A Vetto una mostra su Rolando Rivi

Rolando Rivi

Organizzata dalla Parrocchia di S. Lorenzo di Vetto e dall'Associazione culturale "Azzolini", dal 15 al 23 marzo 2014, presso il salone parrocchiale sito in Vetto, viale Italia, 4/A, si svolgerà la mostra sul beato Rolando Rivi dal titolo “Io sono di Gesù, Beato Rolando Rivi, testimone della verità”.

Questa mostra itinerante, realizzata in occasione del Meeting per l'amicizia fra i popoli - anno 2013, nella nostra provincia, è stata ospitata presso le parrocchie di Rio Saliceto, Correggio e a Reggio Emilia in Cattedrale.

"Riteniamo - spiegano gli organizzatori - che ospitare tale mostra rappresenta per l’unità pastorale di Vetto e per l’intero comprensorio montano un evento importante, perché il martirio di Rolando Rivi è una lezione di esistenza evangelica. Con il suo sacrificio il Beato Rolando ci consegna 4 parole che dovrebbero essere la base del nostro essere cristiani: perdono, fortezza, servizio e pace".

L'inaugurazione della mostra avverrà sabato 15 marzo p.v., alle ore 15,45, con un convegno alla presenza del dottor Massimo Rocchi e di Don Giancarlo Denti. Orari: mattino dalle ore 10 alle ore 12; pomeriggio dalle ore 15 alle ore 17.  Per gruppi o scolaresche è possibile prenotare visite guidate, contattando la Sig.ra Laurenzia al n. 3335410385.

Venerdì 21 marzo, alle 20,30, presso Chiesa parrocchiale di Vetto, veglia di preghiera con l’esposizione della reliquia del beato Rolando Rivi. La Veglia di preghiera sarà suddivisa in 3 momenti: Via Crucis – Esposizione Reliquia – Adorazione. Con la Via Crucis si intende ripercorrere il cammino di Gesù verso il Calvario aiutati dalla testimonianza del giovane seminarista martire Rolando Rivi, beatificato a Modena il 5 ottobre scorso. La sua vita è sintetizzata nella sua semplice e profonda professione di fede “Io sono di Gesù”. Sono poche parole che vengono da un cuore puro e completamente orientato al Signore ed esprimono il desiderio di volergli appartenere totalmente e di seguirlo fino al dono della vita. La nostra preghiera sarà guidata dal libro del profeta Isaia e dall’omelia tenuta dal Card. Angelo Amato durante la celebrazione eucaristica della beatificazione di Rolando Rivi.

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Brevi cenni sul cammino di beatificazione di Rolando Rivi

Il 7 gennaio 2006, su iniziativa del Comitato Amici di Rolando Rivi, nella chiesa di S. Agostino, a Modena, si è aperto il processo diocesano per la beatificazione e dichiarazione del martirio del servo di Dio Rolando Rivi. Il processo diocesano viene chiuso in modo solenne dall’Arcivescovo Abate di Modena Nonantola, S.E. Mons. Benito Cocchi, il 24 giugno 2006, con l’affermazione che il martirio del giovane seminarista “ci pare avvenuto realmente in odium fidei”.

Il 23 giugno 2010 la positio del servo di Dio Rolando Rivi viene iscritta nel protocollo dei martiri presso la Congregazione per le cause dei Santi a Roma.

Il 21 settembre 2013 Papa Francesco firma la Lettera Apostolica che proclama Beato il servo di Dio Rolando Rivi, “giovane seminarista e martire, testimone eroico del Vangelo”.

La cerimonia di beatificazione si è svolta a Modena il 5 ottobre 2013 e la festa del Beato è fissata ogni anno il 29 maggio.

 

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2 Commenti

  1. In questa società moderna, dove spesso in tanti giovani o meno giovani, prevale egoismo o altro di poco lodevole, la condotta di vita del Beato Rolando Rivi deve essere da esempio. Pur nella sua giovane età ha dimostrato quanto siano importanti i grandi ideali di fede cristiana. Dobbiamo essere fieri di avere sul nostro territorio reggiano questo giovane che con il suo comportamento di vita ci porta luce e speranza di una società migliore; complimenti alla parrocchia di San Lorenzo e all’Associazione Azzolini per diffondere sul territorio questi esempi di vita.

    (Lino Franzini)

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  2. La morte di questo giovane ragazzo deve far comprendere a tutti dove può portare l’odio; la guerra porta ad odiare il nemico ma nel caso del Beato Rolando Rivi la guerra non c’entra nulla, c’entra solo l’odio nei confronti di chi la pensa in modo diverso. Questo odio portò alcune persone, che si definivano partigiani, ad uccidere un ragazzo di 14 anni solo perchè indossava un abito talare. Per non dimenticare questi fatti le istituzioni ne dovrebbero parlare più spesso e ovunque, per ricordare a tutti di quali crimini si può macchiare l’uomo e far comprendere che i criminali ci sono e non hanno colore, sono semplicemente dei criminali.

    (Davide Ricò)

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