…ed erano tantissimi i suoi Alpini per l’ultimo saluto

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C’erano rappresentanti dei vari gruppi Alpini di varie regioni d’Italia per celebrare l’amico “andato avanti”, come sono soliti dire gli alpini dei compagni che muoiono.

Erano presenti tutte le Sezioni dell’Emilia Romagna, diverse altre dal Veneto, dalla Lombardia, dal Piemonte. In tutto 80 gruppi provenienti da quasi tutto il nord Italia.

C’era anche il labaro della Fondazione “don Gnocchi” con la quale Schenetti collaborava. Un afflusso imponente solo in piccola parte contenuto dalla chiesa di San Cassiano. La messa è stata celebrata da don Umberto Iotti, mentre l’orazione funebre è stata proferita da Ivo Castellani, già presidente degli Alpini reggiani prima di Schenetti, ed amico di una vita.

Castellani ha ricordato come quello degli alpini sia un universo complesso, ma tenuto insieme da un fortissimo senso di solidarietà. Solidarietà tra gli Alpini stessi, ma anche nei confronti di chi ha subito una calamità, fino alla recente alluvione del Secchia.

La figura ed il lavoro svolto in questi anni da Schenetti è stata ricordata anche dal vice presidente vicario nazionale degli alpini Adriano Crugnola.

Tanta commozione era percepibile tra i presenti, ed anche un senso di incredulità per una scomparsa assolutamente imprevista: Schenetti si era sentito male una decina di giorni fa, proprio a conclusione dell’assemblea dell’Ana che gli aveva riconfermato il mandato presidenziale. E’ poi stato ricoverato per diversi giorni al reparto di Medicina dell’Ospedale di Sassuolo, fino ad un improvviso peggioramento nella giornata domenica, e il decesso nella notte.

Emilio Schenetti, geologo e imprenditore nel settore delle cave, a Sassuolo, lascia la moglie Elena Palazzoli, la mamma Angiolina, le sorelle Rita e Mina, i cognati e i nipoti.

La famiglia ha espresso il desiderio che eventuali offerte in memoria del loro congiunto siano devolute per la ristrutturazione della chiesa di Debbia.

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C'erano anche loro, i reduci della campagna di Russia Andrea Romei e Pasquale Corti, entrambi ultranovantenni. Nella foto  assieme a loro, Romeo Carmelo.

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Un Commento

  1. Ho conosciuto di persona Pasquale Corti, come alpino ed uomo devo dire che non si possono dimenticare queste persone che con il loro sacrificio hanno dato un mondo un po’ migliore di allora. Non si possono dimenticare mai, il ricordo deve rimanere sempre.

    (Franco Casella)

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