Se il patrimonio di tutti diventa oggetto di pochi… Con tanto di prezziario

cervo_morto_abbattuto

Un patrimonio dello Stato (la fauna selvatica), che è quindi di tutti, che diventa di pochi i quali lo "prezzano" per i propri associati. Ha dimensioni considerevoli l'interrogazione che le associazioni pongono alla Provincia di Reggio Emilia. Perchè in periodo di saldi ci si aspetta di vedere prezzi che riguardano vestiti, scarpe, oggetti in generale, non ci si aspetta certo di trovarsi tra le mani un foglio che come titolo ha “Cervo. Prezziario assegnazioni”, con il logo di Atc 4 Montagna.

"Dopo un primo stupore - lamentano Legambiente Val d'Enza, per voce della presidente Clizia Ferrarini, Amici della Terra per voce di Rossella Ognibene, Wwf Reggio Emilia per voce di Gioacchino Pedrazzoli -, scorrendo la pagina si scopre che i nostri cervi, nostri perché i cervi sono un patrimonio di tutti, non certo di una èlite, sono in vendita".

Accanto alla “merce”, infatti, è indicato il costo, a volte accompagnato da postille, "incuranti del fatto che si sta scrivendo di esseri viventi. E allora fa un certo orrore nel leggere che un 'piccolo' vale 100 euro".

"Un piccolo, cioè un cucciolo che dovrebbe smuovere in ogni essere umano tenerezza e protezione, negli estensori del prezziario e in tutti coloro che lo approvano, l'evocare l'immagine di un cucciolo suscita un prezzo: 100 euro".

"E nei compratori, cioè in coloro che premeranno il grilletto per ammazzarlo, che suscita? Magari proveranno un certo rammarico per potersi permettere di ammazzare soltanto un 'piccolo' pensando ai colleghi 'paperoni' che si potranno permettere ben altre corna. Il prezziario continua infatti: femmina 'sottile' 150 euro, sottile? Poi c'è l'esemplare 'medio' che va dai 250 ai 500 euro. La lista scorre e il prezzo sale fino ad arrivare a 2000 euro per un esemplare da record. L'unica cosa che conta sono il peso, e il 'trofeo'".

In pratica più grandi sono le corna, più la valutazione aumenta.

"Certo - aggiungono le associazioni - ci si potrebbe rispondere che il prezzario c'è per i bovini o gli ovini o altri animali che abitualmente si mangiano, ma rispondiamo subito che questi non si possono paragonare al prezzario del cervo, perché il cervo è fauna selvatica cioè è di tutti, non di un allevatore. La fauna selvatica è dello Stato quindi di tutti noi e pertanto ciò che si decide di fare di essa deve essere di pubblica conoscenza".

"Per noi - affermano - se il prezzario del cervo 'reggiano', dal punto di vista morale, è aberrante, dal punto di vista economico suscita molte domande. Le domande seguenti che abbiamo rivolto alla Provincia di Reggio Emilia sono:

1 - Questo documento è reale e autentico?

2 - L'ha stilato solo Atc4RE?

3 - E' stato approvato da qualche ente o funzionario pubblico?

4 - Quanti animali sono in vendita?

5 - Chi decide i prezzi?

6 - Chi gestisce i soldi?

7 - Chi decide a chi vendere gli abbattimenti?

8 - Esistono rendicontazioni pubbliche? (Ricordiamo che gli Atc non hanno bilanci pubblici, per avere copia del bilancio di Atc4RE noi volontari dobbiamo pagare)

9 - Ci sono altri prezzari di fauna selvatica?"

 

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18 Commenti

  1. Oh meno male che si rincomincia, già ne sentivo la mancanza di voi ambientalisti. Ma sant’iddio non avete altro da fare!

    (Un montanaro residente)

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  2. Come al solito sono più importanti gli animali che le persone… ma guardatevi intorno e incanalate le vostre energie a fare qualcosa di più utile…

    (Antonella)

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  3. Brava Antonella!

    (M.D)

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  4. Se con “sottile” usate un punto interrogativo o non sapete o fate finta di non sapere studiate, informatevi, aggiornatevi e poi entrate in gioco, così eviterete certe domande pleonastiche, sono d’accordo nell’incatenare le vostre energie.

    (F.B.)
    P.S. – Il bilancio dell’ATC 4 R.E. ve lo fornisco io “a gratis”, potrete constatare che è chiaro e trasparente, tra l’altro (forse non lo sapete o non ne siete informati) ci sono i sindaci revisori che lo certificano, grazie per l’attenzione.

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    • Caro F.B., l’indirizzo di Legambiente Val d’Enza è Via Ghirardi, 1, 42020 San Polo d’Enza. Se preferisce ci può inviare copia direttamente sul nostro profilo Facebook. Attendiamo il bilancio “a gratis”, la ringraziamo perché Atc 4 RE ci ha richiesto 8,50 euro per la copia. Per la cronaca: noi avevamo richiesto il bilancio degli Atc alla Provincia che ce li ha negati. Dato che il bilancio è così chiaro e trasparente perché non lo invia anche a Redacon?

      (Clizia Ferrarini, presidente Legambiente Val d’Enza)

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  5. Ancora con queste polemiche, ormai la gente è stanca sia delle polemiche che della fauna selvatica. Quest’anno ho tentato di tutto per tenere fuori i cervi dai miei campi di grano, senza successo. Allora, visto che sono di tutti, il prossimo anno mando il conto dell’aratura al WWF, quello della zappatura a Legambiente, semina e raccolto agli Amici della terra… Se mi girate i dati procedo con le fatture.

    (C.D.)

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    • Ancora con questa storia dei danni. Le giro i dati dei risarcimenti danni cervi anno 2011:
      – euro 73.369, provincia di Reggio Emilia, cervi censiti 968;
      – euro 2.918, provincia di Modena, cervi censiti 1059;
      – nessun rimborso, provincia di Parma, cervi censiti 226;
      C.D., mi spiega la logica del suo ragionamento? Lei scrive: i cervi sono di tutti, allora i danni li pagano i volontari che hanno “l’impudenza” di chiedere come vengono gestiti i soldi ricavati dalla vendita di un “bene” collettivo. Ma si rendo conto o no che è anche interesse suo sapere dove vanno e come vengono gestiti questi soldi!

      (Clizia Ferrarini – Presidente Legambiente Vald’Enza)

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  6. Ancora riesco a stupirmi nel leggere certi commenti. Non entro nel merito della questione specifica dell’abbattimento dei cervi in quanto non ho a mia disposizione le necessarie conoscenze per poter esprimere un parere senza rischiare di dire cose inesatte (anche se ho un precisa opinione circa la gestione della fauna selvatica e della caccia, ma non è questa la sede per parlarne). E’ vero, le persone sono più importanti degli animali, ma questa constatazione (tra l’altro unilaterale) non deve diventare una scusa per poterne abusare. Sull’altare del nostro benessere esclusivo abbiamo inferto al pianeta danni irreversibili e tutti (ricchi compresi) ne stiamo pagando le conseguenze. A questo servono le associazioni ambientalistiche: a tener alta l’attenzione sui pericoli che corre l’ambiente in cui viviamo. E’ vero, può succedere che a volte si esageri, ma nella maggior parte dei casi certe battaglie sono sacrosante. E lo dico da sostenitore dello sviluppo sostenibile (ma davvero sostenibile). Tutti i gruppi che si battono quotidianamente, nella legalità, hanno diritto di esprimersi; a noi avere l’intelligenza di cercare di capirne le ragioni e la libertà di non condividerle e anche di combatterle, se è il caso, ma con argomenti validi e rispetto; diversamente si arriva alla rissa. La stessa rissa che ci indigna (tutti!), quando la vediamo in tv, messa in atto dai nostri rappresentanti politici e che non porta a nulla, ma solo ad aumentare le distanze tra gli interlocutori. Quindi, cerchiamo di ricordare che esistono associazioni che si occupano di persone, altre che si occupano di animali, altre ancora che si occupano di tutelare l’ambiente, ecc. C’è spazio per tutti! Concludo auspicando che sempre più persone dedichino qualche ora del proprio tempo libero anche alla tutela ambientale, anche organizzando o partecipando alle sempre più frequenti giornate ecologiche messe in atto sul nostro territorio (anche se nel crinale non ne conosco, purtroppo) perchè se l’ambiente in cui viviamo si degrada i primi a rimetterci saremo noi esseri umani. Purtroppo conosco tanti “montanari residenti” che di fronte a certe questioni hanno la stessa sensibilità di una motosega… Basta dare un occhiata lungo i lati delle nostra strade di montagna; è una continua piccola discarica abusiva (e certi tipi di rifiuti non li gettano i turisti). A proposito, sono un “montanaro residente” anch’io… Cordialmente.

    (Paolo Romei)

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    • Sono perfettamente d’accordo con te, Paolo. Noi italiani siamo, purtroppo, abituati a guardare solo il nostro piccolo “orticello” e non ci rendiamo conto che fuori da questo “orticello” ce ne sono tanti altri che comunque interagiscono con il nostro, nel bene e nel male. Inoltre abbiamo uno strano concetto del “bene di tutti”. Infatti siamo abituati a tenere pulita la nostra casa e ci arrabbiamo a morte se qualcuno ce la sporca, ma non facciamo caso quando buttiamo un fazzoletto di carta sporco oppure un pacchetto di sigarette vuoto per terra o sputiamo per terra davanti a casa di qualcuno oppure scarichiamo un frigorifero o una stufa economica per strada. Ecco questo è quello che mi fa vergognare di essere italiana.

      (Roberta Bartolomei)

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  7. Io credo che questi animali siano diventati (non per colpa loro) una minaccia per l’incolumità e la salute pubblica. E mi chiedo cosa si aspetti a prendere dei seri provvedimenti per ridurne il numero: sicuramente chi sostiene che queste tenere bestiole siano da preservare e proteggere senza nessuna eccezione non abita in zone dove uno spropositato numero di caprioli, daini e cervi scorrazzano indisturbati seminando zecche, nutrendosi dei germogli delle piante del bosco evitandone la crescita e provocando frequentemente incidenti nell’attraversare le strade.

    (Mauro Fantini)

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    • Pienamente d’accordo con lei, qui purtroppo si prevaricano i diritti di gente che abita e lavora qui in nome del business chiamato caccia. Il risarcimento danni esiste solo per gli agricoltori e per gli allevatori e non credo che delle cifre ricevute a risarcimento ne siano rimasti soddisfatti nemmeno loro, per tutti gli altri niente. I giardini e le piante da frutto non sono importanti, i boschi nemmeno e se hai distrutto l’auto con un cinghiale o un capriolo ti risarciscono solo se è stato l’animale a investire te, in caso contrario dovevi andare più piano. Non capisco bene nemmeno certi ambientalisti che permettono che si introduca selvaggina per poterla cacciare e poi si lamentano perché viene abbattuta. Con cinghiali, caprioli e cervi ecc. ecc. è semplicemente successo questo. Ribadisco un mio vecchio quesito: se un animale di mia proprietà, cane, gallina, cavallo, gatto o chissà cosa mi sfugge e fa danni, fa cadere un motociclista o fa uscir di strada un’auto, chi paga ? E allora perché per gli animali selvatici non è lo stesso? La legge è uguale per quasi tutti…

      (Antonio Manini)

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  8. Interessante. A valutare la stazza degli esemplari e quindi i relativi prezzi chi provvede? Ci pensa il bracconiere di Act 4 (indicato dalla Provincia) “beccato” dalle guardie forestali lo scorso febbraio?

    (A.C.)

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  9. Già, sempre i soliti argomenti da parte degli ambientalisti, che noia, eh! Ma mi sembrano peggiori i mezzucci usati per fare su un po’ di soldi facili da parte della solita lobby dei cowboy frustrati o degli pseudo-residenti abituati a spremere la natura finchè ne ha, per poi andare a lagnarsi in Comune ed ottenere i risarcimenti “a gratis” (come il bilancio)… E’ ormai accertato che un animale selvatico vivo (orsi, cervi, anche cinghiali) rende molto di più alla comunità in termini di attrazione turistica, per cui ne guadagnano un po’ tutti. Invece vendere ai privati i cervi da accoppare ingrassa solo i “soliti noti”… O tutti i residenti della montagna sono iscritti alla atc4?

    (Montorsi)

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  10. E’ con grande interesse che leggo questa notizia, di cui ero ignara. Una premessa leggendo i commenti: in montagna molte persone si prodigano per il benessere dell’altro e molte volte sono le stesse che hanno sensibilità e cura per il territorio e gli animali. Come si può pensare di crescere bene i propri figli in una casa-discarica gestita stile far west? Al disponibile F.B. – e a chiunque altro ne sia informato – domando: il prezzo è stimato sulla base della numerosità e composizione della popolazione locale di cervi? Lo Stato vende spiagge, isole, boschi e ora anche i cervi, ma vorrei sapere anche io dove finiscono i soldi in questo caso. Ultima domanda: attualmente è in corso la caccia al cervo? Anche in zona Secchia? La balneazione un questi giorni è spesso accompagnata da ripetuti rumori da sparo nella boscaglia del Pianello.

    (Gloria)

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  11. Chissà se anche il 118 quando va a soccorrere qualche cacciatore ferito applica un tariffario con distinzione fra esemplare “sottile”, “medio” o “grande”.

    (Jarno Dall’Asta)

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  12. Ma per me lo scandalo é per il costo così basso… Le zanne del cinghiale quanto valgono? E il becco di una civetta? Così, per sapere….

    (CG)

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  13. Per Gloria: al Pianello, in zona Gessi Triassici la caccia è vietata! Gli spari li ho sentiti e sono andato a vedere: provengono da apposito cannoncino “a salve” usato per tenere lontani gli uccelli ittiofagi, da un laghetto. Nessun pericolo di essere impallinati!

    (commento firmato)

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  14. Rispondo al presidente di Legambiente: per i soldi dei risarcimenti ha pienamente ragione, bisognerebbe sapere a chi vanno e come vengono gestiti. Premetto che personalmente non ho mai fatto richiesta di risarcimento, quindi non ho mai tirato una lira, io sinceramente non semino per avere un risarcimento ma per il raccolto e credo di averne pienamente il diritto. Però quest’anno mi sono talmente scoraggiato che più volte mi sono chiesto chi me lo fa fare, non crede?

    (C.D.)

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