Un’ora di Tecnologia salva la vita…

Un"ora di Tecnologia salva la vita...

Un titolo un po" irriverente, per la situazione che verrà rappresentata, tuttavia l"applicabilità degli strumenti che verranno illustrati a eventi più importanti o gravi mi conforta nella scelta fatta per il titolo.

Vi descriverò un"ora trascorsa in compagnia della Tecnologia, per necessità oggettiva, proprio oggi.

Nel tardo pomeriggio esco con la mia famiglia dallo studio medico del pediatra di fiducia che, spesso, viene interpellato per i malanni che affliggono i nostri figli.

Anche oggi non si è fatta eccezione e alle 18,25 usciamo dallo studio di Modena per rientrare a casa (Carpi), previa sosta nella farmacia.

Se non che, durante il rientro in auto, per un disguido ci siamo dovuti dirigere direttamente verso l"abitazione.

Scaricata la truppa sono ripartito alla volta della farmacia.

Quale farmacia?

Non avevo il foglietto con le farmacie di turno di questo sabato, ma qualcosa di più.

Uno smartphone, magari con sistema operativo Android, un programma gratuito scaricabile da Google Play (il “negozio" di applicazioni, musica e libri che Google ha per i dispositivi Android), di nome Pharmaround ()

La descrizione dell"applicazione dice così:

PharmAround è il nuovo servizio offerto da Develon per trovare la farmacia aperta più vicina in tutta Italia. Il database di PharmAround tiene conto degli effettivi orari di apertura e dei turni di tutte le farmacie, perciò i risultati della ricerca variano a seconda dell"ora in cui viene effettuata. Consenti all’applicazione di rilevare automaticamente dove ti trovi ed avrai subito l’elenco delle farmacie aperte più vicine e le informazioni per contattarle e raggiungerle. PharmAround: la facilità di cercare una farmacia, la sicurezza di trovarla aperta.

Sostanzialmente, all"avvio di questa utile applicazione, grazie alla posizione in cui vi trovate (rilevata attraverso il sensore GPS del telefono), vi vengono mostrate tutte le farmacie intorno a voi, quelle aperte, la distanza da esse, recapiti telefonici, indirizzo...

PHARMAROUND 1Noto con piacere che la mia farmacia di fiducia è nell"elenco (non in quello rappresentato in figura, puramente esemplificativo), a 3 minuti da casa.

Parto e arrivo alle 19,05.

Entro con le due ricette, mi accoglie l"anziano titolare, circondato da alcuni membri della numerosa famiglia.

Come sempre, alla sua esclamazione: Ciao! Come stai?

Rispondo: Lasciate ogni speranza, o voi che entrate!

Alludendo al nome della farmacia (che non menziono).

Presento le ricette e, dopo qualche minuto, con dispiacere del farmacista, mi sento dire che uno dei tre farmaci non c"è.

Comincia a digitare con la tastiera di uno dei tanti computer che popolano il banco e scopre che manca in tutti i magazzini, altrimenti me lo avrebbe fatto arrivare, anche fuori orario. Stava per chiamare il medico per vedere se si poteva prescrivere un prodotto alternativo, meno di nicchia.

Consulta il computer nuovamente, mi comunica che può sapere quali farmacie aperte lo hanno; mi dice un paio di nomi, apro Pharmaround e trovo entrambe (e guai se così non fosse), scarto quella che si trova in centro, sotto i portici, perché non avrei tempo per parcheggiare e andarci a piedi.

Opto per quella in zona periferica.

Lui agguanta il telefono, sempre dal computer estrae il numero di telefono di quella farmacia (lo avevo anche il sul mio telefono, sempre grazie a Pharmaround), la chiama, chiede che verifichi se ha effettivamente il farmaco, confermato!

Chiede di tenerlo da parte per il sottoscritto.

Pago, ringrazio e mi rimetto in auto.

Sono le 19,17, riapro Pharmaround e clicco su Visualizza Percorso della farmacia che devo raggiungere, compare la mappa con il percorso consigliato, clicco su Partenza e il navigatore di Google inizia a parlarmi. Voce metallica ma precisa e puntuale.

PHARMAROUND 2Dopo 13 minuti, rispetto ai 10 che aveva calcolato il navigatore (al sabato sera in città il traffico è sostenuto), arrivo nella farmacia, sono le 19,30.

Prendo il farmaco, pago, ringrazio per l"aiuto e torno a casa.

Un"ora, dalla diagnosi alla cura, con la mia cara Tecnologia che anche questa volta mi ha “salvato”.

Ingredienti per la ricetta:

- uno smartphone, preferibilmente Android (con circa 120 euro di budget siete in grado di fare tutto)

- una connessione internet mobile (4-8 euro al mese)

- un programma di ricerca (gratuito)

- un navigatore (gratuito)

- un PC (quello della farmacia)

- un database e sistema di gestione (quello che consente alle farmacie di gestire i prodotti e essere interconnessi tra loro e con i magazzini che le riforniscono).

La Tecnologia fa bene e costa poco, perché ormai tutti ne hanno, basta usufruirne!

Un caro saluto

Francesco Casoli

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5 Commenti

  1. Ho modo di vedere che molte persone hanno un atteggiamento di grande distacco da strumenti informatici e tecnologie, una sorta di timore e rassegnazione al fatto che non “ci capiscono niente”.
    E’ completamente sbagliato, così non miglioreremo mai.
    Comprendo lo stato d’animo, ma in tutti i casi in cui sono riuscito a convincere qualcuno a fare il passo, da solo è poi riuscito, gradualmente, a raggiungere i risultati che a lui sono utili a migliorare la qualità della vita.
    La cura è una sola, acquistate uno smartphone, anche se non siete convinti, è l’unica violenza che vi chiedo.
    Ce ne sono da tutti i prezzi, consiglio uno schermo da almeno 4 pollici, sistema operativo, quello che volete, purché Android o Apple (iOS) o Windows Phone (Microsoft). Un processore da almeno 800 GHz, meglio se Dual Core, 800MB di RAM, almeno.
    Poi attivare una opzione di navigazione (scambio dati) con il vostro operatore, dopo di che, usatelo, usatelo, scambiate informazioni e opinioni con amici e acquisterete manualità e attitudine.
    Non ne farete più a meno dopo qualche mese.
    Età consigliata, dai 14 ai 120 anni.

    (Francesco Casoli)

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    • Il primo zoccolo duro da persuadere ce l’hai proprio in casa, difatti sono anni che cerchi invano di convertirmi alla tecnologia telefonica. Credo di avere maggiori possibilità di convincere te ad imparare il punto croce. A meno che, come sempre ti dico, il nuovo telefonino non spolveri, in questo caso mi avresti adepta entusiasta.

      (Tua sorella Cristina)

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    • Condivido al cento per cento il suggerimento di Francesco! Se uno smartphone spolverasse, sarebbe il massimo! Penso che occorrerà un po’ di tempo ancora…Sul cucinare o ricamare a punto croce od uncinettare e fare maglia, preferisco essere io a lavorare, non delegherei lo smartphone!

      (Luisa Valdesalici)

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  2. Mitica sorella dello scrittore, spolverare e far da mangiare, piuttosto. Farei tutti i debiti del mondo per averlo!

    (mariapia.corsi@gmail.com)

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