“Vetto vuole andare con Castelnovo e non col crinale”

A proposito di fusioni di comuni, si inizia a parlare anche del futuro di Vetto. Sul tema interviene Sara Garofani, sindaco. A seguire Gianni Ferrari, coordinatore ex Pdl di Vetto.

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“Con sempre maggiore frequenza vedo apparire sugli organi di informazione, interventi provenienti da varie parti politiche o anche da semplici cittadini che esprimono le loro opinioni in merito al processo di fusione che si è avviato nei  quattro comuni dell'alto Appennino Reggiano.

Come sindaco del Comune di Vetto ritengo utile intervenire anche per chiarire la posizione del mio  comune  che spesso viene chiamato in causa da chi è contrario alla fusione dei quattro comuni dell'alto Appennino Reggiano, in modo particolare da cittadini del comune di Ramiseto e ancor più in particolare dal signor Lino Franzini  che vedrebbe  bene, in alternativa , una fusione tra i comuni dell'alta val d'Enza.

Personalmente credo che continuare a parlare di ciò che non esiste nella realtà, già da tempo, non aiuti nessuno e tanto meno i cittadini del comune di Ramiseto.

Perchè si continua a parlare di una fusione di Ramiseto con Vetto e Canossa (alta valle dell'Enza appunto)? I fatti son ben diversi: Canossa ha già deliberato di entrare a far parte dell'unione del distretto di Montecchio uscendo in modo definitivo  dall'ambito della futura unione Montana dell'Appennino Reggiano. Scelta condivisibile, perchè i cittadini e l'amministrazione  di quel comune, già da tempo,  si sono organizzati  per la gestione di importanti servizi con i  comuni del distretto di Montecchio e se il comune di Canossa in futuro  parlerà  di fusione certamente non prenderà  in considerazione Ramiseto ma piuttosto San Polo; del resto  basta percorrere la strada provinciale 513 tra Canossa e San Polo, ormai  è difficile percepire il confine  tra i due comuni.

Il comune di Vetto poi,  per una futura unione, guarda verso Castelnovo ne' Monti  e non verso Ramiseto. Questo senza nulla togliere al comune di Ramiseto che già da oltre 10 anni e giustamente fa parte dell'unione dell'Alto Appennino Reggiano ed è con quei comuni che ha creato e  consolidato servizi importanti per i   cittadini,  che la fusione certamente renderà  migliori e  ancora più efficienti. I cittadini  di Vetto  già ora e naturalmente  vanno  verso Castelnovo né Monti  per tutti  quei servizi    che non sono presenti sul territorio del comune di Vetto anzi ci sono  frazioni che  per ragioni di vicinanza e di comodità vanno  verso Castelnovo né Monti  molto più spesso di quanto non vanno verso Vetto.

Credo poi che sia privo di visione politico amministrativa chi sostiene che i quattro comuni del crinale conteranno meno se si fonderanno in unico comune; caso mai sarà il contrario, anche perché sarà  la nuova unione  montana dell’Appennino Reggiano, che insedierà i propri organi entro il 31 marzo 2014 e  di cui faranno parte tutti i 10 comuni del distretto di Castelnovo Né Monti, che rappresenterà a pieno i problemi e le aspettative del territorio e non i singoli comuni  e il confronto   a livello provinciale sarà  non più  tra i  singoli comuni ma tra le unioni che in gran parte sono già costituite.

All’interno delle singole unioni è auspicabile che ove ci sono le condizioni e dopo consultazione popolare si proceda alle fusioni di comuni che nulla tolgono ai cittadini in termini di servizi ma molto invece possono fare in termini di razionalizzazione e risparmio di risorse economiche .

Inoltre   i contributi economici che la Regione e lo Stato daranno agli enti locali saranno maggiori   per quei comuni che intraprenderanno processi di fusione e le risorse che sono già state deliberate dalla Regione Emilia Romagna a favore della fusione dei quattro comuni del crinale sono risorse importantissime che garantiranno a quei territori i servizi per i  prossimi 10 anni.

Sara Garofani

(Sindaco di Vetto)

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Il dissenso di Ferrari

Leggiamo della proposta del sindaco Sara Garofani della “Fusione di Vetto con Castelnovo Monti, più vicino rispetto all’ipotesi di una Unione dell’Alta Val d’Enza con Canossa e Ramiseto”. Il sindaco scrive che “Il Comune di Vetto, per una futura Unione, guarda verso Castelnovo Monti e non verso Ramiseto, che da oltre dieci anni fa parte dell’Unione dell’Alto Appennino Reggiano”.

Bisognerebbe innanzitutto chiedersi se sia maturo il tempo per parlare di “fusione” per il Comune di Vetto, visto che in questo modo verrebbe inevitabilmente a perdere ogni sua identità. E’ vero che oggi si percorrono tutte le strade per ridurre i costi della Pubblica Amministrazione, ma occorre anche evitare che l’impulsività porti a compiere scelte avventate e inopportune, come più volte è successo.

Questa è del resto una materia molto delicata, che richiede di raffrontare col molto realismo e ponderatezza le rispettive ragioni, e in proposito assistiamo al dibattito in corso sulla fusione dei quattro Comuni del Crinale (Busana, Collagna, Ligonchio e Ramiseto, fino ad oggi organizzati in Unione). Un dibattito che assume talora toni abbastanza accesi, come del resto è stato per Toano e Villaminozzo, il che deve stupire vista la portata dell’argomento.

A fronte di ciò, la seconda domanda che viene spontanea è perché mai proprio il sindaco Sara Garofani non abbia avviato durante tutti questi anni, in veste di presidente della Comunità Montana, il necessario confronto su questa importante tematica. Se per caso questo fosse avvenuto a nostra insaputa, resta comunque il fatto che poco o nulla è trapelato fuori dalle “stanze del potere”, mentre i cittadini dovrebbero conoscere le varie posizioni e motivazioni, così da farsi una propria idea al riguardo, anche nella previsione di essere chiamati a pronunciarsi tramite un referendum sul destino del proprio territorio (come appunto è avvenuto per Toano e Villaminozzo).

Ma c’è un terzo aspetto che non può essere sottaciuto. Se il sindaco Sara Garofani afferma ora che Vetto guarda a Castelnovo Monti dovrebbe spiegarci perché mai due anni orsono ha invece optato per l’aggregazione delle scuole vettesi all’Istituto comprensivo di Busana (anziché andare con Castelnovo Monti, come a molti sembrava più logico e naturale).

La scelta di allora appare difatti in forte e palese contraddizione con le attuali dichiarazioni di Sara Garofani, mentre noi ci aspetteremmo dai nostri governanti locali un minimo di coerenza, non fosse altro perché in questo campo ogni passaggio è obbligatoriamente figlio del precedente, altrimenti si genera parecchia confusione. Ma forse il tutto nasce più semplicemente dalla incapacità ad aver saputo delineare e predisporre il futuro istituzionale della nostra montagna, il che sarebbe peraltro abbastanza grave visto il tempo che hanno avuto a disposizione da quando si è cominciato a parlare del riordino delle Comunità Montane.

(Giovanni Ferrari)

 

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13 Commenti

  1. Auguri.

    (Roberto Colombari)

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  2. Il comunicato del sindaco di Vetto è molto chiaro e non lascia spazio ad altre interpretazioni. Rispetto alle precedenti ipotesi di fusione di Ramiseto con Vetto va detto che “le parole sono pietre” e non è stato corretto proporre ai cittadini tesi che non avevano riscontri reali.

    (EB)

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  3. Il fatto che le scuole siano aggregate con Busana non è un parametro correlato ad eventuali fusioni/unioni. Le logiche scolastiche utilizzano altri parametri quali, ad esempio, il numero degli alunni o l’organico degli insegnanti e fanno capo ad un CSA (ex Provveditorato agli studi) provinciale; non sono decisioni che prende il Sindaco (di qualsiasi comune) in modo singolo e autonomo. Se qualcuno conosce normative diverse lo faccia presente.

    (MD)

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  4. La fusione è un atto che toglie ai Comuni del crinale dell’appennino reggiano l’unica vera istituzione rimasta vicino ai propri cittadini; tolti i Comuni a questi territori non resta nulla; si propone la fusione e ci si lava le mani come fece Ponzio Pilato tempo fa. La fusione dei Comuni del crinale non porta nulla, non aumenta certo il potere politico della montagna e non porta benefici economici che la giustificano; toglie soltanto i legali rappresentanti della montagna nei futuri Consigli provinciali; per il potere è certamente più semplice avere a che fare con un solo sindaco che dover trattare con quattro. Spesso per tanti cittadini è preferibile credere a una cosa non vera che soffermarsi un attimo a valutare e a pensare alla verità delle cose e in buona fede si accetta ciò che viene proposto da chi sta al potere. Le fusioni devono essere fatte a valle, dove dal dopoguerra ad oggi sono state fatte strade, ferrovie, varianti, lavoro e servizi di ogni genere, non in un territorio dissestato e disagiato come quello montano; se si vogliono tagliare i costi si parta dalle Province, dalle Regioni e dai costi della politica e non dai poveri e disagiati Comuni montani. Rispondendo al signor Sindaco di Vetto, ci tenevo a dirLe che sui Comuni montani mi sembrava più logico proporre fusioni tra Vetto e Ramiseto, Busana e Collagna e Villa con Toano solo per la geografia delle Valli; ma ribadendo sempre: cittadini condividendo e permettendo e facendo i referendum prima di firmare qualsiasi iter di fusione e non viceversa. Ma sul crinale si è preferito prima firmare l’iter di fusione e ora avviare una campagna pubblicitaria con tutti i mezzi possibili a favore della fusione prima di arrivare al referendum. Mi auguro solo che i cittadini del crinale tengano almeno un po’ al proprio Comune e alla propria identità e valutino attentamente cosa rischiano di perdere con la fusione; al limite, ora si vada in Unione con Castelnovo come sta facendo Vetto, e tra qualche anno si decida il da farsi; perchè fondersi prima e poi andare in Unione con Castelnovo dopo?, per fare un favore a chi!?

    (Lino Franzini)

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    • Forza, signor Franzini, visto che ci sono le elezioni si candidi per vedere se le sue idee pro-diga di Vetto e anti fusioni, sia del crinale che Vetto-Castelnovo, hanno seguaci. Il momento è quello giusto, si metta in gioco sennò sono solo parole buttate al vento.

      (Bennassi)

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    • Infatti i cittadini di Ramiseto vorrebbero sapere quali sono le intenzioni di Franzini circa la sua eventuale candidatura. Le idee sono state ampiamente espresse e su quelle non ci sono dubbi.

      (EB)

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  5. In democrazia il buon senso consiglia che se Vetto vuole andare con Castelnovo bisognerà dare la parola ai cittadini attraverso un referendum. I sindaci non sono dei podestà.

    (D.F.)

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  6. Signora Garofani, credo che in questo articolo Lei debba dichiarare di esprimere un punto di vista personale e non un parere pubblico, dato il fatto che, ancora, mi risulta che nessun referendum sia stato attuato per ottenere il responso sul tema della popolazione vettese. Si ricorda a Lei e agli altri amministratori locali che sono stati eletti proprio per essere loro stessi i promotori di idee che facciano fruttare le risorse dei loro territori, non subordinando le aspettative degli elettori; proprio da queste idee dovrebbero nascere affiliazioni politiche, burocratiche, di semplificazione logistica o gestionale o eventualmente negarle e non viceversa, considerando però che per idee non ci si riduce a parlare semplicemente di miglioramenti di servizi, che spesso non sono percettibili o talvolta si trasformano in peggioramenti. L’iter procedurale deve concretizzarsi partendo da un progetto vero da cui scaturiscono obiettivi comuni e unioni politiche di forze e di intenti, finalizzati al raggiungimento dei medesimi. Oggi assistiamo invece, al contrario: a sterili unioni e fusioni che trasformano le diversità di ogni territorio da ricchezze a ostacolo per la gestione. Queste improduttive affiliazioni, spacciate per grandissime opportunità o rinvigorenti iniziative, nascondono invece l’infelice scelta di accomunare politicamente ciò che madre natura ha creato diverso e snaturare ed appiattire tutto quello che i nostri avi avevano concretizzato. L’unica conseguenza di questa scelta sarà l’arresto totale di qualunque progresso.

    (Isabella Vaccari)

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  7. Il dibattito sulla fusione è molto acceso, il motivo è molto semplice e cioè il futuro non si può prevedere, quindi favorevoli e contrari dibattono non su quello che realmente accadrà ma su quello che ipotizzano che accada in termini positivi o negativi. Questa differenza è molto sottile e il semplice cittadino a volte non è in grado di percepirla, per cui valutiamo bene quello ci propongono gli amministratori attuali e soprattutto chi aspira a divenirlo. Alcuni dati di fatto ci sono, certo, come l’aspetto economico e quello amministrativo, ma non sono sufficienti per dare una risposta univoca e sicura sul futuro dei nostri territori. Una cosa mi sembra però lampante: siamo in una fase stagnante nella nostra montagna e qualcosa chi amministra dovrà pur proporla.

    (Michela)

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  8. Chi è stato a portare la montagna nella situazione stagnante in cui questi territori si trovano? E per quale motivo si trovano in queste situazioni? Come poteva svilupparsi un territorio montano con tante possibilità senza neppure una viabilità veloce verso la pianura, l’autostrada o la ferrovia? E ora, stando a quanto dice la signora Michela, gli amministratori (diciamo i partiti) che hanno ridotto la montagna nella situazione attuale dovrebbero fare delle proposte, a fine mandato? Quali: quella di chiudere i comuni montani? Ma qualcuno crede che questa sia la soluzione? Molto corretto mi sembra il discorso della Vaccari; servono progetti veri e non proposte scaricabarile tanto per prendere tempo.

    (Francesca)

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    • Affermare che lo sviluppo di un territorio dipende esclusivamente dalle vie di comunicazione è un idea molto soggettiva e opinabile. La colpa della crisi della montagna non è solo del sistema politico, ma di un insieme di fattori, tra cui non va tralasciata la responsabilità personale del singolo individuo: fallimenti e successi ci sono tanto in montagna come in pianura. Inoltre se Lei è in grado di proporre “progetti veri” li renda espliciti o si candidi direttamente, così avrà di modo di renderli noti.

      (Michela)

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  9. Con grande rammarico leggo che per migliorare un territorio c’è ancora qualcuno che pensa che la viabilità non sia importante. Signora Michela, ma Lei, per andare a fare la spesa, passa attraverso il bosco o utilizza una strada? Se la risposta è la seconda, come tutti ci aspettiamo che sia, è immediato comprendere quanto può dare a una zona una buona transitabilità. Si pensi, dopo avere detto ciò, a quanto possono essere utili strade, ferrovie, aree di atterraggio per elisoccorso, autostrade, aeroporti e gallerie e ogni altra possibilità che crea comunicazione e mobilità. E alle attività, crede davvero che una ottima viabilità non serva? Su queste cose si fonda ancora la nostra civiltà e il nostro progresso e sarà così fino a quando non esisterà il teletrasporto. Ci rifletta.

    (LD)

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  10. Se Ramiseto si fosse fuso a Vetto e Canossa, come proposto in autunno, avrebbe comunque perso il Municipio o sbaglio? Mi sembra che si accentui la negatività della fusione perché si considerano Busana, Collagna e Ligonchio inferiori a Ramiseto. Io ammetto la mia ignoranza e non capisco il perché, anzi mi pare che tra tutti ultimamente Ligonchio con l’atelier delle acque e l’avvio di una grossa struttura ricettivo-alberghiera abbia guadagnato dei punti rispetto agli altri. La viabilità è da migliorare ovunque, ma non è solo spostandosi che si aumenta il reddito.

    (Gc)

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