Piccolo Piero sogna la Nazionale

Grosso e Del PieroNuovo romanzo per Dilva Attolini, insegnante castelnovese già autrice di alcune opere. Si intitola "Piccolo Piero sogna la Nazionale" ed è risultato tra i sei finalisti al concorso letterario "I nuovi autori" di Demito editore. Vi proponiamo l'inizio.

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Che notte! Quella in cui venni alla luce. Martedì 4 luglio, Campionato del mondo di calcio 2006. A Dortmund si gioca Germania-Italia. Il pallone è tra i piedi di Pirlo, nei pressi dell’area di rigore.

Calciata con un tocco magico, la palla vola verso Grosso con una traiettoria morbida, arrotondata. Improvvisamente: “Gooool! Gol di Grosso! Gol! Di Grosso!”, grida, incredulo, il telecronista. Lo stadio azzurro esplode. Non è una partita qualsiasi.

Poi accade l’incredibile. Passa un minuto, forse due, e in quell’assordante bolgia dantesca Cannavaro balza in alto e di testa ruba il pallone a un avversario. Con due o tre falcate si spinge in avanti. Del Piero parte, veloce, leggero, sicuro. C’è spazio per il contropiede.

La voce del telecronista si fa concitata: “Cannavaro Totti Gilardino Gilardino apertura a Del Piero Del Piero tiro: Gooool!! Due a zero per l’Italia!!!". La partita, ora, è davvero vinta!

Le parole urlate dentro ai televisori raggiungono ogni angolo della Terra: le Americhe, la Cina, il Sud Africa, la Finlandia...

Era stata una bellissima giornata di sole, quel giorno, nella città di Dortmund.

La sera, carica di emozioni, trasportava un’arietta fresca e deliziosa.

Il grande stadio della Westfalia, “Westfalenstadion”, nella notte stellata, era illuminato a giorno. Pieno zeppo di tifosi, traboccava di colori, musica, striscioni, sventolio di bandiere, canti, volti dipinti come totem.

I ventidue giocatori in campo lottavano, da più di novanta minuti, con determinazione e intensità. In alcune occasioni avevano sfiorato il gol, sia da una parte che dall’altra. Ma ancora: zero a zero! Ormai stava terminando anche il secondo tempo supplementare e la partita non si sbloccava. Mancavano pochi minuti alla fine, poi i calci di rigore avrebbero decretato la squadra vincitrice.

Ma il destino aveva in serbo un altro finale e le emozioni riempirono lo stadio. Fabio Grosso e Alessandro Del Piero, uno dopo l’altro, segnarono quei due splendidi gol.

E io, negli stessi minuti della storia, finalmente, nascevo. Sui monti d’Appennino.

 

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