Popolo Sahrawi, una pagina nera

SaharawiRiceviamo e pubblichiamo.

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Esprimo solidarietà e condanno fortemente  la triste vicenda  che è avvenuta nella notte di sabato scorso, 16 febbraio, dove è stata scritta una delle pagine più nere nella storia del popolo Sahrawi e della giustizia e del diritto internazionale.

Il tribunale militare di Rabat ha pronunciato condanne nei confronti di un gruppo di difensori per i diritti umani del Sahrawi in cui l’unica colpa è quella di essersi schierati contro le discriminazioni, violenze e il sopruso, per scegliere la parte del diritto internazione e dei diritti umani. Dopo aver smantellato con la violenza la protesta che si portava avanti da oltre un mese in modo completamente pacifico, scatenando violenti scontri, le autorità marocchine hanno incarcerato e torturato centinaia di Sahrawi in tutti i territori occupati, hanno espulso tutti i giornalisti e gli osservatori internazionali indipendenti per  impedire che la comunità internazionale fosse messa a conoscenza di quanto accadeva.

Anche il Parlamento europeo nello scorso aprile ha approvato a larga maggioranza un emendamento che denuncia la repressioni da parte del Marocco nei confronti della popolazione sahrawi. In questo documento viene anche chiesta la liberazione dei numerosi prigionieri. Il Parlamento europeo s’impegna nuovamente a sostenere il percorso di autoderminazione del popolo sahrawi secondo le risoluzioni Onu.

L’Amministrazione comunale di Viano nel luglio 2012 ha accolto una delegazione di bambini del popolo sahrawi   ospiti nelle famiglie della zona  ceramiche. Erano presenti anche la presidente dell’associazione Jaima Sahrawi Federica Cani, la responsabile della zona ceramiche Ester Magnanini, Angela Zini, consigliere provinciale e promotrice storica dell’accoglienza Sahrawi a Reggio Emilia e provincia, gli educatori, le famiglie e i volontari.

(Assunta Spadoni, vicesindaco di Viano)

 

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