“Sul canile si è perso tempo e denaro”

Con riferimento a un commento apparso su Redacon, ci scrive Gianni Ferrari responsabile del Pdl a Vetto e, sulla questione canile, esprime un'articolata riflessione politica che denuncia sprechi e inefficienze della politica.

"Alessandro - scrive Ferrari a Redacon - asserisce che da decenni i Comuni montani sono convenzionati con canili della  'Bassa' per un ammontare di  spesa, cioè un’uscita di denaro,  che  diversamente impiegata avrebbe permesso alla montagna di dotarsi  nel frattempo di un canile, anzi di più canili. Non è proprio così, ma forse Alessandro è troppo giovane per ricordare che la nostra montagna, per circa un quarto di secolo, a cominciare dalla fine anni ottanta,   ha  potuto disporre  di un proprio canile, in quel di Villa Minozzo, che poi è stato chiuso  -  da meno di un decennio,  per quanto mi consta  -   senza che sia mai stata esibita, nonostante le nostre ripetute richieste in tal senso, una relazione tecnica  che ne abbia sancito la non idoneità  (da parte degli organi deputati ad esprimersi in merito)".

"Dipoi, una regola semplice ed elementare  avrebbe quantomeno  voluto che, prima di abbandonare la struttura di Villa Minozzo, i governanti locali si fossero preoccupati di    approntare  l’alternativa, o  comunque di individuarla - qui  anche Alessandro può forse convenire -   ma non è andata affatto così.  L’impressione è che il problema sia totalmente sfuggito di mano agli attuali amministratori, che lo stanno rincorrendo cercando soluzioni molto poco realistiche, non fosse altro che per la spesa 'ingente',  specie se la guardiamo in un periodo come questo, privo o quasi  di risorse finanziarie.  Va infatti tenuto presente che oltre al costo di  realizzazione,  un 'mega' canile, come quello ipotizzato a Canova di Ramiseto,   comporta anche  notevoli costi  di funzionamento. Personalmente non ho mai affermato che il nuovo canile debba sorgere lungo la Statale 63, ma credo che anche qui, giunti a questo punto, vada applicato un principio molto semplice e 'universale'.

"Quando si hanno  le idee  un po’ confuse  ci si ferma  e si ripensa l’intera materia, e in questo caso ci si  confronta fra istituzioni e altri per vedere come affrontare il  randagismo, un fenomeno  verso il quale  le attuali misure sembrano  aver  completamente fallito. E che in giro vi sia parecchia confusione, e incoerenza, ce lo confermano bene  le parole che il  presidente della Comunità Montana avrebbe rivolto  agli abitanti di Canova, dicendo loro  che all’abbaiare dei cani ci si può anche abituare.  Una bella 'gelata'  o 'marcia indietro'  dopo che in precedenza avevano ricevuto  ferree  assicurazioni sull’assenza di ogni disturbo acustico da parte del previsto canile. E’ infine sconsolante leggere sulle pagine dei giornali che il sindaco di Ramiseto considera finita l’agricoltura della zona, e dunque quei  bei campi di Canova possono essere tranquillamente sacrificati, mentre in altre sedi si continua a  'pontificare'  inneggiando alla ripresa delle attività agricole  (una bella contraddizione, per non dire di più)".

 

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5 Commenti

  1. Se è vero che per la costruzione del canile montano, sono disponibili due milioni di euro ed oltre di DENARO PUBBLICO, quando ancora nel mondo si muore di fame ed esistono famiglie che vivono con 1 euro al giorno, considerando poi la sitazione economica, crisi del lavoro, tasse alle stelle…………………..e infinite altre ingiustizie sociali avvallate e create dai nostri governanti, che vivono in altra realtà, in altro mondo, esprimo il mio sdegno, disappunto e contrarietà su quanto sta accadendo.

    (Fabio Leoncelli)

    NOTA DELLA REDAZIONE: Gentilissimo Fabio che un’amministrazione costruisca un canile riteniamo sia un segno di civiltà; ciò detto si può discutere all’infinito di dove, come, quando, perché. Si muore di fame ma tutti abbiamo il cellulare. Si muore di fame ma le amministrazioni costruiscono campi di calcio per i nostri figli. C’è la crisi ma le fiere si succedono ugualmente. Esprimere motivazioni, pro o contro, demagogiche non aiuta alla risoluzione del problema.

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  2. Gentile redazione, concordo che il problema cani randagi/canile debba essere risolto, certamente come segno di civiltà, non credo però lo si debba risolvere (per il territorio montano) con una tale spesa, se occorre una cifra di oltre duemilioni per duecento cani, significa che per ogni cane vengono spesi 11500 euro, se poi li moltiplichiamo per il livello nazionale? Occorre forse il giusto peso e la giusta misura dei vari problemi, comunque è soltanto la mia opinione, forse anche errata, non è certo però demagogia, avete mai sentito parlare di anagrafe canina, di proprietari, di controllo, di microchip, di informazione? Il problema è risolvibile solo ed esclusivamente con la costruzione di un canile di lusso? Se e quando il problema sarà posto nel Consiglio comunale di Busana esprimerò i miei suggerimenti appunto nelle sedi opportune e non attraverso testate politiche.
    Cordialmente.

    (Fabio Leoncelli, consigliere comunale di minoranza a Busana)

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  3. Ancora sul canile? Ho chiesto risposte ad enti ed amministratori (vedi il commento su il canile a Canova e gli ambientalisti dove sono?) ma fino ad ora non ho avuto risposta… Non faccio commenti!!!!

    (Il Grillo Parlante)

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  4. 2 milioni di euro! Io sono un consigliere della Comunità e non mi risulta! Prima di scrivere bisogna informarsi bene! Lo sa il consigliere di Busana Leoncelli quanto si spende per ogni cane randagio! Le cifre sono cifre, ma spararle tanto per spararle si crea solo confusione.

    (Luca Marco Cagnoli)

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  5. Se vi interessa nel comune di Carpineti di posti idonei per costruire un canile ve ne sono almeno 4. Tutto sta al nostro sindaco, evidentemente non interessato al problema e spera che siano altri a risolverlo o magari pensa che sia una mossa che porta a perdere voti. Il vero problema è che nessuno vuole rischiare di perdere consensi e sotto sotto del problema randagismo non interessa a nessun sindaco, anche se questo comporta dei maggiori costi…
    Chi se ne frega, a pagare sono sempre i soliti.

    (Luciano Franchini)

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