“Le ragazze del ’41”

All'inizio degli anni '40, per la precisione verso la fine del 1941, giunse a Castelnovo la famiglia Righini sfollata da Genova in seguito ai bombardamenti effettuati dagli anglo-americani. Avevano parenti nel paese e dunque la loro meta era quasi obbligata. Oltre ai genitori, c'erano tre figlie in età scolare. Renata, la più piccola, di poco più di dieci anni, Rossana di quasi quindici e Gabriella di poco meno di venti. Rapidamente, attraverso i giovani parenti e la loro innata simpatia, entrarono nei nostri gruppi e vi restarono con continuità fino a guerra finita.

Da loro imparammo giochi diversi, abitudini cittadine che ancora non conoscevamo, ma soprattutto ci trasmisero il piacere della lettura. Suggerirono a mio padre collezioni di libri che loro già conoscevano e così comparvero nel nostro negozio autori ed opere che anche per noi sarebbero diventati patrimonio culturale. Ricordo le collane Omnibus, Medusa ed i famosi Passaggio a Nord-Ovest, Via col vento, Uomini e topi, Per chi suona la campana, Pian della tortilla, ecc. Così, con le “ragazze del '41”, arrivò anche un po' di cultura. Le tre sorelle ebbero vicende diverse e talvolta tragiche, ma la più piccola, Renata, tornò ogni anno a Castelnovo per trascorrere una vacanza coi vecchi amici coi quali cercava e ritrovava la sua giovinezza.

All'inizio dell'estate mi ha telefonato e con grande amarezza mi ha detto che forse quest'anno non ce la faceva. L'ho sentita per l'ultima volta giovedì, ma dell'amica non c'era più nemmeno la voce. Oggi la figlia Antonella mi ha telefonato che Renata ci ha lasciati per sempre. Una grande tristezza ha colmato il mio cuore che piange un'amicizia carissima iniziata settant'anni fa, una donna meravigliosa, uno spirito il cui ricordo non mi lascerà mai.

Alle figlie e a tutta la famiglia il mio dolore e la mia affettuosa partecipazione ai quali si associano anche Cristina e Gabriele.

(Umberto Casoli, Marilleva, 11 agosto 2012)

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3 Commenti

  1. E’ con grande commozione che leggo questa triste nota di Umberto Casoli per la scomparsa di una sua cara amica nella “lontana” Genova. La cosa che mi ha colpito in modo particolare di questa malinconica storia, oltre al rimpianto di una giovinezza che se ne sta andando ed al dolore per la perdita di una persona molto cara, è la volontà di rendere pubblico il suo dolore e di parteciparlo tramettendo un’immensa tristezza a chi leggerà queste poche note. Chiedo scusa per l’intromissione ma desideravo anch’io partecipare pur non conoscendo la “ragazza del 41”, perchè è dato poche volte leggere note di questa umanità.

    (Sergio Tagliati)

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  2. Desidero ringraziare Sergio Tagliati per l'”intromissione” dettata dal cuore e dalla grande sensibilità. Grazie davvero!

    (Umberto)

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  3. Caro Umberto, ti ringrazio per queste parole sulla mia mamma, sono un pezzetto di vita che mi ha proiettata in un attimo alla vostra gioventù… e commosso! La mamma era un’esplosione di energia, così aggrappata alla vita che tanto le aveva dato ma anche tanto tolto. Era uno stimolo per tutti noi ed è ora un vuoto grande, ma ricordandola piango e sorrido perchè lei era energia e vitalità. I suoi occhi vispi erano sempre gioiosi, forse perchè chi ha veramente visto la guerra non può che gioire di ogni attimo della nostra attuale vita fortunata!

    (Antonella Bertelli Righini)

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