Euro: la sfida finale

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Con l'avvicinarsi delle elezioni per il Parlamento Europeo si ripropongono sempre con maggior forza gli interessi nazionalisti dei paesi forti dell'Unione monetaria europea a tutto danno dei paesi a economia più debole, quali i paesi del Mediterraneo.

Come da da molti osservatori è già stato ampiamente notato, è vero che la Germania è il paese che più di ogni altro ha beneficiato della moneta unica. Non pare tuttavia che i tedeschi si accontentino di ciò che hanno già avuto.

L'ultimo sondaggio in Germania sulle elezioni europee che si terranno a fine maggio segnala una clamorosa avanzata del partito anti-euro Alternative für Deutschland (AfD).

AfD pare che abbia già registrato l'8% dei consensi rispetto al 4,7% ottenuto alle ultime elezioni politiche.

In calo invece i cristiano-democratici della Cancelliera Angela Merkel, sotto il 40%.

Stabili i socialdemocratici, ulteriore crollo dei liberali e buona affermazione dei post-comunisti della Linke (10%), anch'essi fortemente critici nei confronti dell'euro.

E' evidente che il dato che rischia di sconvolgere la calma apparente nella quale viaggia l'euro da qualche mese è quello del partito AfD fondato da Bernd Lucke (professore di Macroeconomia all’Università di Amburgo).

Tale partito, molto utiliristicamente, non vuole il ritorno della Germania al marco. Sostiene l’espulsione dall’euro dei paesi del Sud (Italia compresa), con l’introduzione di monete locali “parallele”, e il mantenimento in valuta forte (euro) dei loro debiti esteri. Si andrebbe a creare una sorta di “bimetallismo”, come al tempo del sistema aureo, dove l’euro-oro resterebbe la moneta di regolazione degli scambi internazionali.

Una proposta devastante perchè i paesi del Sud (Italia compresa) - espulsi dall'Euro -rimarrebbero schiavi dei mercati, perché i loro debiti resterebbero definiti in una valuta della quale non avrebbero il controllo (l’euro).

Da parte dei fautori di questa "espulsione" si vorrebbe dare un "contentino" affermando che la svalutazione della moneta dei paesi espulsi consentirebbe loro di procurarsi (con il presunto rilancio dell’export) gli euro con i quali rimborsare il paese egemone

Resta da chiedersi quali e quante saranno le aziende che potranno resistere sui mercati esteri, e che ne sarà del restante tessuto economico dell'italia.

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8 Commenti

  1. Bisogna smettere di dire che se uscissimo dall’Euro sarebbe un disastro! Abbiamo dei livelli di disoccupazione e recessione da dopoguerra! Se in periodo di recessione non possiamo svalutare la moneta è un disastro. Ma se non vi fidate di un ingenuotto come me, lecito, invito tutti i lettori ad andare su Google e digitare 3 parole “Euro, Nobel e patacca “. Appariranno il nome di 4 premi Nobel (Amartya Sen, Milton Freedman, Paul Krugman, Joseph Stiglitz) che spiegano come l’Euro sia stato un errore enorme e come sia necessario per l’Italia uscirne. Altri premi Nobel si sono avvicinati e sostengono questa idea. Uscire dall’Euro un disastro? Io non credo, compreremo meno auto e meno frigoriferi tedeschi. A qualcuno dispiace?

    (Mattia Casotti)

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  2. L’Euro, così com’è nato e non come si è sviluppato, non serve a nulla. Chiaro che l’Euro non ha colpe; la colpa è dei Paesi aderenti che in oltre 12 anni non hanno fatto nulla per creare delle convergenze fra di loro. Senza una riforma sociale unica, una riforma previdenziale unica, una riforma salariale unica, una riforma fiscale unica, ecc., ecc. che permetta ai Paesi “più indietro” di elevarsi ed ai Paesi “più avanti” di rallentare, a cosa serve? Se gli stipendi nei vari Paesi sono diseguali, se il potere di acquisto della moneta unica, ripeto unica, è diseguale, se si va in pensione ad età differenti, se ognuno è tassato in misura diseguale, ecc., ecc. mi ripeto: a cosa serve? Ai tedeschi che quando vengono in ferie da noi non han più bisogno di cambiare la valuta? Saluti.

    (Andrea S.)

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  3. Da ignorante, che cerca di capire e legge molto, ho capito solo che la UE all’Italia ha portato molti danni e con l’Euro poi… Noi non siamo l’America, siamo nazioni con radici differenti, con esigenze, economie, microclimi, abitudini diverse e potrei continuare ancora. Mi chiedo ma chi l’ha voluta la UE, ma chi ha voluto l’Euro? Solo i poteri forti. Secondo me la Germania ha sempre voluto assogettare altre etnie, guardiamo la storia che purtroppo non cambia mai, come non cambiano mai gli uomini!

    (Ornella Berté)

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  4. Solo per un giorno potremmo provare a vivere reintroducendo i controlli alle frontiere. Tirare fuori dai cassetti 28 valute diverse. Mettere al bando le linee aeree a basso costo. Impedire alle nostre forze di polizia di lavorare assieme. Rimettere i dazi doganali. Scordarci degli Airbus. Fare rientrare i satelliti lanciati con i programmi europei sulla terra. Reiniziare a fumare nei ristoranti. Fermare le operazioni di aiuto umanitario. Reiniziare ad inquinare la nostra aria, le acque ed la terra. Dare libertà completa all’industria della pesca, un giorno senza Europa potrebbe effettivamente fare riflettere i cittadini europei“. Sir Graham Watson, deputato inglese liberale in un discorso al quale ho assistito due settimane fa. Temo abbia ragione.

    (Matteo Manfredini)

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    • Signor Manfredini, dal momento che la frase riportata non è sua mi permetto di dissentire sul significato: “che c’azzecca” un giorno senza Europa col ricominciare a fumare nei ristoranti, fermare gli aiuti umanitari, inquinare l’aria, l’acqua e la terra? Sono tutte cose in cui qualsiasi paese libero ha il dovere di intervenire, laddove si calpestino i diritti altrui, senza necessità di avere un’imposizione dall’alto. La discussione verte poi sull’utilità o meno della moneta unica Euro, più che sul concetto di Nazione Europa; frase detta inoltre da un deputato inglese proveniente da un paese che si è ben guardato dall’adottare l’Euro. Cordialmente la saluto.

      (Andrea S.)

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  5. Prendersela con l’Euro e con la Germania mi ricorda tanto quel compagno di scuola lavativo che non faceva niente tutto il giorno, prendeva 3 e poi diceva che “i proff. ce l’avevano con lui e che noi eravamo tutti dei lecchini…”. Se l’Italia, mentre le altre nazioni serie facevano riforme serie, se l’è goduta e ha continuato a spendere e spandere (guardate le cifre di oggi sugli sprechi nella relazione di Contarelli sulla spending review) la colpa non è della Germania nè del complotto delle banche. A parte che avere l’Euro ci ha salvato dalla crisi mondiale e non è poco… Comunque sia, torniamo alla Lira: quando poi in poche ore miliardi di Euro andranno all’estero e dovremo comunque pagare i nostri debiti (che sono tanti, ma tanti…) in Euro, qualcuno si accorgerà delle fesserie dette? Mah, dubito…

    (Massimo Storchi)

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  6. Tra Europa e Euro ci sono sicuramente molte cose che non vanno, ma temo non siano loro “il problema”. Basta guardare in Italia: il problema sono i politici o gli italiani? Il famoso “debito” è solo quello che hanno “mangiato” i politici? C’è una bella fetta di persone (e quindi di elettori) che pur di avere un po’ più di benessere, di “sicurezza”, è disposta a mangiarsi anche il futuro dei propri figli (consapevolmente o meno). Destra o sinistra conta poco…

    (Stefano)

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  7. Leggo ora che stanno lavorando per la parità di genere per il 2019! Finalmente si occupano dei veri problemi dell’Italia (ovviamente per chi al 2019 ci arriva, per chi non arriva a fine mese…)! Il problema è che quei politici ce li abbiamo mandati noi.

    (Stefano)

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