Due ragazzi trovano cuccioli per la strada abbandonati e al sole: “La legge parlerebbe chiaro, ma è tutto lasciato a qualche anima buona”

Riceviamo e pubblichiamo.

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Egr. redazione, mi chiamo Andrea Ganapini e sono di Casina. In questi giorni ho vissuto un' esperienza che non riesco a tacere, prendetela se volete come uno sfogo e forse cadrò pure nel già detto e sentito mille volte, ma poco m' importa, anzi, se così è a maggiore ragione certi fatti devono essere raccontati perchè vuole dire che la cosa è sentita e sono presenti delle lacune.

Camminando per una strada del centro del nostro paese con la mia ragazza abbiamo avuto una triste sorpresa: due micini abbandonati. Posso assicurare che anche la persona dotata di minore sensibilità al mondo non avrebbe potuto rifiutarsi di fare qualcosa, ma cosa? Spazio noi non ne abbiamo, erano piccolissimi e quindi bisognosi di cure molto specifiche (da allattare con biberon) ma entrambi lavoriamo "alla bassa" e siamo via tutto il giorno. Comunque sia, come ho detto era impossibile lasciarli lì sul bordo della strada affamati ed al sole; li abbiamo raccolti e cercato di provvedere alla meglio, diversi nostri amici ci hanno dato consiglio su come nutrirli e gestirli.

Come appunto dicevo spazio e più che altro tempo non ne abbiamo, pertanto abbiamo deciso di chiamare l'Oasi Felina di Reggio Emilia, sono stati molto cortesi, ma ci hanno espresso il fatto che queste cose deve gestirle il comune di appartenenza, è tutto un iter legiferato ed a questo i comuni devono attenersi, tramite strutture e/o convenzioni. Ottimo, siamo andati ad informarci presso gli uffici comunali. L' amarezza è quella di vedere gli operatori che non hanno risposte, non sanno che dire o dove indirizzarti, perchè si la legge parla chiaro ma la realtà è tutta al contrario e si perde in una nebbia di “non so che dire”.

Non è certo colpa degli uffici e degli impiegati, anzi dopo una prima fase di rabbia e amarezza ho provato a ragionare in modo inverso e ammetto che è davvero difficile dare risposte se non le si hanno ed ho capito la difficoltà degli operatori di fronte a questioni di questo tipo. In sostanza, visto che le amministrazioni non aiutano, ho richiamato l' Oasi, gli ho fatto capire che proprio non saremmo stati in grado di accudire queste bestioline. Sempre con molta gentilezza e capita la nostra situazione mi hanno indirizzato presso la responsabile (Sig.ra Caterina), l' ho chiamata ed ho capito dal tono la difficoltà: con una mano al cuore mi ha detto "ok, portateli pure".

Li abbiamo portati ed abbiamo visto come lavorano quei ragazzi e la mole di lavoro che hanno ed ho capito la difficoltà nell'accettare anche "solo due gattini"; da parte nostra il più che abbiamo potuto fare è stato comprare e donare scatole di crocchette e delle bottiglie di latte... dopo che i gattini sono stati messi in una gabbietta... e per fortuna che c' era almeno quella. Vari amici però mi hanno rassicurato sulla qualità del posto. Non vorrei dimenticare di dire che a causa del terremoto il carico di lavoro per questi centri è schizzato alle stelle.

Quello che io voglio capire è la posizione delle amministrazioni, perchè da quello che ho imparato in quest'avventura, con cani e gatti randagi è che è così ovunque in montagna, ovvero il tutto è affidato a qualche persona che si rende disponibile e a qualche anima pia. Se queste al momento non ci sono "forse" qualcuno si interessa... e gli animali vengono spediti in canili/gattili non meglio identificati (mi si è parlato pure di Milano!!!).

Potrei cominciare a dire che con tutte le tasse che paghiamo un servizio del genere, nel 2012, in uno stato civile, non dovrebbe neppure essere un pensiero, ma una certezza ben tangibile e consolidata a cui fare riferimento in questi casi, ma so già che si aprirebbero mille discorsi sulla carenza di fondi, le aree non ci sono (vedi canile in montagna), che è facile parlare, ecc. ecc. Ma visto che io sono un cittadino dotato di una quantità minima di civiltà, credo di più, ma facciamo pure i modesti, presumo di fare un servizio mettendo questa cosa all' attenzione pubblica.

Perchè credo ci sia da chiarire una cosa, che i nostri "amministratori del territorio", eletti dal popolo "nel territorio", devono pensare di essere appunto "amministratori del territorio", e a "tale territorio" devono dare risposte molto terra terra: senza presunzioni da grandi statisti. Un canile/gattile credo che rientri tra queste risposte, per un fatto di civiltà, di decenza, di igiene, di sicurezza. Lo so è una cosa non semplice, ma chi accetta i mandati amministrativi non può esimersi da questioni scomode.

Comunque sia, i vari centri sportivi/piscine nascono dalla sera alla mattina, un canile/gattile è impossibile da fare: sarà un caso?

In ogni caso un suggerimento per i nostri amministratori: tiratevi su le maniche, trovatevi, ogni sindaco individua un’area ottimale nell’area di sua competenza, poi fate a gara a chi presenta il progetto più bello, funzionale, rispettoso di ambiente e centri abitati, perché un canile/gattile non è da vedere solo come un impiccio, un “magazzino per animali”, ma potrebbe diventare un luogo di eccellenza da pubblicizzare e da portare come esempio di buona amministrazione; si tratta sempre di civiltà e cura verso il territorio e direi pure verso i cittadini. Fatelo capire alle persone, parlatene e raccogliete i dati necessari a rassicurare gli abitanti.

Non è facile, ne sono pienamente consapevole, ma è un fatto di correttezza verso il cittadino, siete lì per questo, per fare si che in ogni momento chiunque sa che può affidarsi a servizi degni di uno stato civile, e non doversi ogni volta improvvisare in qualche ruolo arcano.

 

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Un Commento

  1. Ho raccolto due cani e due gatti in tre anni. Ho chiesto aiuto ma poi me li sono tenuti. Sono anche la mia gioia. Non aspettarti che qualcuno si tiri su le maniche, sono anni che dibattono il nulla e nulla concludono sul canile.

    (Lorella)

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