“Ecco perchè sono venuto a vivere da voi”

UscitaSullaPietra, Guide Alpine

CASTELNOVO NE' MONTI (7 maggio 2013) - C’è chi abbandona l’Appennino e chi lo sceglie. Pochi, ma con la consapevolezza di fare la scelta giusta e con una progettualità ben definita in mente. Pochi, ma che intravedono la possibilità di un investimento nella qualità della vita e nel futuro.

E’ il caso di Pietro Barigazzi, classe ’63, originario di Rubiera, residente a Castelnovo da 11 anni, che, con la moglie Susan Reed, fisioterapista e insegnante di Chi Kung, e i due figli, Benjamin e Lorenza, ha scelto di trasferirsi a Vologno, per la meravigiliosa vista che questa località offre su “una delle falesie più incredibili del mondo”, la Pietra di Bismantova, e per l’ambiente dell’Appennino reggiano.

“La Pietra è stata la calamita principale che mi ha portato a Vologno – sottolinea Barigazzi –, e l’Appennino. Io e mia moglie abbiamo deciso di venire a vivere qua perché c’era la Pietra e pensavo ci fossero possibilità di lavoro, anche se poi per dieci anni ho lavorato a Cervarezza. Mi sembrava che il posto fosse bello e si prestasse. Non avevamo l’obbligo di venire qui, non siamo neanche tornati all’origine. Abbiamo deciso di trasferirci qui di nostra spontanea volontà. E devo dire che è andato tutto bene”.

Perché Appennino può essere sinonimo di montagna impervia e lunghi inverni, ma, per chi ama la natura, la neve, il vento, l’acqua, il sole e la roccia è anche sinonimo di paesaggi spettacolari, avventure, emozioni e divertimento.

Sì, perché sulle piccole alture di casa nostra è possibile praticare quasi tutti gli sport invernali e le discipline adatte alla montagna: alpinismo, scialpinismo, arrampicata su roccia, arrampicata su ghiaccio, freeride (fuoripista), cascate di ghiaccio, ciaspole, trekking (escursioni turistiche), ferrate, canyoning (torrentismo).

E’ per questo che Barigazzi ha scelto di trasferirsi qui ed è per questo che, nel 2009, insieme a Luca Beccari, di Reggio, ha deciso di aprire la scuola ‘Guide Alpine La Pietra’. Ai due fondatori, Barigazzi e Beccari, si sono poi aggiunti Massimo Ruffini, di Collagna, e Carlo Alberto Montorsi, di Cavola. Sono i ‘professionisti della montagna’: insegnano le tecniche per affrontare in sicurezza tutte le discipline che si praticano in alta quota, accompagnano in scalate, sciate ed escursioni. Le loro parole d'ordine sono ‘sicurezza’ e ‘divertimento’.

“Ci sono solo quattro guide alpine in attività nella provincia di Reggio – spiega Barigazzi –, noi quattro, tutti riuniti in questa scuola in Appennino. Ci sono altre persone che hanno il titolo, ma o non praticano o hanno smesso di esercitare”.

Bragazzi, aspirante guida dall’88, è diventato guida alpina nel ’92. Tutti gli inverni, dal 1991 al 2006, ha lavorato a Val d'Isere in Francia, in una piccola scuola di sci specializzata esclusivamente in fuoripista e scialpinismo, l’’Alpine experience’. Le estati, invece, le ha trascorse lavorando come guida e spostandosi dalle Alpi occidentali alle Dolomiti agli Appennini, “passando più notti in rifugi, tenda e furgone che in un letto normale”, rivela scherzando. Per dieci anni è stato poi uno dei promotori e co-gestori del ‘Parco avventura Cerwood’ (Cervarezza), occupandosi della parte relativa alla sicurezza e alla formazione degli istruttori, e, contemporaneamente, esercitando come guida in Appennino.

“Ma d’estate quest’attività era molto ridotta – racconta –, perché la gestione del parco prendeva molto tempo. Adesso mi dedico principalmente alle attività della scuola. Siamo un bel gruppo. Con noi collaborano occasionalmente anche Paolo Betta, di La Spezia, e Giulio Boschi, di Firenze”.

La scuola, una società a tutti gli effetti, ha sede a Vologno. Lavora con enti, scuole e  privati, adulti e bambini. Guide alpine per grandi e piccini

“Il 30% dei contatti avviene tramite il nostro sito – evidenzia Barigazzi –, il resto tramite negozi in pianura che ci mandano i clienti. Le attività che proponiamo sono varie, arrampicate sulla Pietra, alpinismo, corsi di sci d’inverno, da quest’anno anche canyoning lungo fiumi come il Secchia e il Dolo, dove per i tratti più difficili caliamo le persone con delle teleferiche. L’insegnamento è la mia passione. Lavoriamo con tutti, anche bimbi, specialmente d’estate. In maggio lavoriamo molto con le scuole. Sono molti i bimbi che vengono ad arrampicarsi. Mettendo insieme tutte questi servizi riusciamo a lavorare bene”.

E prosegue: “Ci dividiamo i compiti, ad esempio un weekend uno va a sciare a Cervinia con un gruppetto di persone, mentre un altro porta un gruppo sulla Pietra, contemporaneamente uno tiene lì una lezione a dei principianti e un altro porta qualcuno ad arrampicarsi sull’Argentario. Siamo intercambiabili, questo ci consente di offrire un buon servizio”.

Nella nostra regione le ‘Guide Alpine La Pietra’ sono le uniche a proporre queste attività organizzate come scuola.

L’iter per diventare guida alpina non è dei più corti. La scuola per guida alpina è organizzata dal Collegio nazionale delle guide alpine.

“Bisogna frequentare dei corsi professionali che durano in totale 5 anni – spiega Barigazzi. Si parte da una preselezione per accedere ai corsi, dove viene valutato un livello minimo. Poi ci sono vari moduli con esami, un po’ come all’università. Adesso un modulo sulle manovre di corda si può fare qui sulla Pietra. Per il resto bisogna recarsi sulle Alpi, in Trentino, Veneto, Val d’Aosta o in Francia. Il diploma di guida alpina è riconosciuto in Italia, Europa, ma anche in tutti i paesi che prevedono questo stesso tipo di formazione, Nord America, Canada,  Nuova Zelanda. Si può andare a lavorare dove si vuole”.

Per info sulle guide alpine e le attività in programma, visitare il sito: www.guidelapietra.com.

Agenzia Redacon ©
E' vietata la riproduzione totale o parziale e la distribuzione con qualsiasi mezzo delle notizie di REDACON, salvo espliciti e specifici accordi in materia e con citazione della fonte. Violazioni saranno perseguite ai sensi della legge sul diritto d’autore.

3 Commenti

  1. Bravo Pietro, sei il numero uno, continua cosi! Solo una nota doverosa alla redazione: avete scritto nell’intestazione Bragazzi e non Barigazzi. Forse pensavate a James? Buon lavoro.

    (Ferro 60)

    —–

    Corretto, grazie.

    (red)

    Rispondi
  2. Grazie Pietro per essere stato un maestro eccellente. Ci siamo divertiti tanto, tu hai reso le cose semplici, facendo capire la tua grande professionalità.

    (Antonella ed Ernesto)

    Rispondi
  3. Lui mi ha fatto conoscere la montagna, lui me l’ha fatta amare sin da piccolo. Quanti trekking, quante volte ad arrampicare! Avevo 7 anni, ora ne ho 27! Alla fine dal mare sono venuto ad abitare in Appennino. Grazie Pietro!

    (Lucio)

    Rispondi

Lascia un Commento

Se sei registrato puoi accedere con il tuo utente e la tua password. Se vuoi registrarti al sito clicca qui.

Altrimenti lascia un commento utilizzando il form sottostante.

Privacy Policy

Powered by WordPress | Officina48