La questione delle famiglie terremotate

Il consigliere regionale Fabio Filippi, intervenendo in aula, presentato da Forza Italia sulle problematiche conseguenti al terremoto che ha colpito l’Emilia nel 2012, ha risollevato la questione delle famiglie sfollate a Castelnovo ne’ Monti, in seguito al sisma di inizio estate scorsa.

"Il politico reggiano ha strappato la promessa del presidente della Regione Emilia-Romagna, Vasco Errani, di affrontare concretamente la questione dei terremotati di Castelnovo ne’ Monti. Il presidente sta cercando il modo legale per dare un contributo alle famiglie che hanno subito danni alle proprie abitazioni e alle attività commerciali", dice Filippi.

“In questi mesi abbiamo sentito – afferma Filippi – tante parole, mentre i fatti sono stati pochi, le istituzioni non sono state in grado di dare garanzie e le famiglie colpite dal sisma si sentono abbandonate. Ricordo che in data 17 luglio 2013 l’Assemblea legislativa regionale approvava all’unanimità una mia risoluzione attraverso la quale si impegnava la giunta regionale ad attivarsi, accelerando l’iter procedurale, per consentire in tempi rapidi la messa in sicurezza degli edifici danneggiati dal sisma".

"Già nell’agosto 2013 - prosegue - l’assessore regionale alla sicurezza territoriale, difesa del suolo e della costa, protezione civile, Paola Gazzolo, riferiva che il Comune di Castelnovo ne’ Monti era in procinto di chiedere alla Regione un contributo per l’autonoma sistemazione del fabbricato di via Fontanaguidia e che l’erogazione dei fondi sarebbe stata finalizzata in tempi rapidi. In seguito, attraverso un mio nuovo atto ispettivo, presentato in data 23/12/2013, chiedevo alla giunta di attivarsi al fine di prevedere l’erogazione dei fondi per Castelnovo contestualmente agli stanziamenti destinati alla ricostruzione conseguente al terremoto emiliano del 2012, velocizzando in questo modo l’iter burocratico. Stiamo parlando di un singolo fabbricato".

"Il 18 febbraio scorso i residenti della palazzina di via Fontanaguidia sono stati convocati dal sindaco di Castelnovo ne’ Monti, il quale gli ha riferito dell’impossibilità per l’amministrazione comunale di finanziare la messa in sicurezza dell’edificio, aggiungendo che la Regione Emilia-Romagna non aveva programmato alcun stanziamento. Ad una settimana dall’incontro di Castelnovo, abbiamo ottenuto l’impegno ad intervenire da parte della più alta carica della Regione Emilia-Romagna, il presidente Errani; ci attendiamo pertanto che, in tempi ragionevoli, venga stabilita l’entità del contributo, prevedendo già nella prossima primavera l’avvio dei lavori. I danni stimati corrispondono a circa 150.000, concentrati nei piani inferiori della palazzina, le parti strutturali non risultano compromesse”.

* * *

Aggiornamento 2 marzo 2014 ore 11,30

Nota del sindaco di Castelnovo ne' Monti Gian Luca Marconi

Il 25 febbraio scorso, prima dell'intervento del consigliere Filippi, pubblicamente in Consiglio comunale ho informato i consiglieri che nel pomeriggio mi aveva telefonato l'assessore Gazzolo per comunicarmi l'imminente arrivo di una circolare della Regione, che chiedeva una "ricognizione" dei danni del terremoto del 23 giugno 2013. Purtroppo la palazzina di via Fontanaguidia è stata costruita dopo il 1984, secondo quindi la normativa antisismica, e non poteva rientrare nei fondi ordinari della Protezione civile regionale. L'assessore Gazzolo mi informava però che oltre i 20.000 euro della micro-zonizzazione sismica dati al Comune per le indagini geologiche sulla palazzina in oggetto ed i fondi per  il pagamento degli affitti per coloro che hanno avuto la casa inagibile, vista la volontà del governo di rifinanziare i fondi straordinari per l'evento sismico in Toscana e non solo del 23 giugno scorso, la nostra Regione avrebbe inoltrato nei giorni successivi  la richiesta di aiuti economici anche per i danni in Emilia ed in particolare per Castelnovo ne' Monti, ove rientrerebbe in particolare la palazzina di via Fontanaguidia, in attesa di conoscere i risultati definitivi delle indagini geologiche e strutturali. Smentisco quindi categoricamente l'affermazione di Filippi secondo cui avrei dichiarato il 18 febbraio ai cittadini, che ne sono tra l'altro testimoni, che “la Regione non aveva programmato alcun finanziamento". Ho detto invece che il Comune purtroppo non aveva, e non è sua competenza, fondi per il terremoto del 23 giugno, che avevamo più volte interessato l'assessore Gazzolo e che avremmo continuato, come è effettivamente avvenuto, a chiedere un intervento straordinario anche per la palazzina sfollata. Tutto ciò senza alcuna vena polemica: lavoriamo tutti insieme per portare a casa un contributo importante per i nostri cittadini, ma con verità e trasparenza”.

 

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7 Commenti

  1. Mi auguro che per le famiglie ancora terremotate sia la fine di un brutto incubo. Se così fosse, complimenti al consigliere Filippi.

    (Sig G.)

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  2. Ma non si potevano usare i soldi che userete per costruire la rotonda (almeno una piccola parte) per far tornare i nostri amici a casa loro?

    (Fabio)

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    • La logica vorrebbe così. Purtroppo i nostri amministratori ragionano in ottica elettorale, per cui si riescono a guadagnare più voti con la costruzione di una rotonda o la promessa costruzione di una variante. Basti pensare che il Comune non ha messo a disposizione nessun alloggio perchè sono occupati da famiglie in stato di necessità (certo, avere una casa terremotata è normale…). Colgo l’occasione per ringraziare il prezioso aiuto del consigliere Fabio Filippi e del candidato sindaco del M5S Massimiliano Genitoni. Sono stati gli unici a dare voce e a rimboccarsi le maniche per risolvere una situazione spinosa e difficile, al contrario dell’attuale amministrazione che ha solo fornito risposte in “politichese” e rimpallato colpe/responsabilità su vari enti/persone. Fa ancora più tristezza vedere che il nuovo candidato sindaco non ha nemmeno considerato la nostra situazione.

      (Nicolò Bolla)

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  3. Un interessamento poco proficuo, a quanto pare, del Consigliere e del candidato; comunque una non-soluzione disinteressata alla luce delle elezioni di maggio, immagino. La logica vorrebbe che a pagare fosse chi ha costruito una casa con i dettami anti-sismici che al primo terremoto crepa come se fosse di gesso, al contrario di tanti altri edifici più obsoleti. Non credo che la collettività debba pagare per un intervento che prima di tutto è da verificare se eseguito secondo le normative.

    (Commento firmato)

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  4. Beh, cari “Commento firmato”, personalmente credo che sia stato corretto che la collettività, senza che le sia stato chiesto parere, abbia dovuto “acquistare” a prezzo fuori mercato un edificio che non aveva nulla di buono ed è stato trasformato in “redditizio” teatro. Non trovo neanche corretto che la collettività si debba sobbarcare spese inutili che il Comune ha fatto negli ultimi anni, andiamo avanti così? E poi si firmi, perché nell’anonimato sono tutti grandi e grossi! Lancio il sasso ma non mi faccio vedere, atteggiamento da persona responsabile! Complimenti!

    (M. Beretti)

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  5. Caro signor “Commento firmato”, “…sono affari vostri e non della collettività…” Le volevo ricordare che tutti noi abitanti della palazzina abbiamo sempre pagato tutte le tasse, comprese quelle previste per intervenire in casi di emergenze del genere.

    (Lorenzo Rossi)

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