“Non demonizziamo la caccia, piuttosto valorizziamola”

 

Quarant’anni fa all’interno della nostra provincia in maniera a mio avviso estremamente lungimirante sono stati introdotti su indicazione dell’amministra provinciale di allora il primo nucleo di Cervi in quel di Ligonchio, da allora, questi splendidi animali hanno preso possesso delle nostre vallate, e ad oggi come attestano pareri degli agricoltori non si può più fare a meno di inserirli all’interno di un piano di gestione controllato.

Premesso che queste forme di caccia sono un importante volano per il turismo venatorio, che se letto nella maniera corretta e non sempre slolo ottusamente etichettato da slogan che risvegliano angosce infantili come lo “sterminio dei Bambi”. Presenta un importante elemento di economia per i “nostri” operatori turistici.

Per informazione generale, va detto che la gestione del cervo in ATCRE4, viene regolamentata da un protocollo approvato in assemblea generale che fino ad ora non ha presentato alcun “buco” come qualcuno vuole per forza far risultare; e va detto che quelle che sono le tariffe abbinate agli animali più belli, come il maschio citato nel articolo precedente sono un incentivo a indirizzare il prelievo dei cervi più deboli o defedati, è strano però che determinate “Polemiche” vengano proprio da quei cacciatori che in passato hanno abbattuto animali da trofeo.

Per quanto riguarda i diritti agli abbattimenti, va detto che tutti gli iscritti all’Atc hanno gli stessi diritti e che il cacciatore indicato nel precedente articolo fa parte del nostro Atc da almeno 10 anni e come iscritto ha partecipato regolarmente ai censimenti che servono ad accumulare il punteggio per accedere ai piani di abbattimento.

Per quanto riguarda invece il trasporto dell’animale, mi pare ovvio che se l’animale viene abbattuto a Villa e il centro di controllo è a Rosano il transito non può che essere quello di Castelnovo e ovviamente le dimensioni dell’animale ne rende difficile la copertura come indicato dall'Atc Re4.

Mi pareva doveroso chiarire qualche passaggio per ricordare che ogni tanto la caccia va vista anche in un ottica positiva in quanto l’obiettivo del controllo di gestione è a tutela del rapporto di compatibilità tra il numero degli animali e l’ambiente in cui vivono.

Capisco benissimo, chi non condivide la nostra passione ma mi piacerebbe che ogni tanto riuscissero a capire che la caccia è una grande tradizione dei nostri territori e che se valorizzata e non demonizzata possa essere un importante punto di forza del nostro territorio.

 

(Un cacciatore ecoselettore)

 

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21 Commenti

  1. Cit. “Quarant’anni fa all’interno della nostra provincia in maniera a mio avviso estremamente lungimirante sono stati introdotti…”. Lungimirante?? Sarebbe stato lungimirante non inserire animali non autoctoni che inevitabilmente si sarebbero riprodotti a dismisura non avendo predatori naturali e che altrettanto inevitabilmente avrebbero creato problemi all’agricoltura locale e per i quali sarebbe poi diventato necessaria la mattanza, pardon l’abbattimento… Lungimirante è colui che, “grazie alla propria acutezza e saggezza, intuisce il probabile andamento delle cose, prevede ciò che potrà accadere potendo così provvede per tempo”, quarant’anni fa avevate previsto i danni all’agricoltura e all’ambiente che avrebbero creato quelle immissioni? Francamente (sarà ottusaggine mia) ma non ci vedo proprio nulla di lungimirante…

    (Commento firmato)

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  2. A prescindere dal fatto che nella nostra provincia il cervo è considerato animale autoctono, intendo riferirmi più specificatamente ad altri animali quali il capriolo e il cinghiale, animali che da noi in montagna ed ora anche in pianura arrecano danni alle culture e non (vedi anche attraversamento di strade statali e provinciali). Non intendo soffermarmi a lungo su questi fatti ma mi interessa far notare che i cacciatori e le associazioni venatorie non sono gruppi di killer organizzati a soggetti che rispettano e tutelano la fauna. I cacciatori partecipano alle catture ai censimenti e con la conseguente programmazione ed è nel rispetto dei piani di abbattimento che fanno la caccia di selezione (chi sbaglia nella selezione è soggetto ad ammende e/o a sanzioni molto severe, ad esempio di gran lunga più repressive rispetto a colui che guida in stato di ebbrezza). In sostanza coi piani di abbattimento viene instaurato un giusto rapporto tra densità biotica e densità agro-forestale; per intenderci un giusto equilibrio tra i soggetti di una determinata specie nel rispetto di loro tutti, arrecando il minor danno possibile alle colture e alle coltivazioni. Il cacciatore deve rispettare l’ambiente e la fauna, esercitare l’attività venatoria nel totale rispetto delle regole. Abolendo la caccia e i cacciatori questi equilibri vengono meno, l’habitat, le condizioni di vita e la sopravvivenza degli animali selvatici è a rischio.

    (f.b.)

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  3. Io so solo che muoversi è diventato altamente rischioso e giurassico, bisogna stare con occhi aperti, troppi ungulati e non solo!

    (Angelo Covili)

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  4. Caccia o no, questi animali dall’aspetto gentile sono diventati un vero pericolo per chi circola sulla strada. Sbucano all’improvviso da boschi e campi e il rischio di uscire di strada per evitarli è altissimo, senza considerare che quando non c’è la possibilità di evitarli l’impatto è elevato e anche i danni all’auto non sono da meno. Una soluzione va trovata.

    (Betti)

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  5. La caccia al cinghiale, al cervo.. tradizione? La caccia al cinghiale e agli ungulati in genere oggi è solo attività di macello, e commercio in nero di carne, lo sanno bene cacciatori..

    (Rioarbero)

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  6. “Abolendo la caccia e i cacciatori questi equilibri vengono meno, l’habitat, le condizioni di vita e la sopravvivenza degli animali selvatici è a rischio.” Mi sa quindi indicare quanti eco-ammazzatori ci sono nelle foreste della Siberia o del Canada? Mi pare che lì un equilibrio ci sia.

    (Jarno Dall’Asta)

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  7. Non capisco nemmeno perchè vengano pubblicati articoli del genere…. hanno solo la funzione di fomentare l’esaltazione dei cacciatori che oramai ha raggiunto livelli penosi…. E per quanto riguarda la “elevata pericolosità” di questi ungulati che causano “numerosissimi incidenti”…..
    Beh…. io abito in aperta campagna e talvolta mi capita che caprioli mi attraversino la strada…. eppure sono ancora viva!!!! E’ sufficiente guidare con prudenza e fare attenzione…. E piuttosto, cari cacciatori (cari per non dire altro….), invece di pubblicare queste dichiarazioni che sanno tanto di “autodifesa”, pensate piuttosto a comportarvi correttamente e a rispettare giorni, orari e confini!!!!! E soprattutto valutate l’ipotesi di dedicarvi al piattello che sarebbe molto meglio…. E se proprio non è possibile… Speriamo una vostra estinzione!!!!

    (Cristina Sironi)

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  8. Caro ecoselettore (scusi, ma lei non ha un nome?) è lecita la sua passione per la caccia, però dire che “se valorizzata… un importante punto di forza” mi sembra eccessivo. Allo stesso modo credo che il “turismo venatorio” porti ben poca ricchezza al nostro territorio. Sono disponibili i dati degli operatori turistici? Cordialità.

    (Sincero Bresciani)

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  9. Cara Cristina, in una realtà dove ormai la caccia viene strumentalizzata ovunque e da tutti, ci è permesso ogni tanto esprimere anche la nostra di opinione, cercando di far capire le nostre ragioni? Ognuno è libero di condividerle o meno, ma non bisognerebbe mai offendere l’altra parte.
    Si fonda su questi principi la democrazia. Poi se proprio vogliamo dirla tutta io vedo che la maggior parte degli articoli riguardanti il mondo rurale sono tutti elaborati da pseudo-ambientalisti che si limitano ad attaccarci senza spiegare quali sono i loro reali motivi per farlo, e la maggior parte delle volte non ci danno nemmeno il DIRITTO di replica. Per questo motivo ringrazio le testate giornalistiche che ce lo permettono. Dal tuo consiglio sul tiro al piattello, capisco che hai una concezione del cacciatore completamente sbagliata… d’altronde come tutti i tuoi amici che si professano anti-caccia senza sapere davvero di cosa parlano. Ne avrei di cose da dire, ma per ora mi fermo qua. Un consiglio: invece di lottare SOLO contro la caccia, perché non pensate anche agli allevamenti intensivi, alla deforestazione, alla cementificazione, all’utilizzo smisurato dei pesticidi, ecc? Forse perché la nostra è la categoria più debole e più facile da combattere?

    (Danilo T.)

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  10. Mi sa quindi indicare quanti eco-ammazzatori ci sono nelle foreste della Siberia o del Canada? Mi pare che lì un equilibrio ci sia. I cacciatori ci sono anche in Siberia e in Canada stanne certo… Per rispondere alla tua domanda ti dico che in quei luoghi l’equilibrio c’è per un semplice motivo: nella catena manca la specie più dannosa, l’uomo, che con i suoi interventi e il suo rincorrere la ricchezza sta rovinando interi territori. Un piccolo esempio lo abbiamo proprio vicino, guarda il caso del fiume Secchia…

    (Danilo T.)

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  11. Egregio “ecoselettore”, volutamente non voglio entrare nel tema pro o contro la caccia già ampiamente dibattuta ma solo analizzare un passaggio del suo intervento che è semplicemente raccapricciante e precisamente: “Per quanto riguarda invece il trasporto dell’animale, mi pare ovvio che se l’animale viene abbattuto a Villa e il centro di controllo è a Rosano il transito non può che essere quello di Castelnovo e ovviamente le dimensioni dell’animale ne rendono difficile la copertura come indicato dall’Atc Re4”. La domanda che le faccio è questa: le pare sia una cosa normale trasportare a vista un animale ucciso e sanguinante su una paletta di un trattore e attraversare un centro abitato dove si incontrano bambini, donne e persone che possono avere grossi problemi a questa vista? Il rispetto che voi chiedete pensate non sia dovuto anche a chi non condivide il vostro “SPORT” cruento? Grazie per una risposta… se risposta c’è!

    (Sergio)

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  12. Quindi cara Cristina (cara per non dire altro), gli incidenti non sono un problema?! Non sono una realtà? Il piattello esisteva, ma lo hanno fatto chiudere! Chi non rispetta le regole nelle caccia sono quei “degenerati” che usano parole come estinzione…

    (Roberto)

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  13. Vedo che accettate con molto fair play le opinioni che non coincidono con le vostre… Comunque da qui ne verrebbe fuori una discussione senza fine, per cui il mio intervento finisce qui. Ma non venite a dirmi che la vostra è una categoria debole. Ah, la parola estinzione non mi risulta una offesa… L’estinzione è un evoluzione della natura, carissimo Roberto… Gli incidenti si evitano guidando con prudenza e se avvengono cosa facciamo? Se un ciclista ci taglia la strada allora ci mettiamo a cacciare anche i ciclisti? Comunque tante teste e tante idee…

    (Cristina Sironi)

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    • Credo proprio di essere una guidatrice attenta e prudente ma non è bastato; la PORTIERA della mia macchina è stata centrata in pieno da un capriolo sbucato dal nulla. Non ho riportato danni fisici (per fortuna) ma materiali ovviamente sì e nè l’Anas nè la Provincia mi hanno mai risarcita. E’ stata fortunata, Signora Cristina, ma sicuramente non può affermare che il pericolo non esista.

      (ef)

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  14. Ebbene, è ora di dire basta a questo modo di demonizzare queste persone pro ANIMALI che mangiano carne, di queste persone che vorrebbero il prato accanto a casa sempre verde ma senza curarsi che il loro sia pieno di immondizia! Si parla, bla, bla, bla e si cade sempre nelle solite cose, mai il rispetto delle posizioni altrui, per costoro siamo:
    ASSASSINI
    SENZA CUORE
    COLORO CHE ROVINANO IL MONDO
    COLORO CHE INQUINANO
    COLORO CHE SONO CAUSA DELLA ROVINA DEL MONDO.
    Avete mai letto di un cacciatore che risponde in questo modo alla Ognibene oppure alla Stella Borghi!, a me non pare e se è successo mi scuso con loro, per la maleducazione che il “presunto” assassino ha usato… Questa è la verità, ma poi che dire di colui che dice che la caccia non è reddito, che non porta economia. Caro presidente della ATC RE4, renda pubblico le giornate che gli esterni, PASSANO DA NOI, mangiando ai ristoranti, affittando camere, pagando svariate decine di euro agli accompagnatori, guarda caso sempre pensionati che arrotondano la pensione… Ma per voi non è reddito giusto, e che dire delle tasse pagate allo stato:
    circa 800.000 cacciatori pagano allo stato 296 milioni di euro solo di tasse, poi altri euri ATC, si calcola che in italia la caccia muova circa 2 miliardi di euro. Ma tanto sono tutte scuse! Oppure altro consiglio, voi che amate cosi tanto la natura, informatevi quando l’ATC fa interventi sul territorio, venite a lavorare così vi renderete più utili nei confronti della natura! Con ossequi.

    (Roberto Malvolti)

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  15. Gli interventi sul territorio vengono per lo più fatti dai cacciatori per ottenere punti per l’assegnazione dei capi, smettiamola con la solita favoletta dell’amore per l’ambiente. Se uno ama l’ambiente può benissimo fruirne senza girare con la doppietta in braccio! Ha mai considerato il pericolo per le persone? Dal 1° settembre al 1° dicembre 2012 le vittime della caccia in Italia sono state esattamente 100 (23 morti e 77 feriti) di cui 23 (6 morti e 17 feriti) fra persone che non c’entrano nulla con la caccia. Di questo non ne parliamo? Andiamo pure avanti. Negli ultimi 25 anni i cacciatori sono passati da circa 1.700.000 agli attuali 700.000 circa, ma i privilegi di cui godono presso le amministrazioni provinciali è immenso. Quando qualche amministratore si accorgerà che il vostro peso politico è in costante e netto calo, probabilmente non ci sarà neanche bisogno di scrivere questi commenti online. Altri numeri? L’età media attuale dei cacciatori praticanti è compresa fra i 65 e i 78 anni. Viene effettuato un esame di idoneità ogni 6 anni. Questo significa che ci sono persone a cui nel frattempo viene ritirata la patente di guida ma sono liberi di andare per boschi con un arma. Altra questione? Non viene effettuato alcun alcool test. Chi mi assicura che qualcuno non gira sbronzo con un fucile in mano? Qualcuno ha mai considerato dei danni provocati dall’uso dei mezzi fuoristrada dei cacciatori? Le tonnellate di piombo che vengono immesse nell’ambiente? Ricordo che l’Italia è stata richiamata dall’Unione Europea su questa materia. Non dimentichiamo poi la plastica delle cartucce. Parliamo ora dei danni alle colture ed al pericolo per gli automobilisti. Ogni anno la Provincia di Reggio Emilia porta in dote agli ATC alcune milionate di euro per la gestione dell’attività venatoria. Parte di questo finanziamento viene utilizzato per l’acquisto di capi di diverse specie da immettere costantemente sul territorio. Altrimenti non si potrebbe cacciare nulla senza il rischio di provocare un’estinzione, alla faccia degli equilibri! Ma così facendo si è responsabili dei danni causati da questa sovrappopolazione di animali. Poi si cerca di infinocchiare la gente con la solita tiritera che la caccia è necessaria. Se uno mi punta la canna dell’acqua addosso, posso aprire l’ombrello per ripararmi, ma è un palliativo. E’ molto più efficace chiudere l’acqua. Non so se mi sono spiegato. Per quanto riguarda poi il pericolo sulle strade, sono totalmente d’accordo con Cristina Sironi, che è stata malamente apostrofata in precedenza. Potrà non essere la soluzione definitiva, ma gioverebbe moderare un tantino il nostro comportamento sulle strade. Fra l’altro esiste anche della segnaletica specifica che dovrebbe obbligare a moderare la velocità e prestare attenzione. Mi capita spesso, anzi sempre, di vedere persone che guidano come dei delinquenti, presso le strade di montagna e non solo. Ho visto macchine e addirittura furgoni cassonati percorrere la famigerata pista Gatta-Pianello a velocità maggiori di 100 km/h. Ora, se salta fuori un capriolo che deve andare al fiume per bere e succede un incidente è colpa del capriolo che per bere deve attraversare la strada o dell’automobilista scriteriato? O, aggiungo, di chi ha deciso di fare una strada dentro un fiume? Torno un po’ più in argomento. L’articolo iniziale parla di caccia come “passione”, non come “necessità”. Anche il più convinto degli animalisti ha ben chiaro che se la caccia è necessaria per sfamarsi, come veniva effettuata forse un tempo (non parlo di qualche anno fa, ma di tanti e tanti anni fa), è anche condivisibile. Ora è solo uno “sport” e neanche tanto etico. Di tutti gli sport o passioni, infatti, la caccia è l’unico che prevede l’eliminazione della controparte. La quale non è costituita da birilli o peluches, bensì da esseri viventi dotati di intelligenza sensazioni e propria dignità. E non incominciate a controbattere parlando degli allevamenti o quant’altro. Essere contrari alla caccia non significa essere a favore di questi, solamente, l’argomento dell’articolo è la caccia. Altrimenti apriamo un altro vaso di Pandora e si va fuori argomento. Non mi si venga a poi dire che la caccia porta soldi, perchè questo è un discorso che mi fa imbestialire. Continuiamo pure a sputtanare il territorio per qualche euro. Vedi il quagliodromo. Bella roba, bravi. Se un bar ha bisogno dei cacciatori per vendere un paio di grappini in più, siamo proprio a posto! E poi chiunque può andare a bere e mangiare comunque dove ritiene pur senza andare a sparare. Nessuno vuole vietare ai cacciatori di andare in giro a fare passeggiate in mezzo alla natura, anzi! Invece del fucile perchè non prendete delle macchine fotografiche? Vista l’ottima conoscenza del territorio perchè non portate in giro gruppetti di bambini o persone che non sanno neanche com’è fatto un bosco? L’avete scampata per un soffio per ben tre volte, con i referendum. Probabilmente in futuro succederà che prima o poi verrà vietata la caccia e allora amen. Peccato per chi dovrà farsene una ragione, tanto come se la sono fatta altre persone per altri sport che vengono vietati per molto meno.

    (Jarno Dall’Asta)

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  16. Gentilissimo Jarno Dall’asta, così si firma ma così non è… e già da qui tutto un dire, per quanto riguarda il suo intervento ritenerlo offensivo è poco, ma ci siamo abituati, NOI UBRIACONI, VECCHI, che fanno interventi per avere punteggi! Vede con me sfonda una porta aperta, io e la mia compagna, anche lei cacciatrice, facciamo tutto quello che Lei ha scritto: interventi, sul territorio, giornata ecologica, sistemazione dell’ambiente. Tutto vero, peccato che sono 4 stagioni che non abbattiamo un animale, per scelta nostra, in alcuni casi non abbiamo nemmeno ritirato le fascette! Non rida, non perchè non siamo capaci di sparare o uccidere animali, ma nell’ottica che “LEI NON CONPRENDE ACCECATO DA FANATISMO” a noi piace la caccia così e finchè nel FREEZER c’è un pezzo di CARNE non andiamo ad uccidere altri ANIMALI. Può chiedere, vada all’ATC chieda tutti i dati se vuole, chieda il nostro CARNIERE degli ultimi 4 annate e vedrà. Sarà nostra cura chiamare domani il presidente Silvetti, per autorizzarla, in base alla legge sulla privacy, a prendere visione di quanto scritto. Le sarà caduta la dentiera, ma Lei non lo ammetterà mai visto che ha a che fare con dei VECCHI UBRIACONI che girano armati sino ai denti per BOSCHI pronti ad impallinare tutti quelli che incontriamo. La saluto con un ultimo pensiero, sul rispetto che noi nutriamo per gli animali: vi è una POIANA che spesso si viene a nutrine nel nostro ALLEVAMENTO di LEPRI Ro e RO (fonte di reddito), l’hanno scorso ci ha ucciso tra piccoli e adulti circa 25/30 animali, ma le assicuro che è ancora lì, viva e vegeta! Nessuno ha sparato un colpo.
    La saluto cordialmente.

    (Roberto Malvolti)

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  17. Jarno ha spiegato tutto in maniera più che esauriente. Non mi pare ci sia altro da aggiungere.

    (Cristina Sironi)

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  18. Direi che non c’è nulla da aggiungere alle parole di Jarno, chi vuol capire capisca altrimenti la discussione andrà avanti in eterno senza costrutto…

    (Commento firmato)

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  19. Senza polemica: sarebbe davvero interessante poter valutare quantitativamente la ricaduta economica che la caccia porta nel nostro territorio.
    Cordialità.

    (Sincero Bresciani)

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  20. La caccia in quanto tale non serve assolutamente più a nulla. Si mantiene in vita solo per gli interessi economici che ci girano intorno. Spero che il prossimo passo sia la sua messa definitiva al bando.

    (Giorgio R.)

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