“La Regione delibera, il Dolo risponde”

Riceviamo e pubblichiamo.

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Alla delibera del 13 novembre 2012 della Regione Emilia-Romagna il torrente Dolo interviene e risponde. A pochi giorni di distanza dalla delibera della Regione che si esprime favorevolmente in merito al progetto di costruzione della centrale idroelettrica in Cerredolo di Toano, atto in cui si ignora la documentazione recapitata ad ogni singolo consigliere regionale (comprensiva di censimento aggiornato all'anno 2012 della fauna ittica nel tratto di torrente interessato, documentazione fotografica dettagliata inerente alla devastazione ambientale preesistente sul territorio, lettera accompagnatoria ed opposizione dei vari comitati ed associazioni, nonchè dei residenti del comune di Toano), il torrente Dolo... risponde.

Nell'esatto punto dove verrà edificata la futura centrale idroelettrica, in località Pioppeto, la briglia costruita nell'anno 2008 all'impatto con la prima ondata di piena considerevole degli ultimi anni ha ceduto. L'alveo del Dolo, antistante, crolla creando una voragine di vari metri di profondità ed ampiezza. Il corso del torrente, deviato nell'anno di costruzione della stessa, non scorre più sullo scivolo della briglia bensì ad una profondità elevata rispetto la struttura, spingendo con forza erosiva sul basamento.

Ci si chiede ora cosa possa essere accaduto. Come può il letto di un torrente sprofondare di tanti metri, in un solo  punto ben definito? Quali le ragioni, le motivazioni? Quali le eventuali responsabilità?

Dopo il sopralluogo e la verifica è scattato l'allarme. E' stato comunicato al Genio civile della Provincia, alla Protezione  civile, alle Geev di Reggio Emilia, al sindaco Michele Lombardi; rimaniamo in attesa di tangibili interventi d'urgenza. La piovosità del periodo non può che aggravare una situazione già di suo allarmante. Ci chiediamo cosa accadrà alla prossima ondata di piena. Ma ci chiediamo soprattutto cosa succederà dopo la costruzione di questa centrale idroelettrica? Proprio in questo tratto di torrente, dove l'alveo è così deturpato ed instabile e dove queste opere di recente costruzione, che dovevano servire a regimentare le acque nonchè a mettere in sicurezza le sponde, i terreni e le strade adiacenti sono in fase di sfacelo.

Si parlava, negli anni 2007/2008, di opere migliorative sul torrente: questo è il risultato! I troppi scavi effettuati e segnalati ripetutamente su tutto questo territorio, compreso il fiume Secchia, cominciano a regalare i propri frutti. Dietro alla presentazione di tutti questi progetti ed interventi apparentemente redatti come migliorie sul territorio, inevitabilmente appare poi, senza alcun sconto, il retroscena, spesso drammatico.

(...) Gli eventi di questi ultimi giorni dovrebbero servire da filo conduttore, indirizzandoci verso una profonda riflessione. Gli interessi politici, gli interessi economici, l'apatia e la leggerezza, posizioni per le quali spesso si prendono decisioni sbagliate ed altrettanto spesso non se ne prendono affatto. Non servono a nulla. Il nostro Appennino è da proteggere e salvaguardare, da ogni tipo di persecuzione ambientale; al primo posto deve esserci questo intento, come comune obiettivo, al di sopra di ogni altra ragione, di interesse o convenzione.

Nessuno di noi è contrario a queste nuove forme di sviluppo energetico, nessuna persona razionale ed intelligente può esserlo! Ma sono gli abusi, le devastazioni ambientali ingiustificate e persecutorie che stonano. Le stesse che non presentano una ragionevole motivazione... ma spinte da ben altri interessi.

Il torrente Dolo, con le sue acque, oggi ha risposto: "NO" alla delibera della Regione Emilia-Romagna, "NO" alla Provincia di Reggio Emilia, "NO" al Comune di Toano.

La nostra voce spesso è troppo flebile per essere ascoltata... ma il fragore della sua non si può di certo ignorare!

(Odette Schenetti, Ombretta Paglia, Comitato per la difesa dei fiumi, torrente Dolo Cerredolo)

 

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6 Commenti

  1. Sono d’accordo con il comitato difesa dei fiumi, ma solo parzialmente. E’ inutile continuare ad alimentare la favola dei micro invasi perchè non risolvono il problema e diffondono su tutto il territorio impianti che raramente d’estate vengono alimentati in modo continuativo. Meglio due dighe di medie proporzioni, di cui una nella val d’Enza e una nella valle del Secchia. Lasciamo stare i mini torrenti e e i micro rigagnoli, tanto a quelli ci penserà presumibilmente Iren.

    (A.O.)

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  2. Una domanda ci sorge spontanea: visto che l’impianto in questione prevede l’attraversamento del greto del Dolo di un tubo della circonferenza di quasi due metri che andrà a tagliare con uno scavo di imponenti dimensioni il greto stesso, cosa accadrà se in occasione di una piena simile a quella che ha causato i danni alla traversa ben visibili nelle foto (piena discreta, ma certamente il Dolo può fare ben di più!) il fiume dovesse scavare intorno al tubo ed eventualmente tranciarlo? Non è che siamo preoccupati per i danni causati all’impianto in sè, ma piuttosto a quelli provocati al fiume inteso sia come suo alveo che come sue rive. Chi garantisce, non a voce ma a firme sui progetti, che questo non avverrà?
    Possibile che non ci sia un geologo che spieghi a lor signori che si stanno muovendo in un territorio storicamente pieno di movimenti franosi e che negli ultimi 50 anni è stato devastasto da cave di argilla e asportazione di ghiaia di proporzioni impressionanti? Checchè ne pensino i proponenti ed i favorevoli a questo impianto che hanno più volte detto che loro si interessano di quello che succede nel Dolo e non di quello che è stato fatto in Secchia che, lo hanno detto alla riunione di Cerredolo in ottobre, è un altro fiume, in realtà ciò che succede in un punto di un bacino si ripercuote su tutto quel bacino. Sappiamo che, a causa delle devastazioni provocate dalle asportazioni di ghiaia del passato, l’intero bacino del Secchia è soggetto a frequenti cambiamenti del suo alveo e così fanno i suoi affluenti.
    Non vogliamo essere cassandre, ma è il fiume a farsi giustizia ogni qual volta viene violato dalla miopia umana (pista Gatta-Pianello docet).

    (Reggionotube)

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    • Condivido quanto detto da Reggio no tube…. Quando si tratta di soldi… nel caso della centrale di Cerredolo 70000,00 per il comune di pertinenza, le altre ragioni…. sono irrilevanti…. Si legge oggi sui giornali l’ennesima bugia…. Viene scritto che gli incontri con la popolazione in merito a questa centrale sono stati…. molti. Ce ne risulta uno, ad accordo già fatto, dove la ditta costruttrice ci ha illustrato le magnificenze dell’opera. Avete ragione voi, chi garantirà con le firme ovviamente nell’eventualità di un disastro sul Dolo, chi si prenderà questa responsabilità? Considerando che da alcuni documenti l’amministrazione comunale che avalla l’opera ne esclude poi le responsabilità! C’è da rabbrividire al pensiero che la stessa ondata di piena che ha provocato i danni di questi giorni possa ripetersi a lavori in corso… o a lavori ultimati su un percorso di 6 km ed un attraversamento del torrente. Nelle foto allegate all’articolo sono state riportate anche quelle che riguardano la frana sul versante modenese a pochi metri dal futuro intubamento del Dolo, è scritto sui giornali di oggi che questa costruzione rappresenta un’opportunità di lavoro per i toanesi…. Ma quale? Qui si parla di una ditta di Padova che costruisce sul nostro territorio… ed effettua un’opera che agirà in completa autonomia: dove sono i posti di lavoro? Dove le risorse? I nostri amministratori comunali parlano di una piccola minoranza in sfavore di questo impianto….. Ma le firme dei contrari non sono ancora state protocollate in comune…. e non sono poche di certo! Trapelano voci di accordi già fatti…. in via di perfezionamento con enti locali ed associazioni per il ripristino di strutture in Cerredolo; vorrei che si sapesse ufficialmente che i proventi derivanti dalla costruzione di questa centrale non possono per legge essere utilizzati per il ripristino di casette…. feste paesane finalizzate e quant’altro. Sicuramente dello stato di sfacelo dei nostri torrenti, dei nostri fiumi non importa! E l’evento di questi giorni sul Dolo ne è la più chiara dimostrazione. Credo che della superficialità delle azioni….. qualcuno in futuro dovrà rendere conto.

      (O. Schenetti)

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  3. Montagna in svendita…. E così siamo giunti al punto che le amministrazioni comunali di questa povera montagna svendono il proprio territorio con tutto il suo potenziale valore, sia ambientale e naturalistico, per i primi due miseri soldi che gli vengono offerti…. Cave… Discariche… Scavi di ghiaia a volontà… E adesso sono in svendita tutti i fiumi, i torrenti ed i fossi al miglio offerente… Per due miseri soldi sì prendono decisioni che avranno effetto sul futuro dell’intero territorio…. Per due miseri soldi che, oltretutto, come nel caso di Toano, dovranno essere spesi per sistemare quanto si lascerà distruggere…. Dov’è l’interesse dei toanesi? La scelta di Toano sembra fatta ma, se sarà così, qualcuno dovrà prendersi la responsabilità morale e materiale che questa decisione comporta anche per il futuro… Oltre ad incassare gli eventuali meriti che dubito che ci possano essere, dovrà rispondere personalmente di tutti i rischi che l’intervento comporta e si dovrà rispondere anche a mandato finito perché il voto espresso in un consiglio comunale non è una semplice alzata di mano che è finisce lì… La responsabilità delle decisioni prese resta e questo spesso qualcuno se lo scorda. Personalmente mi prenderò la briga di formare un gruppo di persone con il compito di ricordarlo a chi di dovere anche per gli anni a venire, di ricordarlo ed eventualmente di rivalersi per eventuali danni su chi approva e concede un intervento come questo. Non è e non vuole essere una minaccia ma un forte richiamo a valutare bene e seriamente le scelte che si fanno; è un richiamo alla responsabilità di qualsiasi amministratore, che sia esso il primo cittadino o l’ultimo consigliere… Le amministrazioni passano ma i danni restano ed è ora che, chi in qualche modo ne è responsabile, paghi…. A proposito di acqua…. dove sono andati a finire i portabandiera della battaglia referendaria ”Acqua bene comune” a vendere “aria fritta” da qualche altra parte?! Mah…. forse questi l’acqua la consideravano solo quell’elemento che esce dai rubinetti di casa… o peggio ancora solo una cosa da sfruttare politicamente…..

    (Antonio Manini)

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  4. Davvero mi domando come si possa accettare l’idea, che tutti questi interventi, impianti idroelettrici, asportazioni spropositate di ghiaia, cave e quant’altro possano essere attuati con tanta facilità e anzi fatti passare come un beneficio utile ed a favore sia dei cittadini che dei fiumi stessi. Abbiamo davvero perso la capacità di vedere con i nostri occhi e di ragionare con la nostra testa? Di capire quello che è veramente utile e necessario e quello che invece non lo è? Non solo il Dolo ha fatto sentire la sua voce, ma anche il Secchia nel tratto Cerredolo-Lugo di Baiso ha espresso la propria volontà, dopo l’ultima piena si è ripreso il suo letto, tornando a scorrere dove non lo faceva da anni.. e hanno un bel da correre nei vari cantieri per cercare di arginare e di contenere.. e alla prossima piena? Che strani esseri siamo, pretendiamo d’insegnare al fiume dove e come scorrere, mentre noi stiamo andando tutti insieme alla deriva…

    (Lorena Lugari)

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  5. Leggendo i commenti mi sembra chiaro che le recenti piene (peraltro non eccezzionali) hanno sottolineato ancora una volta la necessità di mantenere in efficienza la funzionalità idraulica dei torrenti, liberandoli dai pericolosi accumuli di legname abbandonato dalle piene, restituendo alla loro naturale conformazione gli alvei rendendoli anche più accessibili alla fruizione turistica.
    Questo significa possibili occasion, sia per ditte specializzate in interventi di questo genere sugli alvei dei torrenti, sia per la crescita di nuova imprenditoria capace di valorizzare il comparto turistico legato alla funzionalità dei torrenti stessi.
    Per raggiungere questi obiettivi nuove opportunità vengono offerte alle amministrazioni locali montane dalla LEGGE REGIONALE 07 novembre 2012, n. 11.
    (http://demetra.regione.emilia-romagna.it/al/monitor.php?vi=nor&urn=er:assemblealegislativa:legge:2012;11)
    Si tratta di una legge che, occupandosi di parecchie questioni generali relative alla Pesca nella Regione Emilia-Romagna, introduce, all’Art. 20, un interessante elemento di novità che offre ai Comuni montani in zone di interesse turistico una importante occasione per sviluppare piani d’intervento, offrendo un ulteriore strumento economico destinato alla manutenzione del territorio.
    Si introduce infatti la possibilità di istituire su tratti dei nostri corsi d’acqua “Aree di pesca regolamentata”, affidate in gestione ai Comuni.
    Evidentemente i Comuni si avvantaggeranno delle entrate conseguenti al rilascio, a pagamento, dei permessi di pesca, (analogamente a quanto avviene ora per i tesserini di raccolta funghi) ma avranno anche occasione di avviare in tal modo una interessante attrattiva turistica, organizzando attività di pesca sportiva differenziate, in tratti di torrente di elevato valore ambientale, a cui potrebbero garantire una offerta di pesce allevato localmente di grande qualità.
    Come già accade in altre regioni, come ad esempio in Val Nerina e inTrentino – Alto Adige, questo tipo di risorsa caratterizza da anni l’offerta turistica delle vallate, dei fiumi e dei laghi alpini, offrendo posti di lavoro collegati alla gestione ittica e alla vigilanza con evidenti vantaggi agli operatori turistici che pubblicizzano offerte specifiche di soggiorno con sconto sui permessi di pesca.
    La legge prevede che i Comuni si potranno avvalere la gestione di associazioni piscatorie e di associazioni di volontariato locale e dovranno avere come obiettivo anche “interventi di riqualificazione ambientale, al fine di ottenere un significativo miglioramento delle condizioni ambientali e della fauna ittica ivi presente”.
    Occorre precisare che tali ambiti di pesca potranno interessare soltanto il 40% dei corsi d’acqua destinati alla pesca in ciascun Comune e, dato che spesso un corso d’acqua è in confine o attraversa più di un comune, ciò potrebbe costituire l’occasione per organizzare tali ambiti con accordi tra più Comuni.
    Per i Comuni di crinale potrebbe essere una occasione di collaborazione con il Parco Nazionale che ha al suo interno importanti laghi e tratti di fiume di grande interesse per una pesca sportiva di qualità.
    Credo che questa strada potrebbe costituire l’alternativa alla svendita delle acque pubbliche che alcuni comuni si accingono a fare alettati da illusorie promesse di ripianare con ciò i loro magri bilanci.
    (Gioacchino Pedrazzoli per WWF Reggio Emilia e Comitato No TUBE)

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