Home Cronaca Memorandum per la raccolta dei funghi

Memorandum per la raccolta dei funghi

2
1

Riceviamo e pubblichiamo.

-----

Dalla fine di settembre stanno rispuntando i funghi in diverse zone della Provincia in particolare nei nostri boschi e nei prati dell’Appennino reggiano.  Come tutti gli anni gli appassionati di queste delizie  spontaneamente offerte dalla natura si affollano ad ispezionare le zone più ricche. Ricordiamo a tutti che occorre attenzione e prudenza ed inoltre si devono rispettare i giorni di divieto ed i limiti di quantità.

I giorni di divieto per tutti sono il lunedì ed il venerdì e si possono raccogliere fino a 3 chilogrammi di funghi. Il mercoledì la raccolta è riservata ai residenti nei comuni del crinale e della Comunità montana che hanno la possibilità di raccogliere fino a 5 kg. ogni giorno. Naturalmente i proprietari di una adeguata area agricola possono utilizzare in modo libero ed anche economico i prodotti del loro terreno.

Tutti i raccoglitori devono avere ed esibire, su richiesta, il relativo permesso per andare a funghi.

Da due anni noi Guardie ecologiche volontarie facciamo vigilanza in tutte le zone ma specialmente nell’Appennino, previa convenzione con gli enti competenti, ed ormai possiamo affermare che molti fungaioli sono veramente bravi e vivono l’impresa con spirito sportivo: muniti di cesto o zaino rigido e forato, di coltellino ed apposito permesso, raccolgono le varietà mangerecce in quantità corretta, anche quando ce ne sono tanti.

Moltissimi, e ad ora ne abbiamo controllato già più di un centinaio, sono in regola anche con il permesso di raccolta e molti usano quello giornaliero, acquistato facendo colazione o pranzando negli esercizi pubblici delle zone montane. Tutto questo fa solo bene alle nostre montagne ed a chi ci abita e ci lavora.

Ma c’è anche chi furbamente raccoglie quantità eccessive o non rispetta i giorni di riposo del bosco o fa scempio sistematico dei funghi non mangerecci o che semplicemente non sa riconoscere. Ed alcuni addirittura  si vantano in pubblico di averne raccolti violando tutte le leggi. Queste persone non capiscono che per permettere alle fungaie di far ricrescere i funghi è necessario rispettare gli equilibri naturali ed è a questo che servono i giorni di divieto. La raccolta sistematica dei piccoli o la tabula rasa  del sottobosco è una forma di avidità, più tipica del consumatore di un supermercato che di un fruitore dei boschi. Questo arraffare non  rispetta il diritto alla raccolta degli altri cittadini né degli abitanti delle nostre montagne, che giustamente si possono sentire defraudati .

Questi comportamenti sono illegali: quindi avvisiamo tutti che nel caso vengano rilevate infrazioni anche le nostre Guardie ecologiche  volontarie (GGEV) sono in grado di contestarle comminando le relative sanzioni amministrative (multe) ed il sequestro dei funghi raccolti. Fatto che è già accaduto.

Infatti le modalità di raccolta dei funghi sono ben stabilite da apposite normative e dalle deliberazioni degli enti competenti (Provincia, Parco nazionale, comuni del crinale e Comunità montana) ed è obbligatorio per tutti (a parte i residenti ed i proprietari di almeno 10.000 mq di terreno) avere ed esibire i permessi di raccolta.

Ricordiamo inoltre che nelle zone di competenza del Parco nazionale dell’Appennino tosco-emiliano le sanzioni sono penali e la competenza è del Corpo Forestale dello Stato, a cui tutti noi facciamo  riferimento e che ringraziamo della disponibilità e competenza.

(M. Luisa Borettini, presidente provinciale Gev)

 

Articolo precedenteAffetto con tutto il mio cuore
Articolo successivoSpettacolo teatrale “Vivere Ancora”

1 commento

  1. Gentile Maria Luisa Borettini, apprezzo il lavoro volontario delle guardie ecologiche, che sono un presidio prezioso per il nostro territorio (come e ancor di più lo sono i contadini e i pastori); le segnalazioni di discariche abusive, di immissione di inquinanti nel territorio, nell’aria e nelle nostre acque è diritto e dovere di tutti i cittadini. Ad esempio, le immissioni di percolato altamente tossico da parte della discarica di Poiatica nel fiume Secchia, qualora si ripetano, vanno certamente denunciate alla Procura della Repubblica e duramente sanzionate, senza guardare in faccia nessuno e tantomento il colosso Enìa. Lei sarà sicuramente d’accordo e immagino si impegnerà a fare i dovuti controlli. Vero? Altro discorso se quando mi reco nei miei castagneti, nei miei pascoli o nei dieci ettari e più di boschi cedui, di proprietà della mia famiglia da centinaia di anni e raccolgo le more selvatiche o il porcino o qualche etto di mirtilli, per portarli a mia madre che non può più andarci, vista l’età, dovessi incontrare uno sconosciuto che mi chiede, magari con fare autoritario e minaccioso (è accaduto, è accaduto con un pensionato di ottant’anni!), di mostrargli i documenti e il famoso tesserino, che mi “autorizza” a raccogliere i prodotti della mia terra, beh… penso che qualcosa potrebbe succedere. E mi fermo qui.
    Un saluto a tutti i montanari.

    (Alessandro Davoli)

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.