Provincia di Reggio Emilia: ancora per poco?

Lo stemma della Provincia di Reggio Emilia

Il presidente del consiglio provinciale reggiano Gianluca Chierici lancia un appello ai rappresentanti reggiani a Roma per "tutelare il nostro territorio e la nostra comunità". Pubblichiamo di seguito un suo intervento.

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L'approvazione da parte del Consiglio dei ministri dei criteri per la riduzione delle province, mentre il Parlamento sta ancora discutendo del provvedimento da cui i criteri dovrebbero derivare, getta ancora più dubbi sulla proposta di riordino delle istituzioni italiane avanzata dal governo.
 
Si è partiti dall'ipotesi della totale abolizione delle province per arrivare al loro dimezzamento con i tre criteri avanzati inizialmente (numero di comuni, popolazione ed estensione del territorio) per finire con la proposta odierna che vede la soppressione del solo 40% del numero delle province. Sembra quasi che le lobbies che governano il nostro Paese abbiano ritagliato i criteri decisi oggi apposta per salvare qualche territorio (in precedenza a rischio soppressione) che può contare su esponenti di spicco a livello nazionale.
 
Non sono certo io a dover difendere d'ufficio l'istituzione Provincia, parlano i fatti e i servizi resi ai cittadini, ma voglio porre l'attenzione sulla tutela di territori che culturalmente, tradizionalmente ed economicamente hanno affinità e non possono certo essere considerati inferiori o subalterni ad altri. Qualcuno dovrà spiegare perché - rispetto ad un'area vasta molto omogenea rappresentata dai territori di Parma, Reggio Emilia e Modena - due territori provinciali avranno una rappresentanza istituzionale, l'altro, il nostro, dovrà essere accorpato a uno degli altri due.
 
Chiedo pertanto ai rappresentanti reggiani a Roma (molti dei quali sono stati amministratori della Provincia di Reggio) di tutelare la nostra comunità che non può essere considerata l'appendice di altri, riportando così le lancette del tempo a 150 anni fa quando in Emilia esistevano ancora i ducati.
 
Sarebbe stato meglio azzerare l'attuale assetto delle province per aggregare i territori sotto un ente di area vasta, mettendoli tutti sullo stesso piano senza generare, come si fa con questo provvedimento, figli e figliastri. Mi auguro, infine, che nei provvedimenti che verranno adottati sia chiaro chi svolgerà le attuali funzioni della Provincia affinché i cittadini non subiscano disagi e si ponga attenzione ai lavoratori che oggi garantiscono i servizi erogati dal nostro ente.
 
(Gianluca Chierici, presidente del Consiglio provinciale)

 

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8 Commenti

  1. …giusta osservazione e vorrei aggiungere che si è appena concluso il 150° dell’unità d’Italia e Reggio nell’Emilia è stata la città rappresentativa in questa ricorrenza quale “la città del Tricolore d’Italia” e ora cosa facciamo, con un colpo di spugna cancelliamo questi 150 anni? Vogliamo ricominciare a creare un po’ di sani valori per i nostri giovani figli? Vogliamo riprenderci quei sani principi di educazione civica e rimetterli sui banchi di scuola? Solo così potremo salvare il ns. paese, educando. In questi ultimi trent’anni abbiamo permesso di tutto sia a livello privato che istituzionale, mi sembra sia giunto il momento di rifondere fiducia e trasparenza nelle cose e nei fatti, non è di certo tagliare una o l’altra provincia che si risolve il problema della così detta spesa pubblica ma bisogna andare più a fondo e il modo migliore è EDUCARE le persone che domani ci dovranno guidare e governare.

    (Alfeo Cassinadri)

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  2. Visto la necessità, ormai non più rimandabile, di tagli alla spesa pubblica e per mettere pari tutti, perchè delle tre provincie sopraelencate non se ne fa 1 sola?

    (Alex)

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  3. Personalmente sono contrario all’abolizione delle province e delle loro amministrazioni: credo che siano un organismo sovraordinato che possiede la visione complessiva del territorio con potenzialità di coordinamento uniche. Ovviamente devono essere ristrutturate e razionalizzate sia nell’organico che nell’efficienza. Credo invece che dovrebbero essere eliminati i comuni, piccoli potentati ormai anacronistici in uno scenario di rapporti sociali, culturali ed economici globale. L’accorpamento di più comuni con le stesse caratteristiche territoriali, sociali e produttive dovrebbe essere considerato seriamente, sorpassando tutti gli interessi personali e di fazione ormai così “minuscoli”, che di fatto hanno ad oggi portato al fallimento di tutti i tentativi di organizzazione “sovracomunale”.

    (Corrado)

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  4. Ma possibile che tutte le volte che si parla di tagliare spese o qualche ente di qua o di là subito si levano gli scudi dei difensori ad ogni costo dei diritti acquisti? Con la classica frase intimidatoria “disagi ai cittadini”. E’ sempre la solita storia: se aboliamo la Comunità montana ci sarà “un disagio per i cittadini”, se aboliamo le province ci sarà “un disaggio per i cittadini” e così via…. E’ ora di piantarla con queste storielle: l’unico vero disagio per i cittadini di chiama BUROCRAZIA: dei migliaia di enti, delle migliaia di autorizzazioni, delle migliaia di balzelli che siamo costretti tutti i giorni a sobbarcarci noi cittadini per mantenere in piedi il BARACCONE. Dateci un taglio!! In tutti i sensi.

    (Tinca)

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  5. Premesso che io non ero contrario all’abolizione di quelle microprovincie nate per opportunità negli ultimi anni, mi chiedo se veramente Reggio per 200 km/q di territorio in meno sia davvero così inutile rispetto a Modena e Parma… Tra l’altro penso si andrà verso l’accorpamento con Modena (con Piacenza che andrà con Parma immagino) e mi domando se questo non allontanerà ulteriormente i rapporti tra cittadini e ente… Aggiungo molte competenze ad esclusione di ambiente e viabilità e poco altro andranno ai comuni, ma saranno in grado di seguire adeguatamente e con competenza queste nuove problematiche tra l’altro con giunte e consigli ridotti vista la recente riforma elettorale per i piccoli comuni che andrà in vigore dalle prossime tornate elettorali?

    (Commento firmato)

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  6. Personalmente mi fa un po’ sorridere il concetto che Reggio potrebbe fondersi con Parma o con Modena e si valuterà con chi nelle prossime settimane. La scelta in realtà credo sia quasi obbligata, nel senso che l’altra Provincia che deve forzatamente fondersi con una vicina è Piacenza, che essendo l’ultima della regione verso ovest non potrà che scegliere Parma, quindi per Reggio non resterà che Modena. Ergo si ritorna al Ducato Estense: situazione già vissuta una volta, e senza eccessivi drammi…

    (Commento firmato)

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  7. E’ proprio il momento di tagliare qualcosa, personalmente non ne sentirò la mancanza e non vedo nemmeno i grandi disagi che potrà causare alla nostra zona; si parla sempre di integrazione poi ci sentiamo così diversi da un modenese? Non penso che i dipendenti della Provincia saranno lasciati a casa ma verranno integrati nell’organico della nuova unione di province, mentre invece ci sarà qualche presidente e qualche assessore di troppo da eliminare…

    (Pier)

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  8. Io sono da sempre favorevole all’abolizione di TUTTE le province e non vedo come un dramma l’accorpamento con Modena, zona in tutto e per tutto simile per economia al nostro territorio: basti pensare al distretto ceramico di Sassuolo-Fiorano-Casalgrande-Castellarano o quello di Carpi-Correggio. L’appello di Chierici mi pare singolare visto che tutti i parlamentari reggiani (Alessandri escluso) hanno votato a favore della spending review

    (Riccardo Bigoi)

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