Se l’Appennino riscopre se stesso, la montagna inCantata si allarga

VILLA MINOZZO (11 marzo 2014) - Sabato 15 marzo a Villa Minozzo, con un appuntamento pubblico che si terrà alle ore 20,30 nella sala dei“ Mantellini”, prende avvio il festival “disseminato” di rigenerazione territoriale promosso dal Consorzio di Bonifica dell’Emilia Centrale.

Una serata per presentare l’attività della Bonifica nel territorio montano organizzata in collaborazione con il Comune di Villa Minozzo e che vedrà la presenza del sindaco Luigi Fiocchi e del dirigente del bacino montano del Consorzio di Bonifica Pietro Torri. Per l’occasione Antonio Canovi dell’Associazione Eutòpia ed Angela Tincani del Consorzio di Bonifica presenteranno un repertorio audiovisivo girato nell’estate 2013 tra le comunità poste a “quota mille” delle valli Dolo e Dragone. Parteciperà anche Benedetto Valdesalici, vicepresidente dell’Associazione Villacultura e animatore del Museo del Maggio di Villa Minozzo.

“Partito nel 2012 da Civago, a “quota mille” – informa Antonio Canovi - il progetto ‘Montagna InCantata’ si è messo in cammino “Cercando i Maggi” lungo le valli appenniniche, l’anno scorso tra il Dolo e il Dragone, per valicare quest’anno il Secchia e scendere sino all’Enza”. “La geografia del progetto – comunica Domenico Turazza, direttore del Consorzio - corrisponde al bacino idrografico di competenza del Consorzio di Bonifica dell’Emilia Centrale, l’ente che ha ereditato la storia pluricentenaria di gestione delle acque artificiali nei comprensori di Reggio Emilia, Sassuolo, Carpi”. “Il valore aggiunto di Montagna InCantata – prosegua Turazza - è quello di ‘fare cultura’, mentre per tutto il resto dell’anno la Bonifica si occupa di cura del territorio, a monte intervenendo con le briglie sui corsi d’acqua e il ripristino degli smottamenti stradali, in pianura mantenendo in efficienza la rete fittissima dei canali e degli impianti di irrigazione”. “D’altronde – conclude Canovi – dove persiste la caduta demografica e perdura l’incertezza del lavoro non basta fare buona manutenzione. L’Appennino domanda oggi una dinamica differente, improntata all’affermazione, per dirla con Aldo Bonomi, di nuove logiche di organizzazione sociale della comunità locale che rendano finalmente permeabile il territorio ai più giovani e a chi, non nativo o emigrato a suo tempo, intenda qui radicarsi. Il progetto Montagna InCantata muove precisamente nel solco di questa filosofia: il futuro comincia dalle proprie vocazioni territoriali, nella prospettiva di una rigenerazione economica e culturale.

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