La protesta davanti alla Regione. Ma intanto si monitora la radioattività? AGGIORNAMENTO – Il video

Poiatica manifestaz a Bologna foto L. Amorini (11)

Link alla video intervista sulla manifestazione a favore della chiusura  fatto dalla Globaltvproject

Per la prima volta una manifestazione della montagna davanti alla Regione per chiedere la chiusura di Poiatica, guardata a vista da Polizia e Digos. Quindi per la prima volta l'intervento del presidente del Parco nazionale dell'Appennino, Fausto Giovanelli, che se la prende contro "la demagogia del Governo". Infine la sconcertante rilevazione di Alessandro Raniero Davoli sul fatto che, dopo le denunce sui media, pare che a Poiatica si monitori la radioattività: perchè ora e non prima?

Ecco le note pervenute oggi in redazione (a scorrere le immagini della manifestazione nel fotoservizio per Redacon).

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Poiatica manifestaz a Bologna foto L. Amorini (1)
Questa mattina due pullman hanno portato a Bologna oltre 150 persone dalla montagna reggiana per ribadire il "no" al futuro ampliamento della discarica di Poiatica di Carpineti, come previsto dal Piano Regionale Gestione Rifiuti in via di approvazione. La manifestazione è stata organizzata dai comitati Fermare La Discarica ed EcologicaMente, che ringraziano quanti hanno deciso di partecipare dedicando il loro tempo a una lotta che sta sempre più prendendo piede tra i cittadini dell'Appenino e non solo. Ringraziamo anche quanti non sono riusciti a venire ma ci hanno incoraggiato a distanza sostenendo la causa.

Non altrettanto disponibili gli assessori regionali e in particolare il presidente della Regione Vasco Errani, che hanno ignorato le ripetute richieste dei comitati ambientalisti per un incontro di confronto sulla questione Poiatica.

Poiatica manifestaz a Bologna foto L. Amorini (2)

Gli argomenti che hanno animato la protesta sono gli stessi che preoccupano i comitati e la cittadinanza da tempo. Poiatica rimarrà una delle 4 discariche in tutto il territorio regionale, con un ulteriore ampliamento di oltre 500.000 tonnellate che prevede l'attività dell'impianto fino almeno al 2020.

Tutto ciò andrebbe ad aggravare una situazione già delicata: a Poiatica sono già seppelliti 2 milioni di metri cubi di rifiuto tal quale, in prossimità del fiume Secchia e in una zona soggetta a forte dissesto idrogeologico e con innumerevoli interrogativi senza risposta sugli effetti sull'ambiente e sulla salute.

La protesta contesta le premesse a monte del Piano Regionale Rifiuti, un piano che per Poiatica ha concesso ben oltre le aspettative del gestore Iren, offrendogli non solo un ampliamento maggiore di quello atteso, ma anche il via libera a scorie e ceneri da inceneritori regionali, un preselettore all'ingresso e soprattutto una disponibilità della discarica a ben oltre il 2020. Ma i cittadini, sempre più coinvolti e informati, non accettano di essere messi in secondo piano rispetto alle ambizioni di profitto dei pochi. Le popolazioni montanare hanno pagato il prezzo più alto in questa programmazione  e si opporranno con le unghie e con i denti per garantire un futuro alle comunità di questa terra.

E' ingiustificabile il messaggio della politica secondo la quale il benessere delle persone debba necessariamente essere sacrificato per il lucro dei rifiuti. E' ingiustificabile la mancanza di ascolto della politica, la delega delle responsabilità degli amministratori alle società milionarie dei rifiuti, la mancanza di prospettive future a sostegno della produzione di rifiuti zero. Non ci si chieda di trovare un accordo o una mediazione se Poiatica va avanti, ma se, invece, gli amministratori regionali  vorranno chiuderla al quinto lotto noi cittadini saremo i primi a volere collaborare per mettere in atto il fermo immediato. Poiatica manifestaz a Bologna foto L. Amorini (3)

Assurdo continuare con una politica di gestione rifiuti dichiaratamente votata allo smaltimento in discariche ed inceneritori, anziché puntare al recupero della materia attraverso una seria raccolta differenziata. Questa politica genera e alimenta mostri che gravano sul territorio e sul futuro delle persone che vi abitano, e Poiatica ne è la triste e vergognosa dimostrazione. Nessuno oggi può affermare che una discarica sia una scelta giusta ed equa. E se si tratta di ingiustizia noi saremo sempre qui a denunciarla. A distanza di mesi vediamo oggi che sempre più persone stanno facendo lo stesso. Chiudete l'orrore Poiatica. Ve lo chiedono i cittadini. Da oggi anche la Regione lo sa.

Poiatica manifestaz a Bologna foto L. Amorini (4)

(Comitato Fermare Poiatica)

Poiatica manifestaz a Bologna foto L. Amorini (5)

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L'intervento di Fausto Giovanelli, presidente del Parco Appennino: "È giusto mettere uno stop all'ampliamento di Poiatica. Naturalmente non si può chiudere un'importante discarica da un giorno all'altro. Preciso che non condivido molte delle posizioni dei comitati. Però ampliare, di fatto a tempo indeterminato, Poiatica vuol dire degradare la vallata del Secchia. Inoltre devo dire che non mi convince neanche la 'demagogia di Governo'. Se crescono le discariche e aumentano le tasse sui rifiuti c'è qualcosa che non va. Qualcosa di grosso che non si può coprire con la differenziata spinta, la quale a questo punto, potrebbe diventare poco più che una foglia di fico".

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Sul tema della radioattività, l'intervento di Davoli: "Continua il silenzio ostinato di ARPA (Agenzia Regionale per la Protezione dell'Ambiente) e Iren S.p.A. sulla reale situazione nell’impianto di deposito, dopo un mese e mezzo dalla pubblicazione integrale su Redacon e ReggioNelWeb, (per la quale ancora li ringrazio) della mia denuncia sulla radioattività a Poiatica.

Solo in via ufficiosa, grazie a L.L., sono venuto a conoscenza che un nucleo di tecnici esperti in radioprotezione della Sogin S.p.A. (Società Gestione Impianti Nucleari), collegati alla Scuola di Formazione Radioprotezione e Sicurezza, (sede presso la ex centrale nucleare di Caorso, Piacenza), sarebbe arrivato una quindicina di giorni addietro a Poiatica e avrebbe eseguito un centinaio di rilevazioni della radioattività, da “sotto a sopra”, ovvero iniziando dalla parte bassa della discarica sino al fronte di seppellimento dei rifiuti.

Poiatica manifestaz a Bologna foto L. Amorini (7)Poiatica manifestaz a Bologna foto L. Amorini (10)

Nessun comunicato ufficiale è stato reso pubblico ad oggi, 29 marzo 2014; al momento la discarica appare come non operativa. I motivi del fermo possono essere dovuti alle opere di consolidamento ancora in essere di un versante che avrebbe iniziato a franare (!), oppure ad altro, come i lettori più smaliziati sono autorizzati a immaginare, per le decine di autobetoniere di calcestruzzo entrate in discarica nelle ultime settimane.

Voglio qui ricordare a tutti che il calcestruzzo è largamente utilizzato anche per schermare fonti radioattive, (effetto barriera); non sarà questo il caso, oppure sì?

Ora, conversando con un amico di Castelnovo ne' Monti, A.B., che pare ben informato della vicenda, ho espresso i miei timori di un ennesimo avviso di garanzia nei miei confronti, (vicenda “molestie” alla Masini e successiva indagine sulle dichiarazioni in merito alla mia attività lavorativa come consulente del Ministero Affari Esteri in Iraq, 2008), magari per un eventuale “procurato allarme” (a certi PM la fantasia non manca...): “Stai tranquillo, Alessandro, questa volta non hanno nessun interesse a querelarti o ad indagarti, preferiscono che la cosa passi sotto silenzio... Da quanto mi hanno riferito in alcuni punti i contatori geiger si sono messi a ticchettare...!”

Poiatica manifestaz a Bologna foto L. Amorini (12)

Sarà vero? Certo potrebbero essere informazioni esagerate, chiacchiere da bar, però ancora tutto tace, dalle cosiddette Autorità preposte nulla si sa. Cosa dobbiamo pensare?

Una cosa è sicura, sino ad oggi, nei protocolli utilizzati in Italia per il monitoraggio delle discariche autorizzate, esami chimico - biologici delle acque, del suolo, dell’aria, del percolato e dei flussi omogenei, non era stata prevista e quindi effettuata la rilevazione della radioattività, come la brutta “sorpresa” della Terra dei Fuochi ha mostrato.

Da quanto ho ben afferrato, questa è solo l’ultima delle “sorprese” che ci riservano le istituzioni del nostro Paese: per esempio ad oggi tutti i varchi doganali italiani hanno gli scanner per il rilevamento della radioattività “fuori uso”! Porti vulnerabili alle merci contaminate. "Scanner radiazioni ovunque fuori uso". Articolo pubblicato su La Repubblica, il 3 marzo 2014, a firma Peter Daniel D’Angelo. Anche su questo sarebbe obbligo delle Procure della Repubblica indagare e invece...".

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4 Commenti

  1. Complimenti a questo Comitato, il suo impegno è doppiamente meritevole: lotta per sè, per i figli e per le generazioni future. Non fermatevi. Ma in Emilia purtroppo è così, il potere dice “sì” a Poiatica e continua a dire “sì” all’uso delle acque del Po, il grande fiume più inquinato d’Europa, per irrigare i prodotti alimentari che ogni giorno troviamo sulle nostre tavole a partire dal Parmigiano Reggiano e dice “no” alla diga di Vetto che potrebbe ridurre l’uso di queste acque, produrre tanta energia pulita, migliorare il clima, salvare l’agricoltura e creare migliaia di posti di lavoro. Un giorno, forse non molto lontano, gli aspetti nocivi di queste scelte potrebbero manifestarsi con aspetti spaventosi, ma chi pagherà? Cittadini reggiani di buon senso, essere succubi del potere deve avere un limite, fate sentire la vostra voce.

    (Lino Franzini)

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  2. Giovanelli, Poiatica “degrada” la vallata del Secchia ma “non si può chiuderla da un giorno all’altro”. Un poco arzigogolato il discorso: cioè degrada ma non si può chiudere al quinto lotto? Non ho capito. E se è così, perché, visto che tecnicamente in attesa dell’autorizzazione al sesto lotto, sarebbe già chiusa, dal momento che non stanno conferendo camion? A me sembra che Giovanelli arrivi tardi e male informato, ma va bene il tentativo di esprimersi contro l’ampliamento. Solo che, oltre al tentare, si dovrebbe passare al fare, scusate la fretta.

    (Bagnodumilta)

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  3. I comitati fanno benissimo a chiedere la chiusura di Poiatica, seppellire i rifiuti è totalmente insensato. Parallelamente a questo percorso però va chiesto un forte potenziamento della raccolta differenziata, perchè altrimenti la soluzione è solamente spostare il problema di qualche chilometro. Da qualche parte la forte quota di indifferenziata va messa. Bisogna fare pressione sui sindaci (e i futuri sindaci viste le imminenti elezioni comunali) affinchè si impegnino per il “porta a porta” e, perchè no, alla tariffa puntuale.

    (Commento firmato)

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  4. Il problema di Poiatica può essere risolto esclusivamente se a Carpineti si cambia strada. Tra due mesi circa ci saranno le votazioni amministrative e l’azione più semplice sarà quella di votare il candidato sindaco che potrà garantire la soluzione al problema. Il sindaco, oggi, ha poteri di ordinanza in termini di salute e sicurezza del cittadino molto efficaci. Questa potrebbe essere una delle strade più brevi per arrivare ad una soluzione. Comitato, andate avanti anche con il mio appoggio e non solo morale. Bravi!

    (Fabio Bramin)

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