Alcolisti anonimi: chi ha il problema si faccia avanti. E’ un percorso di grande aiuto

Tra le tante iniziative di volontariato, che operano nella nostra montagna, ce n'è una che a mio onesto parere andrebbe citata: l'associazione Alcolisti Anonimi, che dal 1990  opera con un proprio gruppo in Via Pieve 3  presso la canonica vecchia.

Sono un piccolo gruppetto di amici che si riuniscono una volta la settimana, e più precisamente il giovedì sera dalle venti e trenta alle ventidue e trenta.

Per continuare la loro opera, avrebbero bisogno di qualche nuovo arrivo, ma sembra che nessuno in montagna abbia problemi con l'alcool, mentre invece sappiamo benissimo quale dimensione abbia assunto questo problema, anche in Appennino, sopratutto tra i giovani.

Molti ragazzi passano dalle droghe all'alcool, essendo più facile da reperire, ed avendo un costo molto inferiore.

Tanti hanno la doppia dipendenza, alcool e droghe.

Perché dico questo?

Perché, purtroppo, ho vissuto sulla mia pelle l'esperienza dell'alcoolismo, e devo dire che uscirne non è stato facile.

Solo entrando in un gruppo di persone che hanno il mio stesso problema sono riuscito a fermare la mia dipendenza, riprendendo in mano la mia vita, e cercando di recuperare le amicizie e gli affetti che l'alcool mi aveva fatto perdere.

Grazie al programma di Alcoolisti Anonimi ho capito che non ero un viziato come ritenevano tutti, ma un ammalato di alcoolismo, perché l'alcoolismo è un malattia, riconosciuta anche dall'Organizzazione Mondiale della Sanità. In Italia sono più di cinquecento gruppi che operano su tutto il territorio nazionale, sono autonomi, perché si autofinanziano, tramite il contributo dei propri membri.

Nella speranza che qualcuno voglia provare a contattarci vi informo che non è richiesto niente, per entrare in un gruppo.

alcolismo

Alcol piaga sociale in montagna, e non solo. (Foto presa dal web)

Solo se uno ritiene di avere problemi con l'alcool e se vuole provare a smettere di bere, la prima cosa che mi sono sentito dire quando sono entrato in gruppo nell'autunno del 1990, è stata di provare a stare lontano dal primo bicchiere, per almeno 24 ore, e se non riuscivo, provare per dodici ore, che poi piano piano il resto sarebbe venuto da solo, infatti dopo i primi tempi di stordimento e di fatica mi sono staccato dal primo bicchiere e, da allora, continuo a fare le mie 24 ore lontano dalla
bottiglia.

Devo dire di essere passato dall'inferno dell'alcool al Paradiso, anche se i problemi ci sono sempre, ma ora ho la forza e la volontà di affrontarli, senza nascondermi come facevo un tempo dietro una bottiglia, e rimandandoli al domani.

Vige un detto in alcolisti anonimi: puoi bere fin che vuoi, ma ti accorgerai che i problemi sanno galleggiare benissimo, quindi non riuscirai mai ad affogarli.

Nella speranza che a qualcuno possa essere utile questa mia esperienza, serene ventiquattr'ore a tutti.

(Beppe)

 

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3 Commenti

  1. Anche giovedì scorso ci siamo ritrovati alla solita riunione del nostro gruppo, sempre con la speranza che qualcuno si facesse vedere, non per curiosità, certamente, ma per sperare che anche tra i tanti che conosciamo e sappiamo avere problemi con l’alcool qualcuno senta il desiderio di tentare almeno una volta, dato che non ci sono obblighi di nessuna sorta nei confronti di nessuno. Si può entrare ed uscire con la massima libertà dalla riunione quando uno ritenga che non faccia per lui, che lì non sia il suo posto, perchè da noi si entra da soli, o al massimo accompagnati da un altro alcolista, non è ammessa la presenza di un famigliare, anche perchè per i famigliari vi è in gruppo a parte, che tiene le proprie riunioni in una sala a parte, quindi da noi uno viene solo se lo vuole lui ed è libero di andarsene quando vuole, senza bisogno di spiegare a nessuno il suo perchè. Serenità a tutti.

    (Beppe Bonicelli)

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  2. Vorrei fare presente, a chi fosse interessato all’argomento, che giovedì 6 Giugno ci sarà una riunione al gruppo il Sentiero, con un rappresentante dei Sert della montagna e con alcuni amici di Alcolisti Anonimi, per vedere di discutere un pochino di un problema che sembra assillare sempre di più le famiglie, anche in montagna, dove un tempo era un problema che riguardava più che altro persone avanti con l’età, mentre ora sembra toccare più che altro giovani e giovanissimi, che sempre più cercano rifugio in paradisi artificiali come droghe ed alcool. Chiunque fosse interessato può partecipare liberamente, anche solo per avere un’idea più precisa di quanto si stia diffondendo il problema dell’abuso di alcool, in montagna come in pianura. Saluti a tutti.

    (Beppe Bonicelli)

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  3. Colgo di nuovo l’occasione per ringraziare coloro che hanno partecipato alla riunione di giovedì, 6 giugno, anche se era tutta gente che più o meno conosce il problema dell’alcool, o per averlo vissuto, o per averlo studiato. E’ stata una riunione a mio avviso molto proficua, dalla quale speriamo vedere qualche risultato a breve. Siamo rimasti tutti soddisfatti, la discussione è durata oltre le due ore solite delle nostre riunioni anche perchè gli argomenti sul tappeto erano tanti ma tutti inerenti i problemi che possono affliggere sia chi esagera nel bere, che le famiglie di coloro che si trovano a lottare con un alcolista nel problema. Siamo rimasti d’accordo che ne rifaremo un’altra, tra non molto, a data da destinarsi, con la speranza di una maggiore partecipazione di pubblico essendo un problema che purtroppo coinvolge tante famiglie, anche se sappiamo benissimo che in special modo in montagna si tende a minimizzare ed a tenere nascosto il problema, sperando che vada risolvendosi da solo mentre sappiamo che più si tarda ad intervenire e molto piu duro sarà per l’alcolista tentare di smettere di bere, perchè l’alcool a lungo andare annienta tutta la volontà, togliendo tutte le capacità di ragionare, rendendo l’alcolista sempre più in balia della bottiglia, incapace di intendere e di volere, ubbidendo solo all’istinto di bere in continuazione, non importa che cosa purchè sia alcool. Serene ventiquattrore.

    (Beppe Bonicelli)

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