“Come si può gestire la vita di migliaia di esseri viventi in questo modo?”

“'Scaldate i fucili e venite a Reggio Emilia: grandi offerte'. 'Vendesi cervi prezzi modici'. 'Ammazza più di tre volpi e avrai la possibilità di uccidere bambi'. Ecco, tra un po' potremmo vedere simili campagne pubblicitarie che almeno avrebbero il pregio della trasparenza". Da Legambiente Val d'Enza (presidente Clizia Ferrarini), dall'associazione Vittime caccia (presidente Daniela Casprini) e dagli Amici della Terra (avvocato Rossella Ognibene) parte un altro attacco al mondo venatorio.

"Dopo il listino prezzi dell'Atc RE 4 per accaparrarsi la possibilità di uccidere un cervo reggiano, ci è stato recapitato un nuovo 'volantino'. Questa volta è l'Atc RE 3 che sembra fare 'il 3x1': ogni tre volpi uccise il prode selettore può uccidere un capriolo cucciolo o una femmina. Quando abbiamo letto tale 'volantino' subito abbiamo pensato ad uno scherzo, poi ci siamo preoccupati: come si può gestire la vita di migliaia di esseri viventi in questo modo? Dov'è la sensibilità che dovrebbe essere una delle peculiarità dell'essere umano?".

"Ciò che ci lascia però più allibiti - scrivono le tre donne - è che il Tar Emilia-Romagna il 7 novembre 2012 ha sospeso la delibera provinciale del 10 luglio 2012 fatta dalla Provincia di Reggio Emilia proprio per  la prosecuzione del piano di controllo della volpe; l'ordinanza ha anche portato motivazioni forti e ha condannato la Provincia di Reggio Emilia 'al pagamento in favore delle associazioni ricorrenti delle spese della presente fase cautelare, che liquida in € 2.000 oltre accessori di legge se dovuti'. La sentenza del Tar è prevista per  il 23 ottobre 2013".

Ancora: "Che fine ha fatto questa sentenza? Abbiamo chiesto spiegazioni alla Provincia, che a nostro avviso è la complice di queste stragi di animali, quale atto concreto sia stato fatto in questi anni per difendere gli animali e arginare la caccia. Cosa succederà con il nuovo piano venatorio? Le poche oasi saranno
ridotte? Si faranno altri omaggi ai cacciatori?".

"Non ci vengano poi a dire che lo fanno per il bene della specie, dell'ambiente e
dell'agricoltura. A nostro avviso qui si sta giocando con la vita degli animali. E continuiamo a ritenere che vi siano anche forti interessi economici, avere i bilanci degli Atc è un'impresa omerica, in provincia di Reggio Emilia saranno uccisi oltre 6324 caprioli e 612 daini. Ricordiamo che i corpi rimangono ai selettori/cacciatori ed è per ora ignoto il numero dei cervi, che però Atc RE 4 ha già messo in vendita".

 

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22 Commenti

  1. Attacchi su attacchi, demagogia, solo parole e pochi fatti! Questo è oggi il mondo animalista! Vorrebbero far chiudere tutto e allora sia, chiudiamo i macelli, la caccia, le produzioni di uova, basta mucche chiuse nelle stalle, pecore, basta cani nei recinti, tutto il mondo animale deve essere libero, libero di andare ovunque senza limitazioni! Per quanto riguarda il bilancio ATC se vi serve ve lo mando volentieri in quanto è pubblico e richiedibile da tutti, ma sicuramente in mano vostra sarà strumentalizzato! Tipo: i barbari cacciatori vendono i Bambi e con i soldi fanno sontuose crociere sul mar dei Caraibi a cacciare mostri marini, con archibugi e cannoni! Cordialmente

    (Roberto Malvolti)

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    • L’unico che qui fa demagogia e “vomita” frasi fatte è lei. Non si insulta senza conoscere, nel caso si critica motivando. E soprattutto si dovrebbero scrivere fatti reali. Perché i bilanci di ATC che lei dice pubblici non sono in internet? Perché il presidente di ATC RE4 a noi, WWF e Amici della terra a giugno di quest’anno ha scritto “Si fa presente che la nostra associazione non sarebbe tenuta a fornire alle Signorie vostre nessun atto. Siamo disponibili a dare copia dei bilanci composti da 15 pagine alla consegna di ricevuta vaglia postale intestato all’ATC RE4 dell’importo di € 7,5 con causale rimborso spese fotocopie”? Bene, dato che i bilanci ancora non li abbiamo ce li può mandare al nostro indirizzo mail o se preferisce in cartaceo direttamente nella nostra sede di San Polo. E si ricordi prima di scrivere bisogna informarsi, altrimenti si rischiano figuracce.

      (Clizia Ferrarini, presidente Legambiente Val d’Enza)

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  2. Nel tentativo di dar valore all’oggettività delle cose e non alla soggettività degli interessi, da profano in materia, come altri miei conoscenti, avrei bisogno di approfondire le questioni esposte prima di trarre conclusioni. Chi è autorizzato ad abbattere caprioli, daini, cervi e volpi? Gli autorizzati sono gli stessi che eseguono il monitoraggio delle specie (numero di capi, localizzazione, eccetera)? Quali sono i costi che sostengono coloro che eseguono tale monitoraggio? Cosa percepiscono dagli enti pubblici per questo servizio? I capi uccisi rimangono di proprietà degli autorizzati all’abbattimento? Quanto vengono pagati caprioli, daini e cervi abbattuti? Sono reali le cifre riportate nell’articolo (6324 caprioli, 612 daini e numero imprecisato di cervi da abbattere)? Grazie a chi potrà e vorrà offrirci queste informazioni.

    (Elio Peri)

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    • Tentiamo di rispondere, per quanto ci è dato sapere, non è facile reperire informazioni chiare sulla caccia e purtroppo nessun politico locale se ne occupa. Sono autorizzati ad abbattere caprioli, daini, cervi, cinghiali e volpi i selettori che devono avere un’abilitazione. Gli autorizzati possono essere gli stessi che censiscono. Per i costi dei censimenti non sappiamo nulla di certo, dovrebbero avere dei rimborsi spese. Gli animali uccisi rimangono ai selettori. Non credo che gli animali uccisi possano essere venduti perché non sono sottoposti a controlli sanitari e poi sarebbero guadagni in nero. Forse bisognerebbe sapere quanti sono i selettori e quanti chili di carne ogni anno si accaparra ognuno di loro. I numeri degli animali che saranno uccisi sono reperibili sul sito della Provincia nella sezione caccia.

      (Clizia Ferrarini, presidente Legambiente Val d’Enza)

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  3. Caro signor Malvolti, la demagogia la fa lei con una risposta del genere. L’articolo fa riferimenti a cose specifiche a cui sarei curioso di sentire risposte altrettanto specifiche da parte di Landini o chi in sua vece. Aggiungo ricordando che i pronunciamenti del TAR non sono “poche parole e pochi fatti”.

    (Jarno Dall’Asta)

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  4. Anche quest’anno, con l’avvicinarsi della riapertura della caccia, puntuali come le tasse tornano le polemiche. A coloro che sono contrari agli abbattimenti di selezione faccio la seguente domanda: gli automobilisti e i proprietari di fondi agricoli chi li risarcirebbe se non fosse ridotto il numero degli animali vaganti? Come e con che soldi le associazioni qui ricordate intenderebbero far fronte al problema?

    (Floriano Nizzi)

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    • Dovrebbero rimborsare automobilisti e agricoltori coloro che 20 anni fa rilasciarono nei nostri territori cervi, caprioli e cinghiali per scopo ludico ma facendosi sfuggire la situazione di mano…

      (And)

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  5. Prego anche di ricordare i cinghiali ibridati che di certo non sono animali autoctoni, ma immessi illegalmente e altrettanto illegalmente pasturati di certo non dagli ambientalisti, che non hanno alcun interesse alla loro uccisione o “commercializzazione”. Coloro che ne subiscono i danni cerchino di tutelare i loro interessi dando informazioni alle forze dell’ordine circa eventi dei quali potrebbero essere a conoscenza.

    (Rossella Ognibene)

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  6. A parte i cd “cinghiali ibridati” per danni da cinghiali non ibridati, caprioli, daini, cervi etc… ripeto la domanda per gli Enti che criticano gli abbattimenti: chi dovrebbe risarcire gli automobilisti e gli agricoltori? Con quali soldi?

    (Floriano Nizzi)

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    • Intanto trovare dei cinghiali autoctoni è un’impresa impossibile. Comunque lei sa che lo Stato, le Regioni e le Province danno soldi per la caccia? Ecco una prima fonte dove reperire soldi. Gli animali ci sono sempre stati e, mi auguro, sempre ci saranno, non è eliminando gli animali che si risolve il problema. E’ l’antropizzazione che sta dilagando e “invadendo” il territorio così gli animali si ritrovano nei loro percorsi e spazi case e strade che prima non c’erano. Tenga conto che l’agricoltura e la fauna convivono da millenni e certo l’agricoltura di qualche decennio fa non aveva i mezzi e gli strumenti di quella di oggi. Bisogna cercare altre soluzioni che in altre regioni stanno già utilizzando: ad esempio dissuasori acustici e visivi per fauna selvatica.

      (Clizia Ferrarini – Presidente Legambiente Val d’Enza)

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  7. Una domanda, forse due: è vero oppure no che in commissione ATC ci sono rappresentanti delle associazioni ambientaliste? e.. se è vero, sono tenuti da regolamento a firmare ed approvare il bilancio?

    (Libero pensante)

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  8. Vorrei sapere: ma a queste associazioni interessa la vita degli animali o i bilanci degli atc? Vita o soldi? Lo chiedo perché non vi si vede mai sul territorio per prendere coscienza ed avere una visione reale delle cose, non ho mai visto uno di voi ad un censimento, non vi ho mai visto foraggiare gli animali durante la stagione invernale, non vi ho mai visto proporvi al mondo venatorio in modo costruttivo per cercare di trovare un punto d’incontro, sempre solo slogan denigratori e commenti prevenuti a prescindere. Bambi, bilanci, carne, sangue, è con questi titoli che si tutela la vita degli animali? Io magari non ne sono al corrente qundi vi chiedo: quante giornate ecologice avete in programma quest’anno? Avete un piano di tutela per gli animali durante l’inverno? Avete un fondo per indennizzare automobilisti e agricoltori per i danni provocati dagli animali? Quali sono nel concreto le vostre attività sul territorio?

    (Roberto)

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    • Volontari, siamo volontari. Volontari che hanno un proprio lavoro e non hanno tempo come molti cacciatori pensionati che vanno a fare censimenti o cacciatori/selettori che censiscono poi ammazzano. Volontari che impegnano il loro tempo per salvare il territorio. Sul territorio ci siamo, se lei non ci ha mai incrociato, non vuol dire che non ci siamo. Vogliamo sapere e conoscere, solo così si può agire con cognizione di causa. Vogliamo salvare gli animali e vogliamo capire come funziona la caccia, così abbiamo iniziato a informarci e purtroppo ci è sorta un’idea, un dubbio: dietro alla caccia quanti soldi girano? Non è che la caccia si trasforma in una scusa per far girare un mercato? E per risponderle: non foraggiamo gli animali d’inverno per poi andarli ad ammazzare qualche mese dopo. Ciò che salva gli animali non è una giornata ecologica da propagandare, ma leggere decine di pagine e chiedere il perché di determinati atti e poi magari fare un ricorso al TAR che sospende ad esempio la delibera per uccidere volpi. Fondi? Soldi? Siamo noi che mettiamo soldi di tasca nostra per avere documenti, per muoverci, per fare. Noi non abbiamo fondi da enti pubblici o da privati, siamo semplici cittadini che vogliono capire.

      (Clizia Ferrarini – Presidente Legambiente Val d’Enza)

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  9. Come già detto da altro intervento i danni fateli pagre a chi ha immesso cinghiali, caprioli, daini e cervi nel nostro territorio, perchè fino a decine di anni fa non si vedevano caprioli, daini e cervi ma solo cinghiali, ibridati appunto. Avete idea di come è fatto il cinghiale autoctono? Ne avete mai visto uno? Io no, quindi la richieta risarcitoria va inoltrata a chi non ha avuto una visione globale dell’ecosistema, ma solo visioni di corto respiro, a tacer d’altro. Che mai in italia chi fa il danno ne debba rispondere? Non è più tollerabile che il guadagno sia di pochi e il danno invece sia collettivo.

    (Rossella Ognibene)

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  10. Scusate ma non capisco (problema mio evidentemente): quale sarebbe, dunque, la soluzione alternativa ai piani di abbattimento avversati? I danni li chiederemo a chi di dovere, ma non leggo come si dovrebbe risolvere il problema.

    (Floriano Nizzi)

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    • Il problema si risolve spezzando il business sulla caccia a queste specie (oltre che ad altre), spezzato il circuito economico il problema si dissolve; perchè non si da corso alla eradicazione del cinghiale che noi ambientalisti “amici della terra” (ma non solo) chiediamo? Perchè? Troppo interessati a proseguirne gli abbattimenti? Ricordo solo che quando lo abbiamo chiesto pubblicamente (cica un anno fa se non ricordo male), si è levata la voce contraria dei cacciatori, chissà perchè… Ora sono io che chiedo che qualcuno me lo spieghi! Attendo risposta, grazie.

      (Rossella Ognibene)

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      • Quindi il problema e sempre il denaro? Poi, mi scusi, ma perché eradicare solo i cinghiali? I caprioli o i cervi, o le lepri sono diversi, non arrecano danni? Premetto che non sono un cacciatore, secondo me sono tutte polemiche inutili appoggiate dalle solite politiche. E come la politica innescate solo polemiche senza dare alternative o proporre idee valide che non ledano le categorie opposte alle vostre idee. Basta guardare in che situazione di abbandono si trovano i letti dei fiumi per capire dove la vostra politica puo’ portare (speriamo piova sempre poco per volta!). Ultima domanda, perchè’ non fermare anche la pesca? Anche quella “gestisce” un sacco di vite!

        (Fabio)

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  11. Signora Cinzia, la prego di diffondere informazioni veritiere, la caccia non riceve soldi da Provincia o Regione ma semmai è il contrario, i quasi 800.000 cacciatori pagano circa 400 milioni di € tra tasse e altro allo Stato, che tramite gli enti preposti fanno ritornare una parte di soldi pagati sul territorio. In merito alla caccia e come funziona, mi mandi un’email e sarò felice di sedermi con Lei intorno ad un tavolo e senza preconcetti spiegarle tutto. Un saluto da un cacciatore che lavora per la propria terra e per la fauna, che da 4 anni non uccide un animale.

    (Roberto Malvolti, malvoltiroberto@alice.it)

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  12. Come volevasi dimostrare, se parlate di guadagni alle spalle della caccia vuol proprio dire che siete poco informati, che non frequentate il territorio e che non vi confrontate né con il mondo venatorio né con il mondo agricolo. Certamente si può parlare di guadagni indotti dalla caccia (ma questo non volete sentirlo dire) ma di certo il cacciatore che pratica la caccia spende almeno qualche migliaio di euro l’anno. Tutto quello che viene fatto è frutto del solo volontariato che è sostenuto dalla passione e da nient’altro.

    (Roberto)

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  13. Io credo che l’unica specie nociva, dannosa, deleteria e lesiva per la natura e l’ambiente sia il cacciatore. Chiudere la caccia sarebbe la soluzione di tutti i problemi e finalmente non sentiremmo più recitare il solito ritornello della “passione”, del “tenere a cuore le sorti della natura” e altre ipocrisie simili. Non vi si regge più!

    (Antonella)

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  14. Altra soluzione: chiudere ambientalisti e cacciatori in un’oasi protetta, oppure una zona di ripopolamento e cattura per non scontentare le categorie. Naturalmente all’interno nessuna specie animale. Molte persone esulterebbero di gioia nel vedere la “fine” di questo bipolarismo muscolare fra due nature umane. Bipolarismo relegato e al contempo tutelato come patrimonio indisponibile dello Stato.

    (libero pensante)

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