Pacco a sorpresa / Puntata 49 mercoledì alle ore 17 a Radionova

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Mercoledì ore 17 in diretta, venerdì ore 10 e domenica ore 15 replica

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Le 5 regole per vivere 100 anni

L'aspettativa di vita oggi è di 100 anni: ecco come viverli al meglio, cominciando subito.

L'uomo più vecchio del mondo ha 115 anni e vive in Giappone

Sardegna, Ikaria, Loma Linda, Okinawa e Costa Rica: sono le "blue zones”, i luoghi al mondo dove si vive di più. Con 5 caratteristiche in comune: non si fuma, la famiglia ha la priorità assoluta, si è attivi forzatamente poiché sono zone scoscese che costringono a faticose camminate, si fa una vita sociale importante e l'alimentazione è a base di frutta, verdura e cereali.

L'obiettivo, per i futuri centenari, sarà quello di mantenersi il più possibile in salute e autosufficienti.

Una vita lunga e di qualità non è un dono, ma una conquista: cosa possiamo fare fin da oggi per garantircela?

Ecco le 5 regole per vivere 100 anni e rimanere sani:

1- Evitare da subito tutto ciò che può compromettere la salute di domani. Siamo ciò che mangiamo e quindi va posta la massima attenzione verso una corretta alimentazione.

2- Fumo, alcol e sostanze stupefacenti hanno effetti devastanti più sul lungo periodo che nell'immediato: eliminarli da subito. Sostituirli piuttosto con del sano esercizio fisico, la pillola più efficace. Una camminata a passo veloce con abbondante sudata è un'abitudine che entrare nelle nostre abitudini quotidiane.

3- Costruirsi più possibile una sicurezza economica, con assicurazioni o pensioni integrative. La sicurezza economica garantisce la salute, la possibilità di acquistare prodotti alimentari di qualità o di iscriversi ad una palestra. Anche gli affetti, costanti e maturi, favoriscono la longevità.

4- Le abitazioni vanno programmate per il futuro. Servizi domotici come controlli automatici per elettrodomestici, luci, gas, acqua, possono non solo dare una maggiore sicurezza ma garantire un importante risparmio economico.

5- La tecnologia è un punto importante per la longevità: elettrodomestici intelligenti, tablet e telefoni palmari saranno fondamentali e permetteranno di reperire informazioni utili anche per la salute e di rimanere in contatto con un centro di riferimento competente o con i familiari, rendendo le persone autonome in molte attività domestiche e consentendo di usufruire di importanti servizi a domicilio quando e se ce ne sarà il bisogno.

Rumore del traffico: per gli italiani è tutta colpa dei motorini

Un italiano su tre pensa che i responsabili dell'inquinamento acustico nei centri urbani siano i motorini. Al secondo posto i clacson e poi gli antifurto.

Di sicuro non fa bene alla salute. Nel 2011 uno studio danese ha evidenziato come l'inquinamento acustico sia una causa diretta che aumenta il rischio di infarto. Nello specifico, si rileva che ogni anno 50mila decessi e 250mila casi di patologie cardiache sono associabili al rumore.

E poi lo stress: ben 20 milioni di automobilisti sono colpiti dal mal di traffico, lamentando attacchi d'ansia, difficoltà respiratorie e aumento dell'aggressività.

Ma di chi è la colpa di tutto questo? Per un italiano su tre i principali responsabili dell'inquinamento acustico nei centri urbani nei centri abitati sono i motorini. Al secondo posto ci sono i clacson e poi gli antifurti. È questo il risultato di una ricerca condotta dal Centro studi e documentazione Direct Line.

Ed è a Verona che chi gira in motorino rischia grosso. Quasi la metà dei cittadini dichiara di non poterne sopportare il rumore. Romani (10%) e bresciani (10%) sono invece più infastiditi dal passaggio di moto di grossa cilindrata.

In generale, «Il rumore del traffico stradale intenso – si legge nella ricerca – disturba il 15% degli italiani, le moto di grossa cilindrata danno fastidio al 12%, mentre lo svuotamento della raccolta del vetro è indicato dal 5%».

Sulla base di questi dati non rimane che auspicare, per il bene di tutti, che la mobilità elettrica avanzi, considerando che le vetture a spina non producono alcun tipo di emissione, né di CO2 né di rumore.

 

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