“Sì alla grande Emilia (compresa Ferrara)”

Riceviamo e pubblichiamo.

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Il riordino delle province deve avvenire principalmente attraverso criteri di omogeneità territoriale e non solo in base a criteri esclusivamente demografici. La proposta di creare un’unica provincia per l’Emilia, la grande Emilia, costituita da Modena, Reggio, Parma, Piacenza ma anche Ferrara, potrebbe essere, in tal senso, una proposta interessante da valutare con attenzione.

La Regione Emilia-Romagna sarebbe così suddivisa in tre macroaree: la grande Emilia, Bologna città metropolitana  e la grande Romagna. Tale soluzione risponde infatti a due esigenze: ridurre sensibilmente il peso degli apparati amministrativi e quindi degli oneri derivanti in materia di spesa pubblica; eridurre i costi derivanti dalla moltiplicazione delle sedi istituzionali.

L’accorpamento delle province non può però eludere un altro problema fondamentale: quello della necessaria soppressione degli “orpelli” amministrativi rappresentati dalle unioni comunali. Una volta terminata l’operazione province si dovranno eliminare i privilegi delle regioni a statuto speciale, accorpare le piccole regioni con criteri di superficie e numero di abitanti, anche i comuni dovranno avere almeno diecimila abitanti. Nel giro di qualche anno ridisegneremo senza lotte di quartiere la cartina geografica della nuova Italia.

Gli stessi tagli vanno realizzati anche nella sanità pubblica, luogo dove impera il “poltronificio” della sinistra. Nella Regione Emilia-Romagna vi sono ben 17 apparati amministrativi che operano nel campo della sanità pubblica, tra aziende Usl e aziende ospedaliere; Reggio Emilia ne è un chiaro esempio con la sede dell’arcispedale S. Maria Nuova in viale Umberto e quella dell’Usl in via Amendola. Un doppione che comporta spese aggiuntive di milioni di euro all’anno. Anche in questo settore è necessario un riordino ed una riduzione degli apparati con la soppressione dei duplicati nella stessa città.

(Fabio Filippi)

 

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14 Commenti

  1. Stiamo attenti che la proposta non venga interpretata come la creazione di un doppione della Regione Emilia Romagna. Un’estensione così ampia potrebbe produrre il risultato che la Romagna accampi diritti di secessione da Bologna eliminando e/o svuotando, di fatto, il ruolo regionale che rischierebbe pertanto di diventare marginale ed altrettanto inutile delle ex province. L’eliminazione delle province non deve essere aggirata, facendole rientrare dalle finestre dopo che sono uscite dalla porta, con enti più grandi ma altrettanto inutili. L’eliminazione, anche se effettuata con il concreto marazzo, delle superate provincie, deve essere accompagnata dall’accorpamento dei comuni con meno di 10.000 abitanti e con la decisa ed urgentissima sopressione delle comunità montane, delle circoscrizioni cittadine, del Gal e di ogni ente, centri di spesa ormai superati. Sarebbe già un buon risultato ridurre le attuali province da 9 a 4 con la conseguente operazione anche sulle camere di commercio. Sono in troppi a voler rappresentare i cittadini.

    (Conte da Palude)

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  2. Sono d’accordo col Conte, bisogna tagliare tutti i comuni con meno di 10.000 abitanti, le comunità montane, le circoscrizioni cittadine e ogni ente ormai superato. Aggiungerei alla lista tutte le unioni di comuni, che erano infatti nate nel 1999 con normative di riordino territoriale per procedere successivamente all’accorpamento dei piccoli comuni interessati e l’Ente Parco nazionale. Ovviamente i tagli, come ben espresso anche da Filippi, dovrebbero essere fatti in ogni settore pubblico, ma i politici dovrebbero avere il coraggio di andare fino in fondo e operare da subito col preciso intento di fare pulizia e ordine dove c’è necessità per dare finalmente un taglio netto al passato e agli sprechi che fino ad ora ci sono stati. Volere, potere!

    (Commento firmato)

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    • I PRIMI TAGLI PERO’ FACCIAMOLI AI POLITICI…. CON TUTTI I PRIVILEGI CHE SI RITROVANO….. POVERINI COME SONO MESSI MALE! Guarda caso che se siamo arrivati a questo punto dobbiamo ringraziare proprio i ns. illustrissimi politici che non hanno saputo, o voluto, mettere in pratica le regole da LORO DECISE E DELIBERATE! E’ PROPRIO ORA DI FARE VERA PULIZIA. Grazie ancora a tutti coloro che con i propri privilegi di parlamentari si sono costruiti una pensione d’oro, ville megagalattiche ed hanno fatto studiare i propri figli infilandoli in tutti i posti migliori spesso non per capacità ma per prestigio, mentre la gente stava a guardare… Il problema è che sono proprio i politici a crederci, la gente comune invece è stanca! Dateci l’esempio: POTERE E’ VOLERE!
      Sono 50 anni che ce lo promettono.

      (Lidia)

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      • Concordo Lidia, i politici dovrebbero dare il buon esempio ed essere i primi a valutare quanto hanno dato al paese e ai suoi cittadini e tagliare i loro stipendi e pensioni in proporzione.

        (Commento firmato)

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  3. Caro Filippi, in merito ai tagli alla spesa sanitaria pubblica, con particolate riferito al nosocomio “Santa Maria di Reggio Emilia”, luogo dove IMPERA IL POLTRONIFICIO DELLA SINISTRA, che peraltro ha sede in viale Risorgimento, vorrei precisare che il tuo Premier Cavaliere Silvio Berlusconi si è rivolto proprio presso questa struttura al reparto di endoscopia digestiva per risolvere i problemi legati alla sua salute. Forse perchè non esiste altro centro nella vicina Lombardia efficace in questo tipo di cure.

    (Lidia)

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  4. Concordo con il Conte che oltre al riordino delle province vanno aboliti Comunità montana, Gal, circoscrizioni cittadine, enti assolutamente inutili e lontani dal cittadino, ma sui comuni ci andrei cauto… Specie nelle zone di montagna, accorpare i comuni con meno di 10000 abitanti per il crinale potrebbe voler dire unire Villa Minozzo, Busana, Ligonchio, Collagna e Ramiseto (e forse si arriva ai fatidici 10000). E ce lo vedete un vecchietto di Civago che cambia tre corriere per arrivare magari a Busana che potrebbe essere l’ovvio capoluogo vista la sua centralità rispetto agli altri comuni….? Suvvia, qui tra “rottamatori” e “sforbiciatori” c’è chi si sta facendo prendere la mano… I tagli trasversali non hanno mai fatto bene ai cittadini, generalizzare neppure; ci sono situazioni che a mio avviso vanno approfondite prima di prendere in mano le forbici…

    (Commento firmato)

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    • Sono daccordissimo con lei ,e, se mi permette aggiungerei che
      negli ultimi anni i piu’ penalizzati sono proprio gli anziani.
      Mettere degli uffici periferici, magari aperti anche un solo giorno la settimana costa troppo allo stato?
      Suvvia Filippi, facciamola finita! I PRIVILEGI SONO DEI POLITICI non dei semplici cittadini
      ma ancora non vi vergognate?

      (CM)

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    • No, è impensabile “vedere un vecchietto di Civago…”, ma un riordino fatto seriamente, può permettere a quel vecchietto di andare all’ufficio postale, o in qualsiasi luogo pubblico dove si gioca una schedina, per ottenere ciò che gli serve, evitando tra l’altro di arrivare in Comune, dopo tre corriere, e non trovare l’impiegato. Il riordino, almeno come io lo vedo, non è rottamare o sforbiciare, ma razionalizzare servizi con elementi che ormai sono a disposizione di tutti.

      (mv)

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    • Caro Commento firmato, il difficile viaggio che il suo vecchietto di Civago compierebbe, purtroppo il vecchietto di Ligonchio lo fa già da una decina di anni!! Per alcuni settori unificati, un cittadino qualunque dell’Unione deve recarsi nel comune principale (nel nostro caso Busana) per risolvere le sue faccende! Ovviamente il rischio in agguato è sempre quello di non trovare l’addetto giusto. Inoltre ci terrei a dire che non sempre il servizio offerto dai piccoli comuni è ottimo o per lo meno non in tutti gli uffici, bisognerebbe cercare di andare un po’ al di là dei soliti luoghi comuni che promuovono sempre e indiscriminatamente che “piccolo è bello”! Siamo sicuri che nei piccoli comuni ci sia sempre una adeguata preparazione del personale, la formazione e i titoli richiesti per essere adeguatamente competitivi nei servizi offerti?

      (Commento firmato)

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      • Caro omonimo commento firmato, chi parla di “luoghi comuni”?? Io parlo di difficoltà oggettive di una popolazione sempre più anziana come quella della montagna con l’aggiunta della dispersione in vasti territori delle varie frazioni con oltretutto un servizio di trasporto pubblico sempre più scarso… Tra l’altro equiparare una tratta come Ligonchio/Busana con un ipotetico Civago/Busana denota una scarsa conoscenza del territorio, parliamo di una tratta di dieci minuti con una da un’ora e mezza e tre cambi di corriera… Ma al di là di questo vi invito a non farvi prendere da frasi populistiche, in montagna non possiamo ragionare “in numeri” quando si parla di servizi pubblici, perchè se tutti ragionassero così qui in montagna non dovremmo avere nè ospedale nè vigili del fuoco nè trasporto pubblico… E parlando di preparazione del personale, un’eventuale fusione vorrebbe dire cambio di personale con altro più competente? No, vorrebbe solo dire lo stesso personale (magari a ranghi ridotti) ma semplicemente più distante…

        (Commento firmato)

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        • Gentilissimo, non so quante corriere si debbano prendere ma da Ligonchio a Busana ci vuole ben più tempo che 10 minuti. Quello che volevo sottolineare è che certamente i servizi in montagna sono scarsi se non scarsissimi, ma almeno si potrebbero evitare gli sprechi di denaro pubblico che finanziano enti “parassiti” che al cittadino danno ben poco servizio (non parlo solo di unioni di comuni), ottimizzando le risorse necessarie e tagliando il superfluo. Ormai sono in tanti a pensarlo…

          (Commento firmato)

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          • Su questo sono pienamente d’accordo con lei, di enti inutili da eliminare ce ne sono parecchi prima di mettere mano ai comuni… comunità montane (non dovevano sparire?), Gal (questo oggetto misterioso… qualche giorno fa in un bar dell’Appennino si è fatto una sorta di sondaggio semiserio: 23 presenti nessuno sapeva cos’era…), le obsolete circoscrizioni cittadine, le unioni dei comuni da migliorare, l’ente Parco sicuramente da rivedere…

            (Commento firmato)

  5. Egregio Ing. Filippi, sono spiacente per le sue affermazioni. Ma non le sembra il caso di STARE ZITTO? Il poltrinificio di SINISTRA, come lo definisce lei, è un male comune. Guardi caso che proprio i rappresentanti del SUO partito sono i più assenteisti sia alla Camera che al Senato. Legga ogni tanto anche questi articoli. Ed il SUO CAPO S.B. da inizio anno risulta essersi presentato non più di un paio di volte a suo piacimento come al solito.

    (CM)

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  6. Ho avuto il (dis)piacere di leggere proprio oggi su IL RESTO DEL CARLINO
    che la Regione E.R ha erogato premi per 7,6 MILIONI DI EURO tra il 2009 ed il 2011 senza esclusione di nessun MANAGER/CONSIGLIERE o quant’altro (170 su 170). Forse Lei Filippi ha ragione togliamo TUTTE LE PROVINCIE, TUTTE LE REGIONI ed anche tutti I PRIVILEGI di chi governa questo paese …….. Restino soltano i piccoli comuni che comunque sono i soli che danno risposte immediate perchè conoscono i territori.
    forse a qualcosa servirà o a pagare è pur sempre il SOLITO POVERO CITTADINO? Vista la burocrazia ed i tempi d’attesa……………

    (CM)

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