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Jill, il suo humour inglese e la vita da single in Appennino

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Caru Poster

Jill Pennigton l’ho vista la prima volta su Facebook, mi ha colpito l’ironia con cui commentava la foto di un cinghiale sull’uscio di casa sua.

Scopro che ha scritto in libro in inglese su come sopravvivere in Appennino senza un marito ma con tre bambini, un mutuo da pagare e senza lavoro.

Jill ha 45 anni, esile e con un bel senso della vita. E’ una da conoscere. Prendo la strada per Carù dove vive, mi perdo due volte, ma poi finalmente arrivo al bar di Brenno, il luogo dove Jill riceve perché spiegare dove si trova la sua casa è impossibile.

Scende da un’auto non proprio fresca di revisione e ci apprestiamo a chiacchierare sedute in queste luogo sperduto, dove lei sembra perfettamente a suo agio, in mezzo a solo uomini grandi e grossi che giocano a carte nel pomeriggio di luglio. Da come si rivolgono a lei capisco che si è integrata e che la considerano "una di loro".

Mi racconta la sua storia con leggerezza. Mi colpisce subito il suo senso pratico della vita, l’ilarità con cui racconta anche i momenti più difficili.

Come mai qui, proprio qui a Carù dallo Yorkshire?

Ci piaceva l’idea di vivere in Italia. Così abbiamo comprato un rudere in sasso da ristrutturare, sognando una vita in campagna, libera per i miei tre figli, Sam, Josh e Millie. Siamo arrivati circa dieci anni fa. Attirati da un ritmo diverso, da una vita nella natura, innamorati dell’italianità. Hubby, il mio ex marito, avrebbe continuato a lavorare in Inghilterra. Peccato che lui aveva una storia con la nostra vicina di casa inglese, per cui ci ha scaricato in Italia. Abbiamo avuto una separazione conflittuale, ho raccontato tutta la nostra storia nel libro. Ho passato momenti difficili, molto.

Come te la sei cavata?

Sono una donna forte, ho scoperto che i soldi non sono necessari per mangiare. Mi basta andare nel bosco e raccolgo ciò che mi serve. Ho imparato a fare un risotto splendido con le ortiche. Mangiare non è mai stato un problema, ho le galline, faccio torte con la frutta. Le bollette e le rate del mutuo invece sono un problema grosso. Sono una persona molto pratica. Amo lavorare con le mani. Vivo con piccoli lavoretti che mi offrono qui intorno. Mi occupo delle ville degli inglesi qui della zona, taglio l’erba o faccio le pulizie. Qualsiasi cosa. Il mio ex marito mi ha tagliato i viveri quando ho deciso di separarmi. Ho raccontato nel libro le nostre vicende e lui non era per niente felice. E ha tagliato ancora di più. Ma preferisco così. Non voglio elemosine. Voglio lavorare. Vendo le uova. Molte persone mi hanno aiutato anche se non parlo bene l’italiano, per cui nessuno sapeva bene cosa mi succedeva qui. Ora i miei due figli maggiori lavorano all’estero. Ce la caveremo ancora.

Non hai pensato di tornare in Inghilterra?

No, mai. Preferisco vivere qui da povera ma felice di quello che ho, della natura. I miei figli sono cresciuti qui, questi monti li sento miei. Questo è il mio posto. Non vorrei vivere in nessun altro luogo.

Prendiamo la sua auto e andiamo a visitare la sua casa. Una casetta in sasso in mezzo a un campo che si affaccia su una vallata sconfinata. Una panchina, cani, gallina e una capra. Mi mostra orgogliosa il suo orto, il pozzo scavato e recuperato da lei. Ha demolito un pezzo di casa per ricostruirlo e la legna la taglia nel bosco con la motosega. Un'ala della casa resta invece incompleta, coi lavori sospesi per mancanza di fondi. L'dea era di ristrutturare per affittare a turisti. Ma poi il suo progetto ora deve attendere. Jill sembra una delicata inglesina di cinquanta chili, ma forse ha sulle spalle una pezzo di vita non da tutti.

Visitiamo la sua casa: tre stanze in ordine, curata con attenzione. Si respira un senso di praticità, efficienza. Dignità e amore per la vita.

Le chiedo cosa pensa ogni sera prima di dormire. Ai suoi figli, dice, “Sono felici?”.

Ora si sente pronta per trovare un marito italiano, ma a Carù ci sono cinquanta abitanti, non proprio assortiti, le faccio notare. “Lo troverò”, ride divertita.

Le chiedo cosa farà quella sera. “Millie è in Inghilterra dal padre. Mi godo la solitudine. Metterò la musica a tutto volume e ballerò scalza guardando la mia valle, sorseggiando un bicchiere di vino”.

Le chiedo infine se non ha paura di abitare in un luogo così isolato. Ridendo mi dice “Di cosa? Se capita un uomo, magari mi fidanzo. Se viene un ladro… non può portarmi via niente. Forse mi regala lui qualcosa”.

Torno a casa riflettendo sul senso di dignità delle donne. Non importa quello che ti succede. Se ce l’hai dentro ti può capitare di tutto, ma è tuo.

* * *

Jill presenterà il suo libro tradotto in italiano a Carù al bar di Brenno giovedì 8 agosto alle ore 21. Il libro in inglese è da tempo venduto in rete ed ora la traduzione in italiano fatta dall'amica Valeria Ronchini, nota in montagna per cantare con Michele Campani, e corretto dalla scrittrice felinese Normanna Albertini. Il racconto è piacevole, ricco di riflessioni sulla vita narrate con leggerezza e tanto senso dell'umorismo. Una lettura piacevole che lascia una tonalità di ottimismo e positività.

 

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Jill Pennington
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La casa

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Caro Diario: la cronaca della presentazione del libro di Jill Pennington (14 agosto 2013)

 

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7 Commenti

  1. COMPLIMENTI.. AGLI ITALIANI PIACE LA VITA FACILE, I LAVORI POCO FATICOSI, I MACCHINONI.. LE VILLE, ma di questi periodi bisogna arrangiarsi e fare come la SIG.RA JILL, che si adatta a fare qualsiasi lavoro……

    (Simo P.)

  2. Hello Jill, how are you? Looking at the photo, I think you’re cute and strong. Keep it up. I believe that we, men and women of this mountain, are very lucky to have you with us. See you soon, nice young lady.

    (Alessandro, a fifty years old italian man)

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