“Rottamiamoli tutti”

Riceviamo e pubblichiamo.

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Lo spread, l’arma dei turpi gnomi della finanza che hanno scatenato la terza guerra mondiale, sta prevaricando la sovranità nazionale dei paesi europei e favorendo la colonizzazione finanziaria ed il predominio della Germania sull’Europa; alla Merkel sta riuscendo ciò che non è riuscito ad Hitler. A questo aggiungasi il fatto che i nani della politica si sono autoalimentati creando incontrollabili stati nello dtato, pletore di “inutili poltronifici” ed autoassegnadosi fondi ingentissimi formalmente destinati a tutelare la democrazia.

Mentre l’economia reale langue ed aumenta la popolazione che non riesce a mettere insieme il pranzo con la cena, affiorano in tutta la loro vergognosa virulenza i baccanali ed i privilegi di un sistema privo di morale. Si colpiscono i singoli non per educarne cento, ma per salvare un sistema malato alla radice. Tutti sapevano, alcuni non restavano silenti, ora è un bla bla per salvare l’insalvabile.

Dal tavolo Hemingway-Cadsociale, dal Corpo volontari garibaldini lanciano l’allarme: “stanno uccidendo l’Italia, hanno dimenticato l’amor di Patria, stanno suicidando la democrazia”. Fra la gente, gente perbene, serpeggia l’idea di un potere unico ed assoluto che chiuda “pro-tempore” tutti i portoni dei palazzi politici (dalle regioni a quelli romani) e rifondi lo Stato, la Patria con una Assemblea Costituente che riconosca ai comuni, il ruolo di vero baluardo della partecipazione democratica, dove si sa tutto perché vicini alla gente e dove l’elettore conosce i propri rappresentanti.

Al tavolo, pur rifuggendo da una simile idea, temono che ancora una volta una certa politica, quella dei sepolcri imbiancati, non saprà/vorrà autoriformarsi e che la saggezza non prevarrà sul famelico egoismo. Al tavolo Hemingway-Casociale, prima  che il vento della protesta si trasformi in tempesta, si uniscono a coloro che dicono: “Rottamiamoli, rottamiamoli tutti”.

Le persone pulite, i Garibaldini, i Volontari per l’Italia ci sono, sono tanti, sono la maggioranza del Paese. Vogliono fissare un tetto ai meriti ed una soglia ai bisogni. Vogliono creare pari opportunità per tutti. Vogliono sostenere l’economia reale, non quella parassitaria della finanza. Soprattutto, nella corsa della vita, aspetteranno gli ultimi per arrivare assieme”.

(Mario Guidetti, portavoce del tavolo Hemingway-Cadsociale-CVG)

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7 Commenti

  1. Interessante analisi che eprime una non comune dose di barbarie storica. Affermare che “alla Merkel sta riuscendo ciò che non è riuscito ad Hitler” lascia abbastanza basiti, sia in termini di incompetenza che di non curanza di interpretazione dei fatti… il predominio della Germania sull’Europa… Ma di cosa stiamo parlando?! Speriamo che questi “garibaldini”, che ci salveranno, abbiano letto almeno Mazzini (che dovrebbe essere dalla loro parte) ed abbiano a mente, oltre alla parola patria, anche la civilità europea e l’umanità. Saluti dalla malvagia Bruxelles.

    (Matteo Manfredini)

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  2. Videre nostra mala non possumus, alii simul delinquunt, censores sumus.
    “Non possiamo vedere i nostri sbagli ma, appena gli altri fanno errori simili, facciamo la parte dei giudici”. Oppure “Chi di voi è senza peccato, scagli per primo la pietra contro di lei” -(Giovanni 8:7-11). Dovrebbe dare testimonianze positive chi si erge a fustigatore dei costumi, gli servirebbe a rendersi credibile se intende assurgere a questo ruolo così delicato. Chi si atteggia giornalmente a moralista su Redacon o su altre testate cartacee quando erano in vita, non dovrebbe aver partecipato alla “festa” della spoliazione della povera Italia. In qualità di portaborse parlamentare della casta, ha goduto dei privilegi derivanti da questo ruolo, e a quel tempo non ha mai espresso nessuna doglianza in merito. Comodo è oggi che si è fuori dal giro dire peste e corna dell’ambiente o meglio “del piatto in cui si è mangiato”. Il curriculum si farebbe lungo, ci fermiamo qui.

    (Mariastella G.)

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  3. “Civiltà europea” è un concetto interessante, ma se la forma che è destinato ad assumere è quella di un governo sovranazionale di tecnocrati non eletti da nessuno il quadro generale assume tinte abbastanza inquietanti. Personalmente trovo abbastanza plausibili i concetti espressi nell’intervento; che la Germania e la sua politica espansionistica, storicamente, abbiano sempre rappresentato un problema per i suoi vicini europei (e quindi per la stabilità politica della stessa europa) è un dato di fatto, così come è un dato di fatto il ruolo dominante che ha assunto/sta assumendo questa nazione nella gestione delle “risposte” alla crisi. Cui prodest? Alcuni dicono ai grandi industriali tedeschi, che in un quadro di impoverimento generale dell’Europa disporranno contemporaneamente di forza lavoro a prezzo stracciato a breve distanza dalla propria nazione e della sicurezza di essere l’unico paese europeo economicamente affidabile in grado di tutelare gli investimenti di capitali esteri. Certo è che queste discussioni, se portate avanti da entrambe le parti coscientemente ed argomentando senza sarcasmo, possono risultare interessanti ed aiutare molto chi, come me, è molto ignorante ma cerca di costruirsi una opinione sulla crisi.

    (Giuliano Gabrini)

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  4. Il discorso é molto lungo e purtroppo non é questa la sede per approfondire alcuni temi. Tuttavia i problemi dell’Europa, nei secoli, sono stati molti e non solo l’espansionismo tedesco, che in fondo é qualcosa di molto recente, ma marcato, terribile e ancora fresco nella nostra memoria. L’Europa non può esistere senza Germania,(che comunque non é senza macchia nella gestione della crisi). Purtroppo con gli “alcuni dicono” o gli “ho sentito dire” non si possono fare delle analisi costruttive. Questi “grassi tecnocrati incravattati non eletti” sono dei funzionari, così come non sono eletti i funzionari ministeriali italiani. Il Parlamento Europeo lo è, ma sappiamo non é abbastanza. Ci sono migliaia di persone che, a Bruxelles lavorano per creare una base democratica delle istituzioni più ampia. Fate bene ad informarvi perché il momento è cruciale. Per esempio guardate quello che ha fatto la Germania dopo il 1989 per inglobare tutta la parte Est… si potrebbe cominciare da lì per capire il concetto di civiltà Europa e fratellanza.

    (Matteo Manfredini)

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  5. Per Matteo: la Giovine Italia e la Giovine Europa che ispirò Mazzini non erano certo questa Italia e questa Europa – entrambe sarebbero da “rifondare” – mi rendo conto che la necessità di schematizzare non “aiuta”…
    Per Mariastella: non so a chi si riferisca – se si riferisce al sottoscritto, escludo di “aver partecipato alla festa per la spoliazione dell’Italia” – sono stato sì per 25 anni eletto consigliere di una Circoscrizione e per un mandato presidente – sono stato sì dal 2005 al 2006 consigliere (e non portaborsa) di un Sottosegretario “pulito”; mi sono sentito al servizio del mio Paese – di questo ne sono fiero così come del decreto di nomina senza alcun emolumento – dicono (ma non sta a me portarne vanto) che non mi sia mai sottratto all’impegno per gli altri, così come non mi sto sottraendo ora.
    Per concludere: non mi ritengo un moralista ma solo, come la maggioranza del nostro splendido popolo, una persona che cerca la strada della giustizia ed armonia sociale – vorrei concludere raccontando ciò che imparai un giorno, quando si organizzò una camminata podistica con le scuole – una intera classe, qualche metro prima del traguardo, si fermò – attese un compagno che aveva le stampelle – grande fu la loro gioia… nell’arrivare assieme. Sto cercando la strada che porta a vivere quella stessa gioia; è una colpa?

    (Mario Guidetti – tav. Hemingway)

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  6. Proviamo a lasciare in pace Garibaldi e Mazzini, proviamo invece a pensare che la Storia siamo noi e siamo a noi ad aver consentito che i nostri rappresentanti siano il parlamento che abbiamo ora con dentro una genia di personaggi che di rappresentativo hanno ben poco; ebbene, oggi che la colpa sia del Berlusca, importatore di affarismi e ispiratore del sacco dello stato come stiamo vedendo, ormai conta ben poco; non sarebbe male se gli tirassimo due monetine come a Craxi ma, ribadisco, conta ben poco; servirebbe invece che oltre a demonizzare gli altri (scandinavi, tedeschi o francesi) provassimo a misurare il loro grado di civismo e di partecipazione: scopriremmo interessanti indicazioni di tipo amministrativo, fiscale e politico che non sono o non sono più nella nostra cultura democratica; dopo i guasti dei personaggi che ho detto prima e prima ancora di altri ci vorranno generazioni di politici (o tecnici, poco importa) alla Monti per rimettere insieme un tessuto seriamente democratico; l’Europa non é una “categoria” filosofica assente e sfuggente, é un idea politica che purtroppo negli anni si é lasciata alle spalle gli intendimenti politici dei padri fondatori e oggi ci se ne rende conto; un super stato senza politica é un po’ come il “nostro” piccolo stato dopo le malversazioni subite a cura di una politica che non ha mai pensato al futuro, presa com’era dall’attenzione per le proprie punte dei piedi.

    (Lino Giorgini)

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  7. Sig. GUIDETTI, sinceramente non capisco una cosa. Perchè si spaventa se qualcuno vorrebbe rottamare I POLITICI ? Io per primo, su queste pagine, ho auspicato l’eliminazione delle province che non sono altro che un doppione dei comuni e delle regioni. Io per primo ho auspicato che i comuni siano il VERO FULCRO dell’idea politica del Paese. Voglio spiegarmi meglio. Lo stato ITALIA potrebbe benissimo organizzarsi in questo modo: i cittadini eleggono il proprio sindaco, ma non più su base politica, idea ormai da rottamare come i politici stessi, ma su base programmatica. I comuni vanno unificati per area geografica (non hanno senso il comune di VIANO, di ALBINEA, di QUATTRO CASTELLA, di SCANDIANO, uniamoli in un unico comune). I sindaci di ciascun comune devono raccogliere le idee e le proposte dei propri cittadini e farsene portatori presso la Regione, la quale deve essere composta dall’Unione dei vari comuni, con rappresentanza degli stessi sindaci per ogni regione. Deve essere la regione a raccogliere tutte le richieste dei sindaci ad essa referente e portarle a Roma, dove un governo strettamente tecnico, incaricato alla gestione dello stato dal solo ed unico punto di vista economico, dovrà mettere in atto le varie richieste regionali. Il Governo nazionale, unitamente ai soli rappresentanti di ciascuna regione, deve farsi promotore delle varie richieste da inoltrare alla comunità europea, che DOVRA’ diventare vera e unica fautrice di “proposte politiche” per l’intera area geografica europea. Solo con una vera politica europea, basata su di una sola banca europea si potrà pensare di uscire da questa fossa comune che ingoia i vari stati ed i suoi cittadini. Non illudiamoci nel pensare che nuovi politici in italia possano cambiare le cose. Se si vuole risanare una impresa si chiama un dirigente esterno che non si lascia ricattare da chi l’impresa la ha condotta male sino ad ora, operai e dirigenti. E così dovrà essere per l’Italia. Una sovranità europea con una politica europea in un contesto di economia globale è l’unica speranza che abbiamo di sopravvivere a noi stessi. Le monetine non sono servite nel ’92 e non servono adesso. In ultimo voglio lanciare una proposta che potrebbe sembrare inauspicabile ma che potrebbe servire: mi auguro una astensione dal voto nelle prossime elezioni che superi il 50% più uno degli aventi diritto al voto. Se la metà degli italiani non si riconosce in questa classe politica, allora non credo potranno avere il coraggio di formare un governo, di qualsiasi colore sia. Allora sì che la vera Rivoluzione Democratica Popolare potrebbe trovare terreno fertile per crescere in ciascuno di noi. Forse può servire una scossa di questo tipo. Saluti.

    (Fabio Mammi)

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