Pensioni: che fare?

Il tema della pensione va affrontato... sin da giovani! (red)

Il sistema pensionistico italiano ha subito dagli anni Novanta un processo di riforma per contenere la spesa pensionistica al fine di garantirne la sostenibilità. La crisi finanziaria che stiamo vivendo e le forti pressioni sul debito pubblico italiano hanno portato l’attuale governo a focalizzare particolarmente l’attenzione sul tema pensioni.
Non vogliamo in questa occasione entrare nel merito delle decisioni assunte ma piuttosto dare un contributo per capire alla luce della situazione attuale come può essere opportuno muoversi per gestire una tematica che impatta pesantemente su giovani ed anziani.
Proviamo dunque a richiamare l’attenzione del lettore sullo stato delle cose evidenziando gli strumenti a disposizione per fronteggiare il problema previdenziale.
Il cosiddetto sistema a pilastri vede un primo pilastro rappresentato dalla previdenza obbligatoria (erogata da Inps, Inpdap, Casse Professionali ecc.) che assicura la pensione di base.
Il secondo pilastro è rappresentato dalla previdenza complementare per l’erogazione di trattamenti pensionistici complementari del sistema obbligatorio.
Dal 1° gennaio 2007 ciascun lavoratore dipendente può scegliere di destinare il proprio Trattamento di Fine Rapporto (Tfr), maturando alle forme pensionistiche complementari o mantenere il Tfr presso il datore di lavoro. Se entro 6 mesi dall’assunzione il lavoratore non esprime alcuna indicazione relativa alla destinazione del Tfr, il datore di lavoro trasferisce il Tfr futuro alla forma pensionistica collettiva prevista dagli accordi o contratti collettivi anche territoriali.
Lo stato favorisce la scelta di aderire alle forme pensionistiche complementari con particolari vantaggi fiscali, altrimenti non ottenibili scegliendo altre forme di investimento del risparmio.

Forme pensionistiche complementari:

- fondi pensione negoziali
- fondi pensione aperti
- contratti di assicurazione sulla vita con finalità previdenziali
- fondi pensione istituiti anteriormente al novembre 1992

La scelta del lavoratore è sempre volontaria e personale. Può avvalersi di una forma pensionistica collettiva o di una forma pensionistica individuale.
Possono aderire al fondo pensione sia lavoratori autonomi che lavoratori dipendenti, soci di cooperative, casalinghe e studenti.

- Prestazioni:

L’entità delle prestazioni pensionistiche è determinata dall’ammontare dei contributi versati e dal rendimento ottenuto dagli stessi. Sono ottenibili dopo avere maturato i requisiti di accesso alla pensione obbligatoria, con almeno cinque anni di iscrizione alla previdenza complementare. Nel caso di cessazione dell’attività lavorativa che comporti una inoccupazione superiore a 48 mesi è concesso richiedere la prestazione con un anticipo massimo di 5 anni rispetto ai requisiti per l’accesso alle prestazioni nel regime obbligatorio di appartenenza.
L’iscritto può scegliere di percepire la prestazione pensionistica:
- interamente in rendita,
- parte in capitale (fino ad un massimo del 50% della posizione maturata) e parte in rendita
Nel caso in cui convertendo in rendita almeno il 70% della posizione individuale maturata l’importo della pensione complementare sia inferiore alla metà dell’assegno sociale INPS (attualmente pari ad euro 389,36 per 13 mensilità), l’iscritto può scegliere di ricevere l’intera prestazione in capitale.

Anticipazioni:

In determinati casi la legge consente, in modo analogo al Tfr, di usufruire di anticipazioni. La somma è calcolata sulla posizione individuale maturata per effetto dei versamenti e dei rendimenti realizzati fino a quel momento.
L’anticipazione può essere richiesta:
- in qualsiasi momento della partecipazione alla forma pensionistica fino al 75% della posizione individuale maturata per sostenere spese sanitarie conseguenti a grave condizioni relative a sé, al coniuge ed ai figli:
- dopo 8 anni di iscrizione al fondo fino al 75% della posizione maturata per l’acquisto e la ristrutturazione della prima casa di abitazione per sé e per i figli. Fino al 30% per ulteriori esigenze dell’iscritto (in questo caso non è necessario alcun documento giustificativo).

Per la maturazione degli 8 anni di iscrizione sono tenuti in considerazione tutti i periodi di partecipazione alle forme pensionistiche complementari per i quali non si sia esercitato il riscatto.
Trasferimento della Posizione Individuale:
L’iscritto può trasferire al propria posizione ad altra forma pensionistica complementare sia per perdita dei requisiti di partecipazione (ad esempio cambio attività lavorativa) o volontariamente decorsi due anni di iscrizione ad una forma pensionistica complementare.

Riscatto della posizione individuale:
L’aderente che prima del pensionamento perde i requisiti di partecipazione può chiedere il riscatto della posizione maturata.
Nel caso di adesione collettiva il riscatto può essere chiesto:
- 50% della posizione maturata , tassazione ed aliquota agevolata neal caso che il periodo di disoccupazione sia compreso fra i 12 e 48 mesi; in casi di ricorso del datore di lavoro a procedure di mobilità, cassa integrazione ecc.
- 100% della posizione maturata, tassazione ed aliquota agevolata nel caso il cui il periodo di disoccupazione sia superiore ai 48 mesi: nel caso di invalidità permanente che comporti la riduzione della capacità lavorativa a meno di un terzo.
- 100% della posizione maturata con tassazione al 23% per perdita di requisiti di partecipazione al fondo cioè cessazione dell’attività lavorativa.

Nel caso di adesione su base individuale il riscatto può essere chiesto:
- 50% della posizione maturata, tassazione ad aliquota agevolata nel caso in cui il periodo di disoccupazione sia compreso fra i 12 e i 48 mesi. In caso di ricorso del datore di lavoro a procedure di mobilità, cassa integrazione ecc.)
- 100% della posizione maturata e tassazione ad aliquota agevolata nel caso di disoccupazione oltre i 48 mesi e nel caso di invalidità permanente oltre un terzo della capacità di lavoro.
La facoltà di riscatto del 100% non può essere esercitata nel quinquennio precedente la maturazione dei requisiti di accesso alle prestazioni pensionistiche individuali
Riscatto del 100% per decesso con aliquota agevolata (a favore degli eredi od altre persone indicate dall’iscritto).

Benefici Fiscali:

Deducibilità dei versamenti con un tetto massimo annuo di 5.164,57 euro
Tassazione capital gains: ridotta all’11% anziché al 12,50% e 20% delle altre forme di investimento
Differimento di imposta.

Si tratta di materia abbastanza complessa che come primo approccio può creare qualche disagio e questo è un motivo in più per confrontarsi con un consulente che possa aiutarci nelle scelte.
Crediamo comunque che l’aspetto più importante sia acquistare consapevolezza del fatto che sempre di più è e sarà importante pensare di pianificare la nostra futura pensione non contando solo sulla previdenza obbligatoria che purtroppo sempre meno potrà coprire le nostre esigenze future.
Prima iniziamo ad accantonare anche partendo da somme modeste, beneficiando - non dimentichiamolo - delle agevolazioni fiscali e maggiori disponibilità future avremo per fronteggiare e prevenire i disagi e le preoccupazioni della terza età.

 

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