Forte pioggia: è allerta. AGGIORNAMENTO – Fiume Secchia in piena

 

Così si presentava oggi la galleria de la Croce: invasa dall'acqua

Così si presentava oggi la galleria de La Croce: invasa dall'acqua (Foto Redacon)

Ancora di notte, ancora allerta. Sono particolarmente intese le piogge che cadono in queste ore nella provincia di Reggio Emilia e, quindi, nel nostro Appennino. Le stazioni di ReggioEmiliaMeteo hanno registrato una fortissima piovosità al Cerreto, dove nella giornata odierna sono già caduti 82.0 mm e, dall’inizio dell’evento tuttora in corso ben 225.8 mm. A Castelnovo ne' Monti 24.8 i mm di pioggia caduta. Le temperature sono alte e di neve non se ne vede, se non oltre i 1700 metri. In pratica è calato su tutto il nostro comprensorio un manto d’acqua di diversi centimetri che, per defluire, si è incanalato come possibile. Molto pericoloso il transito nelle gallerie della SS 63, in particolare alla galleria de La Croce, dove l’acqua da stamane correva lungo la corsia di marcia e, scendendo verso Reggio, si depositava pericolosamente nell’avvallamento all’uscita della galleria.

In Enza e Secchia, a Vetto e a Gatta si registra oltre un metro d’acqua nel letto dei fiumi. E mentre nella vicina Liguria sono già oltre 200 gli sfollati e 100 le frane, il proseguire anche per domani di piogge diffuse ha fatto sì che la Protezione civile abbia esteso la fase di attenzione per criticità idraulica e idrogeologica fino alle ore 12 di lunedì 20. L'Agenzia regionale di Protezione civile segnala la presenza di diversi dissesti nel territorio e, in stretto raccordo con Arpa (Agenzia regionale per la prevenzione e l'ambiente dell'Emilia-Romagna), Servizi tecnici di bacino ed Aipo (Agenzia interregionale fiume Po) ha già attivato un presidio continuativo dei fiumi interessati. Diverse squadre di volontari pronte a intervenire al fianco dei servizi tecnici e dei Comuni maggiormente a rischio. La Protezione civile nei prossimi giorni seguirà costantemente l'evoluzione del fenomeno. In particolare, sono diversi gli smottamenti che si sono riavviati in queste ore. Chi avesse segnalazioni da fare potrà darcene notizia e le comunicheremo.  (G.A.)

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Aggiornamento

La strada che collega le provinciali 9 e 108, la Gatta-Pianello, è di nuovo intransitabile. Poco fa è stata diramata comunicata l'ordinanza emessa dal sindaco di Villa Minozzo, Luigi Fiocchi, che inibisce il passaggio delle auto fino alle ore 12 di lunedì 20 gennaio p.v. La causa sono appunto le piogge in corso.

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Aggiornamento 19 gennaio 2014 ore 18

Alessia Magnani ci scrive: "Questa è la situazione del fiume Secchia ripresa alle ore 15,30 di oggi, in località ponte Secchia, strada provinciale 18 Busana-Ligonchio". Alessia - che ringraziamo - allega anche alcune immagini, che proponiamo nella fotogallery in calce.

Da registrare, oggi, a proposito del Secchia, anche una comunicazione della Regione Emilia-Romagna, diffusa questo pomeriggio: "L’Aipo, autorità competente per la gestione idraulica dei corsi d’acqua, sta intervenendo per far fronte alla situazione critica verificatasi la notte scorsa a causa della rottura dell’argine destro del fiume Secchia in provincia di Modena, nel Comune di Bastiglia. I lavori per la riparazione della rottura dell’argine si protrarranno per le prossime ore e nel più breve tempo possibile, considerando l’evolversi della situazione vista la previsione di piogge per tutta la giornata.

L’intervento è stato condiviso dal presidente della Regione Vasco Errani, questa mattina sul territorio con l’assessore alla protezione civile Paola Gazzolo, il presidente della Provincia di Modena Sabattini, il prefetto della città Michele De Luca, i Vigili del fuoco e le strutture tecniche competenti. Si è resa necessaria l’evacuazione di alcune centinaia di persone e della popolazione di Bastiglia e di Sorbara, frazione di Bomporto. D’intesa con la prefettura è stato attivato il controllo da parte di tutte le forze dell’ordine per la vigilanza delle abitazioni degli sfollati per evitare atti di sciacallaggio.

Gli enti locali stanno coordinando azioni per ridurre l’impatto degli allagamenti e le operazioni di assistenza alla popolazione, proponendo agli sfollati soluzioni abitative di emergenza. L’Agenzia di protezione civile ha attivato a tale scopo volontari e ha messo  a disposizione mezzi dei coordinamenti del volontariato per il trasferimento delle famiglie evacuate. Rispetto alla situazione generale di criticità degli altri argini del Secchia, Panaro e gli altri fiumi della regione è stato rafforzato il monitoraggio.

Il Cor, Centro operativo regionale di protezione civile, che da venerdì sera ha il controllo della situazione, resterà attivo almeno fino a domani mattina in costante raccordo con il Dipartimento nazionale di protezione civile. Sul territorio sono attivi il Cup, Centro unificato di protezione civile di Marzaglia, e il Centro operativo comunale di Bastiglia.

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Aggiornamento 19 gennaio 2014 ore 18,30

Per la grande piovosità in corso sono state accese 14 idrovore dalla notte, con 20 persone al lavoro. Il Consorzio di Bonifica dell’Emilia Centrale arriva ad allontanare sino a 360 milioni di litri d’acqua all’ora. Complice l’innalzamento di Secchia ed Enza. Troppo caldo e, anziché la neve, l’acqua scende a valle. Accese altre idrovore in serata: le previsioni meteo non sono buone.

Dieci idrovore accese nella notte nel comprensorio di bonifica dell’Emilia Centrale. E’ fortissima la piovosità in corso anche da oltre 24 ore in diverse zone delle province di Reggio, Modena e Parma. Al Cerreto, ad esempio, da inizio evento ad ora sono caduti ben 271 mm di pioggia, 66 a Castelnovo ne' Monti, 38 a Reggio Emilia. In poche ore, per altro, in diverse zone si è assistito a rovesci temporaleschi anche sulle zone di pianura tra Modena e Reggio, facendo registrare piogge nell'ordine di 40–50 millimetri in poche ore. La piovosità dell’Appennino ha contribuito a generare le piene di Enza e di Secchia, quella di pianura a riempire i canali di scolo “di un vastissimo comprensorio – spiega Marino Zani, presidente dell’ente consortile – che è al di sotto del livello degli argini e necessita del lavoro dell’uomo per potere restare al sicuro. Purtroppo la mancanza di freddo e di neve sta causando questa vastissima discesa dell’acqua a valle contribuendo a ingrossare fiumi e canali. L’acqua di pianura solo con idrovore e persone possiamo allontanarla. Ringrazio tutto il personale che, a partire dalla notte di sabato, si è attivato”.

Sono una ventina le persone al lavoro in queste ore. “Infatti – entra nel dettaglio Domenico Turazza, direttore del Consorzio - gli effetti sulla rete scolante dei canali consortili sono stati immediatamente percepiti ed è stato necessario attivare due idrovore al Torrione a Gualtieri e ben otto pompe a S. Siro, in Comune di San Benedetto Po. In serata si sono accese anche due a Mondine (Moglia) e due a Boretto. Questo perché continua a piovere e le previsioni non promettono nulla di buono: in vista della notte dobbiamo allontanare più acqua possibile. Complessivamente il volume sollevato corrisponde all'incirca a 150 metri cubi al secondo; ogni ora allontaniamo 540 milioni di litri d’acqua dal comprensorio” .

Il personale della bonifica è all’opera presso la sede di Reggio Emilia - dove ha sede la centrale operativa del telecontrollo - e presso i principali nodi idraulici, dove si sta seguendo l'evolversi della piena dalla prime ore di questa mattina e, in alcuni casi, dalla notte appena trascorsa”. Solidarietà al limitrofo comprensorio del Consorzio di Bonifica del Burana, in queste ore gravemente colpito dalla rottura dell’argine destro del Secchia che ha causato inondazione a Modena e Bastiglia.  Al momento non si registrano danni o allagamenti all'interno del comprensorio del Consorzio di Bonifica dell’Emilia Centrale.

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8 Commenti

  1. Una delle tante motivazioni che rendevano utile la realizzazione della diga di Vetto era quella di mettere in totale sicurezza la Valle dell’Enza; il progetto della diga prevedeva che lo sbarramento fosse in grado di far fronte alla cosidetta Piena Millenaria; l’invaso a quota di massimo regime sarebbe stato in grado di trattenere ulteriori 30 milioni di metri cubi d’acqua, equivalenti alla portata di questa piena, che si presume succeda ogni mille anni. Scopo della diga è proprio quello di trattenere le acque nei periodi di abbondanza e restituirla a valle nei periodi di secca. Con la diga di Vetto, a valle e in particolare a Sorbolo, cesserebbe definitivamente il rischio di esondazione; ma chi sa dire solo di no a tutto preferisce fare paragoni tra Vetto e il Vajont, ben sapendo che a Vetto non potrà mai esserci questo pericolo, non c’è nessun monte Toc di 2000 mt a picco sul lago, ci sono solo dolci rilievi e si preferisce continuare lo spreco di questo bene, prezioso come l’oro, e usare le acque del Po per irrigare i prodotti agroalimentari di Reggio Emilia e rendere l’agricoltura della bassa molto simile all’agricoltura della terra dei fuochi.

    (Lino Franzini, presidente del Comitato diga di Vetto)

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    • Non esiste solo il rischio del monte Toc, gli argini dove dovrebbe poggiare il manufatto, reggono? C’è stata un’altra diga (Frejus) in Francia che ha procurato notevoli danni e più di 400 morti. Forse sarebbe meglio curare il territorio e perseguire gli scempi che si perpetuano continuamente.

      (Francesco Sirianni)

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  2. L’Enza è uno dei fiumi con maggiore trasporto solido al mondo: mentre aspettavamo la piena millenaria, l’Enza avrebbe colmato in poche decine di anni l’invaso e così, nel momento del bisogno, tanti soldi spesi e nessuna delle promesse sarebbe stata mantenuta.

    (G)

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  3. I dolci rilievi sono molto franosi e a rischio sismico e per la sicurezza di Sorbolo sono state create le vasche di espansione a Montechiarugolo.

    (Fabrizio Cabassi)

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  4. Nel leggere certi commenti si comprende come si ignora la realtà delle cose; se il “Sig. G” si fosse minimamente informato o avesse letto lo studio di Impatto Ambientale, costato a noi italiani vari miliardi di vecchie lire, saprebbe esattamente quante centinaia di anni impiegherebbe l’Enza ad inertizzare l’invaso. A titolo informativo, quando si progetta un invaso quella dell’inertizzazione è una delle prime cose che devono essere definite; nessuno fa un invaso se in cento o duecento anni si riempie; ma la cosa che mi fa sorridere è che l’Enza è uno dei fiumi (è un torrente) con il maggior apporto di inerti a livello mondiale (sarebbe la miniera d’oro per i frantoi). L’Enza è un torrente che nasce dal monte Giovo e transita per il lago Paduli al Lagastrello; ma quali inerti può trasportare!; provi a pensarci, comunque sullo studio di Impatto Ambientale è riportata anche l’entità dell’apporto di materiale solido. A Vetto il problema dell’inertizzazione non esiste, come non esiste il cambiamento climatico, il pericolo Vajont o la sicurezza dei versanti, comunque i nuovi brevetti sugli scarichi di fondo delle nuove dighe consentono la fuoriuscita di parte degli inerti. A chi desidera informazioni certe, derivanti dal progetto esecutivo e non da ideologie contro tutto, sono lieto di darle e a parlare con tutti; ma la cosa importante fermiamo lo spreco delle acque.

    (Lino Franzini)

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  5. Ho percorso la SS 63 verso Reggio e rientro e, francamente, non ho visto nessun pericoloso accumulo di acqua.

    (F.N.)

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  6. Sono pienamente d’accordo con il Signor Franzini, che mi ha dimostrato anche di persona di essere estremamente informato su tutto ciò che riguarda il progetto della diga di Vetto ed anche sui relativi rischi. Conoscere e rispettare la natura non significa non fare nulla e restare passivi di fronte ai cambiamenti climatici. Questi sono stati accentuati anche dalla presenza dell’uomo, ma in qualche modo devono essere controllati, se vogliamo preservare il patrimonio urbanistico e culturale dei nostri territori e la diga di Vetto rappresenta una soluzione che va in questa direzione.

    (Luigi Costantini)

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  7. “Se vogliamo preservare il patrimonio urbanistico e culturale la diga di Vetto rappresenta una soluzione…”. In che modo una diga può preservare il patrimonio culturale di un luogo? Scusi, signor Costantini, ma mi sfugge il significato della sua affermazione, di solito questo tipo di costruzioni ha fini di risparmio energetico, non vedo come possa preservare la cultura dei luoghi.

    (MD)

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