Contributo dal 90 al 100%

Il contributo regionale per il rimborso dei danni provocati dagli animali predatori agli allevatori e alle aziende agricole passa dal 90% al 100% del valore medio di mercato del bestiame perduto. La modifica è stata approvata dalla Commissione regionale salute e politiche sociali nella seduta dell'altro ieri.

L'Assemblea legislativa aveva rinviato il 18 giugno in commissione i meccanismi di rimborso stabiliti in precedenza dalla giunta regionale. Questo è avvenuto in seguito all’intervento del consigliere Marco Barbieri che, segnalando la presenza diffusa del lupo nell’ Appennino,  ha dichiarato come fosse “giusto che ai nostri allevatori fossero date opportunità e maggiori aiuti da parte del pubblico per evitare che accadessero azioni di predazione di questo genere” e che in questi casi l’onere di quello che è accaduto non può rimanere sulle spalle degli allevatori. Per il consigliere Barbieri non è la presenza del lupo il problema da risolvere, come qualcuno dell’opposizione sostiene, anzi proprio perché gli va riconosciuto un ruolo importante nel nostro ecosistema, mi porta a condividere alcune polemiche dell’opposizione relative alla preoccupazione di non far gravare sui privati i problemi che la sua presenza può provocare.

Ieri, con voti condivisi, la commissione ha modificato il testo stabilendo che al valore medio di mercato dell'animale ucciso viene inoltre sommato il contributo per gli oneri di smaltimento e distruzione delle spoglie, valutato in 100 euro ad attacco, qualora siano documentati i costi sostenuti dal proprietario degli animali. L'allevatore ha, in ogni caso, l'obbligo di custodire gli animali in un adeguato riparo dai predatori.

Beneficiari dei contributi sono i proprietari di specie domestiche o selvatiche di bovidi, cervidi, suini, ovi-caprini ed equidi; vi possono accedere esclusivamente gli imprenditori agricoli, con partita Iva e iscritti alla Camera di commercio, che esercitano allevamento e commercio, regolarmente registrati all'Ausl; in caso di allevamento di animali selvatici, che siano autorizzati dalla Provincia, secondo le leggi in vigore; si deve inoltre essere iscritti all'anagrafe delle aziende agricole (Regolamento regionale 17/2003 'Ulteriori disposizioni in materia di anagrafe delle aziende agricole').

La domanda di contributo va presentata alle province, che provvedono all'erogazione che non sarà più annuale, ma trimestrale.

 

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3 Commenti

  1. Il vero “lupo” è il liberismo economico fatto sistema!

    (Dantes)

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  2. Bene, ci sarà un po’ di tempo da dover perdere e un po’ di burocrazia per ottenere i risarcimenti ma con tanta pazienza qualcosa si può ottenere. Ricordiamoci però che tra lupi,cervi, cinghiali, volpi e faine i danni sono infiniti e non sono causati solo agli allevatori ed alle aziende agricole. Chi vive in montagna è solito tenere qualche gallina, l’orto, qualche filare di vite e qualche pianta da giardino. Provate a farlo se siete capaci. I germogli delle coltivazioni e delle viti sono bocconi prelibati per cervi e caprioli e le galline se non sono recintate è inutile tenerle, le volpi sono attive di giorno e di notte. Lo strano di tutta questa faccenda è che si usano proprio due pesi e due misure: se un cane provoca un danno, una gallina fa cadere un ciclista o altre cose del genere il proprietario dell’animale è tenuto a risarcire il danno causato. Ora, considerando che gli animali selvatici sono patrimonio indisponibile dello Stato, perché lo Stato non è perseguibile e tenuto a risarcire i danni come succede per un normale cittadino? Dicono che la legge è uguale per tutti… forse per tutti loro…

    (Antonio Manini)

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  3. Un po’ di difesa per chi ha la fortuna o l’onere di abitare nei luoghi di montagna ci vuole: quindi galline recintate e frutteti protetti. Tuttavia è anche vero che lo Stato dovrebbe contribuire, con severa valutazione degli abusi, a compensare i danni provocati naturalmente dalla presenza di animali selvatici nei pressi delle case. D’altra parte io penso che è molto meglio vedere tutti questi animali vicino, pur con i danni che fanno anche a me, piuttosto che vedere tutto ciò che si deve vedere e con cui si deve convivere in città o nei paesi più grandi.

    (Marco)

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