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Falcone e Borsellino vent’anni dopo

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Riceviamo e pubblichiamo il seguente contributo, che proponiamo come "editoriale del lettore".

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Oggi, 19 luglio ricorrono i vent'anni  dalla strage del magistrato Paolo Borsellino. 75 giorni prima si era verificata la strage che aveva coinvolto il magistrato Giovanni Falcone e sua moglie, a Capaci, con le relative scorte.

In questo Paese gli anniversari per ricordare eventi storici e tragici sono molti, ma personalmente credo che questo evento è da ri-cordare con sempre maggiore sottolieneatura, non solo per i motivi che hanno portato a queste stragi, ma perché oggi acquistano un significato ancora più fondamentale e da riferimento, che devono avere nelle generazioni più giovani, dove a volte il distacco dal senso dello Stato o delle istituzioni sembrano avere il sopravvento.

Falcone e Borsellino hanno dimostrato con il loro sacrificio quanto deve essere fondamentale l’impegno per migliorare e sapersi mettere in gioco; sapendo della difficoltà del compito hanno portato fino in fondo il loro dovere, combattendo anche contro o forze anche dello Stato, senza denigrarle, pur sapendo che invece di essere punti di riferimento a volte erano ostacoli alla scoperta della verità o alla lotta alla criminalità organizzata.

Dopo quegli eventi i giovani erano stati i veri sostenitori di un rinnovamento sia politico e culturale che ancora oggi deve essere fondamentale per costruire il futuro, non del populismo o menefreghismo, considerando ogni sforzo inutile e chiudendosi dietro alla facile conclusione sono tutti uguali.

L’insegnamento di Falcone e Borsellino a mio avviso rimane quello che sapendo quale era il loro destino hanno avuto il coraggio di continuare la propria battaglia sapendo che ogni minuto perso era una sconfitta per dare più giustizia e una società migliore al nostro Paese.

Credo che questo deve essere l’impegno di tutti noi cittadini, e lo dico anche alle forze politiche a partire dalla mia, l’Udc, che ha visto tra le sue fila persone colpite da reati legati alla mafia, a prendere come riferimento uomini di così alto valore morale e senso dello Stato, permettendo ancora oggi a molti di avere fiducia e speranza nelle istituzioni e di lavorare per il “bene comune” invece di inseguire i propri interessi personali a discapito della collettività.

(Robertino Ugolotti, responsabile enti locali Udc Reggio Emilia)

 

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