Poiatica: sì al 6° lotto. La sfida, ora, si gioca sulla chiusura definitiva

 

Sesto lotto sì. Ampliamento futuro da bloccare. La discarica di Poiatica sarà attiva almeno sino al 2020. Facciamo il punto sul cumulo immane di rifiuti che incombe all’ingresso della valle dei gessi triassici, del Parco nazionale e nel cuore dell’Appennino.

Mercoledì scorso la Regione Emilia-Romagna ha approvato (ma non ancora pubblicata) la delibera per il Piano regionale per la gestione dei rifiuti. Ne escono delusi già con alcune dichiarazioni pubbliche i comitati “Ecologicamente” (Toano) e “Fermare la discarica” (Carpineti) che, nei giorni scorsi, avevano consegnato al governatore Vasco Errani le 1000 firme raccolte per la chiusura della struttura che, di fatto, è uno dei principali depositi di rifiuti in Emilia. I membri dei Comitati, per altro, nei giorni scorsi avevano avuto diversi incontro con l’assessore provinciale Mirko Tutino, i candidati sindaci di Carpineti e Castelnovo, i consiglieri regionali. In ognuno di questi si era discusso di proposte controproposte al Piano regionale che, nel mentre, in quelle ore faceva il suo corso in Regione, dopo che l’approvazione era slittata da fine dicembre a fine gennaio. Scopriamo ora cosa è accaduto e quale è la situazione attuale.

 

LA SCELTA REGIONALE

Cosa si è deciso a livello regionale? A monte occorre ricordare che la proposta reggiana era di andare oltre l’ambito provinciale per sfociare in un ambito regionale di gestione rifiuti. Cosa che, per altro, agevolerebbe ipoteticamente la nostra realtà che in fatto di rifiuti ha già “dato” molto, in termini ambientali. Reggio ha così condiviso gli obbiettivi del programma regionale che prevede:

a)    riduzione produzione rifiuti regionali del 25% che dovrebbero passare su scala regionale da 3.000.000 di ton a 2.400.000 T. Per Reggio questo significherebbe una diminuzione dagli attuali 135.500 a 115.047 nel 2017 e  89.900 nel 2020

b)    aumento della raccolta differenziata al 70% (la differenziata arriverebbe a 1.700.000 T)

c)    autosufficienza dell’ambito regionale mediante utilizzo degli impianti esistenti (per 700.000 T)

d)    no alla realizzazione di nuovi impianti

e)    no all’arrivo di rifiuti da fuori regione. Adeguamento degli impianti in essere solo allo smaltimento dei rifiuti regionali, evitando così il rischio che l’allegato alla finanziaria prevedendo una rete nazionale di termovalorizzatori ci potrebbe metterebbe nelle condizioni di dovere smaltire in discarica ed incenerire rifiuti di altri

f)     chiusura di tutte le discariche entro il 2020 tranne Finale Emilia, Imola, Ravenna. Chiusura di Poiatica entro il 2020

g)    al 2020 riduzione di tutta l’impiantistica per il trattamento dei rifiuti: al 2020 presenza di 6 termovalorizzatori (Piacenza, Parma, Modena, Ferrara, Granarolo nell’Emilia, Forlì, Coriano di Rimini) contro gli attuali 9; in alcuni di questi si ridurrà l’autorizzazione per lo smaltimento dei rifiuti. Realizzazione di Tmb a Parma, Reggio Emilia e Ravenna.

LA SITUAZIONE ATTUALE

La situazione, ad oggi, è la seguente:

a)    discarica di Novellara disponibilità per 260.000 mc di volume residuo autorizzato

b)    Carpineti/Poiatica disponibilità per 80.000 mc

c)    realizzazione del Tmb di Gavassa prevista per la metà del 2016

BOCCIATA LA PROPOSTA REGGIANA, POIATICA RIMANE. AVANTI CON TMB E DIFFERENZIATA SPINTA

Perché non si è giunti alla chiusura di Poiatica? I piani all’epoca provinciali dei rifiuti, prevedevano l’autogestione dei rifiuti appunto su scala provinciale. Quindi la costruzione di impianti di combustione o, in alternativa, Tmb. Gli impianti di combustione (termovalorizzatore, come quello di Parma), hanno rese altissime e costi di ammortamento altrettanto elevati che non potevano essere sostenuti da ogni provincia. Fu in quest’ottica che si giunse alla gestione condivisa dei rifiuti in ambito regionale, con un criterio di prossimità di gestione degli stessi.

Ricordiamo che la provincia di Reggio aveva già deciso e attuato la chiusura dell'inceneritore di Cavazzoli (40.000 T annue), non più a norma. Si giunse così alla decisione di avviare il recupero di materiale, attraverso raccolta differenziata spinta e la realizzazione del Tmb (trattamento meccanico-biologico, a freddo) di Gavassa:

a)    come noto, la realizzazione del Tmb non è ancora avvenuta, anzi è stata ritardata al 2016 (più verosimilmente 2017). Presumibilmente per la multiutility Iren – nel mentre gravata da problematiche finanziarie sopravvenute durante i riassetti societari – risulterebbe assai più conveniente l’incenerimento (fonte di introiti e, in aggiunta, di vendita di energia prodotta)

b)    la differenziata è stata una scelta ambientale per la responsabilizzazione dei cittadini con l’introduzione di sistemi di raccolta differenziata domiciliare. Anche se, va detto, questo sistema è ancora in divenire per la nostra zona montana e i centri storici di grandi città e paesi. Una scelta, altresì, comporterà già da quest’anno un aumento tariffario del 6% (strano ma vero la differenziata ha un costo più alto della raccolta in cassonetto indifferenziata).

Nel piano d’ambito il 6° lotto di Poiatica era già previsto per recepire il biostabilizzato del Tmb che, appunto, non è ancora stato realizzato. Ora, sino all’entrata in funzione del Tmb e alla riduzione dei rifiuti con la differenziata, rimane il problema di dove mettere i rifiuti prodotti per i prossimi anni. Premesso che, in regione, la proposta reggiana di tenere conto del contributo dato in tal senso negli anni passati ed oggi (discariche) e di destinare i rifiuti fuori provincia non è passata, con la decisione del Piano regionale di gestione dei  rifiuti i materiali che saranno prodotti saranno destinati ad esaurire la discarica di Novellara e a riempire il 5° lotto lotto di Poiatica e, parzialmente, anche 6° lotto. Successivamente nel 6° lotto dovrebbe giungere solo il biostabilizzato.

 

IL FUTURO PER REGGIO

Per Reggio, dopo l'intervento (che pare conclusivo) della mediazione tra Regione con Provincia e comuni la delibera regionale licenziata, in definitiva, cosa prevede? Premesso che dovrà essere approvata dal Consiglio regionale (che potrà richiedere emendamenti) essa prevede:

a)    utilizzo efficiente delle volumetrie ancora disponibili a Poiatica e Novellara al fine di ultimare nel 2016 l'impianto del Tmb. Anche in considerazione del fatto che conferire i rifiuti in discarica costa circa 75 euro a T mentre conferirli all’inceneritore di Parma costerebbe circa 146 euro a T: significherebbe un aumento ulteriore nella bolletta dei cittadini e delle imprese notevole oltre al 6% già previsto nell’adeguamento definito dall’ambito territoriale provinciale

b)    realizzazione del Tmb entro la seconda metà del 2016 (col rischio di scivolare nel 2017)

c)    realizzazione del 6° lotto di Poiatica suddiviso in due sublotti di 260.000 mc ciascuno. Il primo da utilizzare al termine della discarica di Novellara finalizzata ad ospitare la quota parte di rifiuti speciali prodotti nella provincia di Reggio e disponibile per coprire eventuali ritardi nella messa a regime del Tmb, il secondo lotto di cui si prevede la autorizzazione solo a seguito di una effettiva necessità.

Contrariamente alle informazioni circolate nei giorni scorsi, questo 6° lotto risulterebbe essere l’ultimo e definitivo per Poiatica. E’ chiaro che nel 2020 Reggio non avrebbe più discariche né inceneritori ed effettuerebbe solo il recupero spinto di materia attraverso il Tmb: il biostabilizzato reggiano sarebbe destinato ad altri impianti extraprovinciali?

ULTERIORI DOMANDE E PREOCCUPAZIONI

Cosa rimane di incerto?

a)    sicuramente il controllo su che tipo di rifiuto arriverà a Poiatica: il malessere espresso da Comitati e sacerdoti deriva anche da questo aspetto

b)    in quale modo si può avviare una gestione trasparente, partecipata con rilevazioni costanti e verificabili dei dati da parte della cittadinanza

c)    studio sanitario sistemico nella popolazione dell’area pur a fronte di dati “non statisticamente significativi” (ma la popolazione locale è quella che è e, certo, ha pari diritti di sicurezza rispetto a chi vive in metropoli ed è “statisticamente significativo”)

d)    certezza sui tempi di realizzazione del Tmb a Gavassa da parte di Iren

e)    chiarezza sui limiti che dovranno essere posti sui terreni già di proprietà Iren e Monte Querce limitrofi all’attuale discarica. Infatti, occorrerebbe chiarire da subito in quale modo si potrà dare sin da ora il segnale di un blocco totale di qualunque ulteriore progetto su Monte Querce (che i Comitati temono configurarsi come un 7° lotto). La Regione, in tal senso, si sarebbe resa disponibile: una volontà che andrebbe siglata nero su bianco quanto prima e che potrebbe diventare il principale obiettivo dei Comitati e dei referenti regionali reggiani a partire da oggi.

Intanto, il 22 febbraio i Comitati hanno convocato un’assemblea pubblica al Bar Vezzosi di Colombaia alle 14,30 per fare il punto della situazione. (G. A.)

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6 Commenti

  1. Io credo che chi ha mandato le osservazioni nel 2013 su quello che voleva da Poiatica ed ha amministrato il territorio e la discarica dovrebbe venire il 22 febbraio a spiegare alla gente che futuro le aspetta e guardare dritto negli occhi queste famiglie. Forse a loro, dalla stessa cittadinanza, verrebbero poste domande interessanti. O adesso è solo responsabilità della Regione se dovremo subire non solo un ampliamento, ma addiirittura un impianto preselettore, pare, e tante belle ceneri volatili? Qualcuno forse dovrebbe metterci la faccia, anzichè barricarsi nelle sedi, o ce la mettono solo i Comitati, i parroci e i Sindaci dell’altro versante? Generazioni di sacrifici finite in una discarica senza fine, quanta pena provo, e non per noi che ci abitiamo. Prendo atto che una multiutility conta più della volontà di ormai migliaia di persone, questo però in propaganda elettorale si dimentica di dirlo. Tuttavia noi non lo dimentichiamo.

    (Valentina)

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  2. Io non lo dimenticherò mai chi ha permesso che si arrivasse al 6° lotto di Poiatica, chi ha gestito tutto ciò che ruota attorno alla discarica volutamente senza alcuna trasparenza ed informazione verso i cittadini, non dimentico chi anche ora non si vuole confrontare a viso aperto con l’opinione dei cittadini di Carpineti, che hanno con tutta evidenza mal riposto nella propria amministrazione la tutela della propria salute e dell’ambiente. Grazie invece a Don Raimondo e a Don Villiam Neviani, al sindaco di Toano Lombardi, al sindaco di Villa Minozzo Fiocchi che hanno levato la loro voce fuori dal coro e incoraggiato i due comitati a non arrendersi nella loro lotta per la chiusura di Poiatica.

    (Chiara)

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  3. Io non dimenticherò mai che quando ho capito che la discarica di Poiatica avrebbe distrutto tutti i miei modesti sogni e la mia vita e ho incominciato a chiedere spiegazioni mi è stato detto che non facevo il bene del paese, che dovevo stare tranquilla perché con le osservazioni presentate si poteva stare tranquilli. A chi parlai delle mie paure mi chiese quali interessi politici avessi. Ora spero sia chiaro che i miei interessi erano fermare le ceneri, i rifiuti da tutta la regione, la morte della valle…

    (Germana)

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  4. È avvilente che chi ci amministra non abbia ancora colto il grido disperato di chi non può più sopportare di vedere la propria terra così martoriata. Che cosa dobbiamo fare ancora? Alla prospettiva di un altro lotto e scorie degli inceneritori che cosa dobbiamo fare ancora? Non voglio pensare che non ci sia rimasto altro che andarcene, mentre nei palazzi giocano a Risiko con la nostra vita. Del resto che cosa siamo per loro se non una manciata di mosche, irrilevanti a fini statistici ed elettorali, povere mosche ormai prese nella trappola? Prego tutti i miei concittadini di scendere in campo sempre più numerosi, a partire dal 22 febbraio a Colombaia, all’assemblea organizzata dai comitati. La partecipazione è l’unica arma che ci è rimasta.

    (Silvia)

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  5. Non ho più parole, il dio soldo che annebbia le menti di alcuni fa rovinare i nostri bellissimi posti e avvelenare le nostre genti. E’ ora che dalle elementari, invece di preoccuparci di insegnare ai nostri figli inglese e informatica, si insegni educazione ambientale, raccolta differenziata, ecc., ma seriamente! Si cresce con quello di cui ci si nutre, le nuove generazioni sono apposta inculcate al consumismo e basta! La direzione giusta è opposta, verso rifiuti zero.

    (Arrabbiato)

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  6. Purtroppo tutto sta andando secondo copione e il bello è che ci prendono anche in giro. Quelli chi fino a ieri hanno contribuito a preparare i giochi per far andare le cose in questo senso ora se ne tirano fuori e sembrano persino contrari alle scelte effettuate, mi riferisco a Provincia e rappresentanze locali, ma cosa volete mai, tra poco si vota… bisogna cercare di salvare capra e cavoli; ed allora avanti col solito gioco della politica, trasferire continuamente le responsabilità a qualcun altro e come vedete funziona sempre. Adesso è la Regione che decide, Comuni e Provincia, poverini, non contano più niente, ma quando contavano cos’hanno fatto? Ad onor del vero va detto comunque che la colpa non è stata tutta loro; sono stati confortati dal menefreghismo di tanta gente che ha fatto e continua a far finta che il problema della discarica non esista e purtroppo, in democrazia, il menefreghismo di tanti può avere il sopravvento e vincere sulle ragioni di pochi. Questo i nostri politici lo sanno bene e ne fanno un ottimo utilizzo.

    (Antonio Manini)

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