Quale “agibilità turistica” per la statale 63

"Sarà capitato a molti di percorrere la statale 63 che attraverso il territorio reggiano dalla città fino al Cerreto. A me è capitato due volte nel giro di una settimana, dopo vari anni, e devo dire che è stata una esperienza sgradevole. Sono partito da Castelnovo ne' Monti per andare a Portovenere per una gita di piacere ed ho dovuto constatare il cattivo stato della strada fino al Cerreto". Così ci scrive Enzo Fontana.

"Un fondo stradale sconnesso e rovinato per quasi tutto il percorso, guard-rails del tutto inadeguati, in molti casi alti non più di una spanna da terra, spesso sconnessi e arrugginiti, le strisce quasi inesistenti in parecchi punti, poca segnaletica verticale, la vegetazione quasi arriva sulla strada e non si nota che sia stato fatto nessun sfalcio degli argini".

Secondo il lettore, "nel punto più critico e pericoloso del percorso, e cioè a pochi chilometri dal valico e dove esisteva una cava di sassi, la strada è stretta, piena di curve cieche a lato delle quali c’è un precipizio fondo almeno duecento metri, il guard-rail è molto basso, sconnesso e, sembra, del tutto inadeguato a contenere un eventuale sbandamento in caso di nebbia, ghiaccio o pioggia abbondante".

"Valicato il passo, sembra di entrare in un altro mondo: la strada sembra un bigliardo, all’infuori di qualche tratto leggermente 'scorticato' i guard-rails sono quasi tutti molto alti, rinforzati, specie nei punti pericolosi, la segnaletica è completa lungo tutto il percorso, le curve a stretto gomito sono segnalate, per cui la guida è davvero piacevole nonostante le infinite curve dovute alla conformazione della montagna".

"Eppure - rileva Fontana - sempre di strada statale 63 si tratta! Qui viene spontanea una domanda: come mai il compartimento Anas cui è affidato il versante reggiano non opera come quello della Toscana? Sono gli amministratori locali toscani che vigilano e tengono sotto controllo l’Anas, cosa che sembra non avvenire per il versante reggiano, o è l’Anas che qui non opera come sul versante opposto? Sta di fatto che è spiacevole dover constatare la mancanza di senso “turistico” dei nostri amministratori locali e provinciali, che dovrebbero vigilare attentamente ed aver cura delle nostre bellezze".

"A questo proposito voglio anche segnalare altri due siti che ho visitato di recente".

"I lago Calamone o Ventasso, molto bello e selvaggio; lungo tutta la sua riva c’è una sola panchina e rotta, non c’è un tavolo, non ci sono cestini per i rifiuti (un solo cartello invita a non gettarli in terra) ed il sentiero è totalmente sconnesso, specie nella parte sotto il monte. Lungo il sentiero che porta alla chiesetta della Maddalena, in mezzo ad un bosco con magnifici e monumentali alberi, non c’è una panchina, un tavolo, un cestino per i rifiuti e il passaggio più problematico, nella pietraia, è molto mal protetto e scivoloso.

"Il lago Pranda, poco distante dal superiore lago del Cerreto ma più esteso, selvaggio, in mezzo a boschi stupendi, sembra veramente dimenticato. Qui c’è una sola panchina con un tavolo, nessun cestino, un sentiero sconnesso ed un lago sporco; eppure si tratta di posti bellissimi, adattissimi a pic-nic e ad escursioni. Il nostro Appennino, a detta di tutti, è davvero straordinario, sia dal punto di vista paesaggistico che faunistico e storico. Chi può vantare un passato come il nostro (Matilde di Canossa, Dante, Petrarca ecc.)?".

"Eppure, pare, dai fatti, che i nostri amministratori non siano interessati a creare i presupposti e le infrastrutture per incrementare il turismo e la maggior conoscenza del territorio e della sua storia, che è interessantissima. Forse ci sono troppi enti preposti (comuni, Provincia, Comunità montana, Corpo forestale, Azienda turistica, Anas, ecc.); sarebbe ora di… sfoltire davvero, rimboccarsi le maniche ed operare. La Speranza è l’ultima a morire, però…".

 

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17 Commenti

  1. Purtroppo ha ragione io percorro la statale da decenni e la differenza è veramente notevole, sicuramente nel versante toscano ci sono meno problemi legati al ghiaccio e neve, ma comunque ci sono anche almeno 3 stradini che operano tutti i giorni; da noi neanche uno e viene svolto da un’impresa locale il lavoro straordinario penso su chiamata vista la frequenza che si vedono sulla strada. E per quanto riguarda gli amministratori ogni tanto qualcuno dice qualcosa, quasi sempre in prossimità delle votazioni, poi più niente. Io penso che dovrebbero periodicamente usare gli spazi di giornali locali per ricordare a Anas quali sono gli obblighi di gestione di una strada statale, soprattutto sulla sicurezza, che spesso tra parapetti di ponti e guard-rail inadeguati ci sarebbe da scrivere un libro. Se fosse un problema privato chissà quante denunce avrebbe preso, ma siccome è un ente statale non si sa perché non ci si può fare niente, stranezze italiane.

    (Luigi Borghesi)

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  2. Complimenti, mi contatti alla mia email: malvoltiroberto@alice.it.

    (Roberto Malvolti, coordinatore comitato strada statale 63)

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  3. La SS63 da Aulla al Passo del Cerreto è effettivamente ben tenuta e ben protetta da guard-rails alti, curve pericolose non molte direi, senz’altro il tratto Cerreto Alpi – Collagna è quello più pericoloso e la cui manutenzione dovrebbe essere adeguatamente fatta. Se non erro c’è l’ok per avviare i lavori di rifacimento della strada franata in quella zona, speriamo… Al Lago Pranda e comunque nelle principali aree frequentate dai turisti in Appennino reggiano noto spesso come mancano i cestini pubblici e la segnaletica verticale. Purtroppo è così.

    (Miriano)

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  4. Purtroppo Fontana ha pienamente ragione; sono considerazioni che ho fatto anch’io nei tre-quattro viaggi in Liguria e Toscana fatti tra luglio e ad agosto; mi domando anche quei (pochi?) turisti stranieri che sono passati qui da noi nelle settimane scorse, che impressione avranno avuto della nostra zona? Per non dire poi, dovendo andare a Reggio tutti i giorni per lavoro, anche della situazione del tratto rotonda ospedale-Croce o Croce-“tangenziale di Felina”, tanto che da mesi preferisco andare giù per la 513 che se anche mi becco 2 semafori rossi (Rodogno e Cantoniera) almeno non devo fare lo slalom tra le buche o rompere sospensioni o gomme. Ma qualcuno sa se prima o poi questi tratti saranno riasfaltati o no? O ce li teniamo così in secula seculorum?

    (Stefano Curini)

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  5. Bisognerebbe far partire con le loro macchine i vari politici della montagna: Masini, Filippi e la Pignedoli. Fargli percorrere la fondovalle Viano fino a Castelnovo per poi proseguire fino al Cerreto. E’ inutile che la Pignedoli e la Masini decantino il nuovo pezzo di statale da Castelnovo ne’ Monti verso Carpineti quando la pedemontana sembra il tipico gioco da baracconi chiamato “tagadà”, cioè si salta in tutto il tratto, e la statale da Collagna fino al passo sembra una strada africana con mancanza anche della minima sicurezza. Provate, cari politici, prendete la VOSTRA macchina e percorrete quelle strade. Bello leggere sui giornali le parole della Masini e della Pignedoli dove dichiaravano che la città, col nuovo tratto di strada a Castelnovo ne’ Monti, era più vicina e si guadagnava tempo. Ah, sì, chissà quanto tempo se poi nei tratti a monte ci lasci le gomme, sospensioni e braccetti dello sterzo. Tanto paghiamo noi e non loro di sicuro.

    (Andrea)

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  6. Per quello che riguarda i picnic non è il cestino che serve, ma il senso civico della singola persona. Chi va a fare merende nella natura ha l’obbligo di lasciare pulito il sito, lasciare rifiuti contenenti residui di alimenti nei cestini in zone remote è controproducente. Dovrebbe esserci un’abbondanza di personale preposto per lo svuotamente rapido, al momento sicuramente non disponibile per una questione di costi. A questo si aggiunge la devastazione dei sacchetti e dei contenitori dovuta agli animali che attratti dall’usta del cibo accorrono in massa durante la notte. Che poi un posto molto bello sia poco comodo è giusto e normale, le panchine sono nei parchetti per chi è “delicato” al contatto con il suolo un seggiolino pieghevole o un cuscinetto non sono impossibili da trasportare per un centinaio di metri.

    (Giovanni)

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  7. E’ una domanda che mi sono posto anch’io e notando con quanta celerità hanno sistemato il ponte crollato di Serricciolo lo sconforto è ancora più grande. Inutile ricordare i vari Errani, Masini ecc. arrivati in elicottero dopo la frana a Collagna. Evidentemente i politici in Toscana sono più bravi di quelli in Emilia.

    (Lorenzo)

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  8. Signor Giovanni, i cestini e le panchine sarebbero necessarie intorno al lago Pranda e del Ventasso, non sulla sommità della Nuda o dell’Alpe di Succiso. Le panchine pubbliche in aree verdi anche fuori dai centri abitati possono servire a tutti, in particolare agli anziani.

    (Miriano)

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  9. Sono otto anni che ho preso casa a Collagna e ogni anno vedo un degrado totale sulla statale 63. Non parliamo poi del tratto Collagna-Cerreto Laghi dopo che è franata un pezzo della statale 63 è stata riaperta la “vecchia” strada, che a sua volta era stata chiusa perché franata e quindi inagibile. Ora a distanza di 5 anni stiamo ancora transitando su questa strada e si spera che non crolli proprio mentre passa qualcuno… Mi chiedo perché questi politici si preoccupano solo di arrivare a Castelnovo ne’ Monti… Forse devono andare a cena con il presidente del Parco?!?!… Perché ora vengono fatti ANCORA dei lavori sulla statale prima di Castelnovo ne’ Monti? Dopo Castelnovo c’è comunque vita con paesi che vengono penalizzati da una viabilità indecente, però sembra che non freghi niente a nessuno!!! Ma ci rendiamo conto che siamo nel 2013 e che abbiamo una viabilità per carretti!? Perchè i paesi dopo Castelnovo non vengono considerati? Perchè i diritti si fermano a Castelnovo?? Sono d’accordo di mettere i nostri politici su un’auto e fargli provare l’emozione di fare i vari pezzi incredibili della nostra statale!!! (Consiglio: cari politici lasciate a casa la dentiera quando sarete sulla statale 63 tratto Collagna-Cerreto perché vi potete mordere la lingua o la potete perdere nelle varie insidie della strada!!!).

    (L.F.)

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  10. Di fronte a queste considerazioni e fatti tangibili ed evidenti da sempre, gli amministratori dovrebbero, con umiltà, cambiare rotta e smetterla di gettare soldi per opere ed interventi inutili. Sono sempre le solite problematiche che escono in ogni occasione. Chi transita e visita i territori ubicati addirittura nel Parco nazionale si accorge di essere in un “Parco”? Quanti soldi pubblici sono stati spesi in venti anni di politica “Parchi e sistema politico reggiano” impostato, con l’ appoggio degli amministratori locali (comuni ed Unione del crinale), appunto su finti progetti di sviluppo ambientale, abbandono della montagna, abbandono dell’agricoltura, degrado ambientale ed interventi come si suol dire “per le allodole”. A cosa servirà la variante di Castelnovo Monti, anzi è più corretto dire la variante del Ponte Rosso? A risolvere, in parte, il problema neve per due o tre giorni all’anno. Un variante è tale se permette di non entrare nei centri abitati, quindi non intossicare gli abitanti e transitare velocemente, in sicurezza per tutti, verso luoghi di lavoro, turistici ed altro… (esempio di ingenti somme di denaro pubblico utilizzato). Enti inutili continuano a fare danni; in qualità di consigliere di minoranza del comune di Busana, di fronte ai commenti precedenti, mi chiedo a cosa servono, per il crinale, quattro comuni, un’Unione dei comuni, i consorzi di Bonifica, il Parco nazionale, la Comunità montana. Nelle sedi opportune ho, da anni, segnalato, fatto proposte, denunciato problemi inerenti gli argomenti, ma sempre disattesi, perchè in contrasto con “il sistema”. Se comunque questa politica da anni continua a percorrere la stessa strada, non si interroga se è stata e se è la strada giusta almeno per la tenuta del territorio che però non è sufficiente, la colpa non è loro, ma di chi continua a scegliere tali amministratori. I contribuenti (almeno il sottoscritto) PRETENDONO giustamente sviluppo e progresso compatibili con l’ambiente, se le tasse servono soltanto a pagare stipendi, consumare benzina e mezzi, elargire contributi a pioggia è meglio chiudere tutto. Un unico ente che possa utilizzare i fondi dei comuni, dell’Unione, del Parco, della Comunità montana, dei consorzi potrebbe invertire la rotta del declino e ridare speranza a chi, pochi, che ancora investono e credono in questi territori. Ma questa è fantasia che in questo sistema mai si concretizzerà. Potrei fare un elenco lunghissimo di interventi e non interventi sul territorio, non voglio stancare nessuno ma soprattutto non serve a nulla, come a nulla e nessuno serve ciò che ho detto sopra.
    Cordialmente.

    (Fabio Leoncelli)

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  11. A proposito di viabilità, anche la strada provinciale che da Ramiseto conduce al Passo del Lagastrello (altra via di comunicazione verso Toscana e Liguria) si trova in condizioni non ottimali in vari punti, sopratutto in prossimità del passo. Inoltre in diverse zone manca la copertura per la rete cellulare (il telefonino non prende)!

    (SC)

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  12. Ho fatto ieri la SS63 fino ad Aulla, come del resto in molte altre occasioni. Definire un tavolo da biliardo il tratto di Fivizzano è fuori luogo, di buche ce ne sono anche lì, come di qua. A parlare si fa sempre presto, tante volte non si sanno gli aspetti e i fondi monetari disponibili dietro un piano di manutenzione. Nella parte dopo il Cerreto, verso Sud, i parapetti sono nuovi (ricordiamoci che sono stati rifatti pochi anni fa, in quanto nei tratti pericolosi c’erano ancora i muretti di 100 anni fa e la strada era molto stretta ed è stata allargata), mentre nella parte Nord erano già stati fatti degli ammodernamenti. Inoltre in alcuni tratti reggiani i parapetti sono come quelli toscani, come di là ci sono ancora dei tratti di vecchi muretti. Non dimentichiamo inoltre che la tratta reggiana è molto più lunga di quella toscana e della manutenzione se ne occupano due comparti differenti e quindi la nostra richiede più tempo per i lavori. Tra parentesi mi pare che di lavori ne stiano facendo, vedi tutti i nuovi cantieri che stanno aprendo tra il Bocco e Castelnovo. In pratica è giusto segnalare guasti o disservizi all’ente competente ma non “lamentiamoci sempre dell’acqua calda”, in certi posti le strade non esistono e vanno in canoa o per sentiero e anche in altre nazioni le strade sono come le nostre, solo che “l’erba del vicino è sempre più verde” . In realtà “tutto il mondo è paese”, solo che ognuno di noi si concentra sulla propria realtà e si costruisce il suo piccolo castello.

    (Ettore)

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  13. Sì, giusto, signor Ettore, il mio piccolo castello sarebbero quei 450 euro spesi in cuscinetti su di una macchina nuova per il degrado e l’abbandono totale delle strade. Ne avrei fatto volentieri a meno, cosa ne pensa, e come me molti altri che percorrono la SS63 dal Cerreto a Castelnovo. Condivido in pieno il pensiero del signor Leoncelli: è ora di sperperare meno e concretizzare di più.

    (Luca)

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    • Salve io ho una Fiat Marea con 290.000 km e 11 anni, la SS63, soprattutto nel comparto collinare montano, è una delle strade che percorro più spesso insieme ad altre piene di buche, eppure non ho mai cambiato i cuscinetti. Sono un meccanico riparatore auto da oltre 20 anni e le assicuro che i cuscinetti si deteriorano per tante altre cause, non unicamente per le buche. Poi anche a me piacciono le strade lisce senza buche ma, ripeto, prima di giudicare perché non vengono effettuati certi lavori occorre capire le motivazioni ufficiali da parte degli organi competenti e, come ho detto prima, giustamente si segnalano le problematiche a chi di dovere. Saluti

      (Ettore)

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  14. Negli anni ’80 girando per la ex Yugoslavia, che tuttavia aveva un debito pubblico già allora di gran lunga inferiore al nostro, mi stupivo del basso livello di asfaltatura delle loro strade. Andavo orgoglioso del fatto che noi in Italia invece avevamo una rete imparagonabile. Ma pensavo anche che quel Paese pieno di sassi e di prati con le pile di fieno anziché le nostre più moderne rotoballe e pertanto così “povero”, forse era in realtà più ricco del nostro, non foss’altro perché la nostra ricchezza era fatta solo di debiti. Oggi a percorrere le nostre strade, che sia provincia di Reggio o di Massa, la sostanza non cambia: sembrano quelle della ex Yugoslavia degli anni ’80, con la differenza che almeno loro non avevano accumulato il debito pubblico che abbiamo accumulato noi; a parte la Slovenia che, copiandoci, oggi ci sta a ruota bene…

    (Marco)

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  15. Mi rallegro per i tanti commenti positivi perché credo che il buon senso e l’oggettività della cose siano evidenti. Vorrei dire al signor Ettore che a me non interessano i perché e non devono interessare i perché non viene fatto quanto è dovuto in quanto i pubblici amministratori sono tenuti a fare quello che devono fare e non sperperare il pubblico denaro (esempio: proliferando le loro poltrone e prebende) e non dando i servizi ai cittadini. L’Anas è sempre la stessa sia di là che di qua e allora? Per quanto riguarda i laghi consiglio al signor Ettore di farsi un viaggio in Trentino e imparerà molte cose. Saluti.

    (Enzo Fontana)

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    • Signor Enzo, quello che voglio dire è che a volte anche gli amministratori, ANAS compresa, devono fare i conti con bilanci che non sempre dipendono da loro, che è molto facile parlare e giudicare senza sapere il tutto. Tra l’altro, come ho detto, la SS63 ora è in piena lavorazione per migliorarla e credo che tutti la vedono. Nei miei post ho detto semplicemente che è giusto segnalare, ma non partire a spada tratta senza essere pienamente addentrati o conoscitori delle problematiche del nostro interlocutore. Lei parla di laghi, nei miei commenti non mi pare di averne accennato, comunque se le fa piacere io sono molto spesso in Trentino, essendo un escursionista, arrampicatore, amante della natura e in più ho parenti che vi abitano e vado a trovare a volte come ospite per più giorni a casa loro. E’ veramente una bella regione ma anche là hanno problemi con le amministrazioni, lavori non sempre eseguiti o non fatti come alcuni vorrebbero, quindi nulla di strano, solo che a volte come turisti ci sembra tutto ok ma, abitandoci, si vedono le magagne come qua, del resto. Buona giornata, signor Enzo.

      (Ettore)

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