e all’occupazione (penso 4 o 5 persone) che quest’opera porterebbe; a deludere sono state le amministrazioni di quei comuni montani che riteniamo ben più “importanti” di Ramiseto, per attività e per numero di abitanti, al cui interno operano personaggi che dicono di ispirarsi al mondo ambientale e alla protezione degli animali ma che non hanno consentito che il canile venisse realizzato a “casa loro”, dove l’abbandono e il randagismo è sicuramente superiore a quello che si rileva a Ramiseto.
    Per gli abitanti di Ramiseto vorrei fare presente che per quanto concerne l’aspetto tecnico e ambientale non devono avere grandi timori; un nuovo canile, se viene costruito secondo le nuove leggi e le tecnologie attuali, a partire dalle cucce termiche e ventilate, aree di sgambamento a prato, fognature, box lavabili, piantumazione di alberi e siepi a verde, coperture e pareti perimetrali fonoassorbenti in grado di eliminare qualsiasi disturbo anche se il canile è ubicato in fondo ad una valle o in prossimità di centri abitati, ecc, ecc., non ci sarebbero grandi disagi; basta accertarsi che queste opere siano previste dal progetto e che siano realizzate a regola d’arte.
    In tutta questa discussione mi lascia perplesso solo un aspetto: va bene occuparsi dei cani randagi che risultano pericolosi per l’uomo che gira per i monti, ma chi si occupa di contenere il numero dei lupi che stanno invadendo l’intero Appennino e che risultano ben più pericolosi dei cani randagi?
    Ci auguriamo che almeno per questo problema la Comunità montana abbia il coraggio di fare delle scelte, per salvaguardare il lupo, ma anche i nostri ragazzi e quel po’ di turismo e di escursionisti che sono rimasti legati al nostro Appennino reggiano.

    (Lino Franzini)

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  7. Vorrei sapere, e che qualcuno lo spiegasse, il motivo per cui è stato chiuso il canile di Salatte in Comune di Villa Minozzo senza aver prima trovato un posto idoneo per collocare la struttura? Non è meglio utilizzare i soldi circa (2 milioni e 200.000 euro) per ripristinare la vecchia struttura che sicuramente costerebbe meno?
    Attendo risposte.

    (Il Grillo Parlante)

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  8. Rispondo a Lino Franzini riguardo il pericolo dei lupi. Non mi sembra che si siano verificati in Italia attacchi di lupi ai danni di esseri umani, cosa invece accaduta ultimamente sia in Toscana e a Monza dove un branco di CANI e non lupi, ribadisco CANI, hanno attaccato e ferito due persone; inoltre frequento la montagna ad ore antelucane e mi sono già imbattuto diverse volte in lupi, ma questi sono sempre scappati. Stando a quello che si dice dovrei essere già stato sbranato almeno un centinaio di volte!!!!

    (Il Grillo Parlante)

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  9. Sono contenta che sia intervenuto il Sig. Franzini perchè persona competente e con conoscenze tecniche di rilievo. Concordo con Lei anche se mi permetto di informarLa che i posti di lavoro che darebbe il canile sono pochi e a favore di una cooperativa di Reggio che si chiama Aiutappennin. Ai poveri ramisetani non rimarrebbe purtroppo neanche questa possibilità. A chi invece crede che il lupo, l’orso e co. siano una ricchezza vorrei dire un’altra cosa: l’inserimento di questi predatori ha già cominciato a sbilanciare la catena alimentare e sono sicura che non esiste studio che possa certificare il danno ambientale creato da questi inserimenti senza senso. Inoltre vorrei anche riflettere con questi nostalgici a cui piacerebbe un mondo senza uomo e con tante belle foreste e animali trapiantati da non so quale continente (vedi cinghiali): siamo sicuri che non siate voi a ad avere un egoismo personale che vi spinge a desiderare ciò che ormai non è più frutto di un percorso naturale? Dobbiamo sempre ricordarci che esiste anche l’uomo e che i territori che voi volete riportare a epoche preistoriche sono da anni colonizzate da esseri umani che come obbiettivo non hanno quello di deturpare l’ambiente ma quello di viverci in sinergia e complementarietà, sfruttando la terra ma prendendosi anche cura di lei, usando l’acqua ma contenedone le sue energie, mangiando la selvaggina ma per necessità, rispettando gli animali e le piante senza fanatismi o eccessi. Anteporre l’animale all’uomo siamo sicuri che non sia l’idea egoistica di chi non è capace di interagire coi propri simili o di chi ha interessi per farlo?
    Meditiamoci un po’…

    (Commento firmato)

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  10. Sono perfettamente d’accordo coi commenti soprastanti che rimettono in risalto la centralità dell’individuo. I testi biblici ci insegnano che gli animali sono al servizio dell’uomo, mentre l’uomo è stato creato a immagine e somiglianza di Dio. Perchè, allora, sperperare tanti soldi per la costruzione di un canile in una zona decentrata e scomoda, quando si può puntare su un progetto meno ambizioso in un comune della provincia meno disagiato e più ricco di manodopera di volontariato? Dobbiamo rieducarci a pensare prima alle priorità. Il messaggio di Corona e Mercalli, nell’incontro a Casina, é stato chiaro: niente sprechi, stop ai lavori costosi che strappano risorse preziose ai settori veramente importanti come la sanità e l’istruzione. Oggi il governo Monti sembra abbia detto che non ci sono i fondi per assumere 10000 insegnanti già in programma. Allora, come facciamo a rendere più competitivi i nostri ragazzi?

    (Commento firmato)

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  11. Sospettare che l’altoparlante ambientalista si accenda e si spenga secondo il gradimento dei governanti locali è una congettura bella e buona. Vorrei ricordare al signor Ferrari che esistono anche persone di buon senso anche all’interno del Pdl contrarie alla realizzazione della mastodontica diga di Vetto ed ambientalisti locali che sono favorevoli alla Tav ed al canile. Generalizzare è faciloneria.

    (Paolo Maria Ruffini)

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