Il coordinatore del Comitato strada statale 63 scrive a Matteo Renzi

Riceviamo e pubblichiamo il testo della lettera.

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Illustrissimo presidente del Consiglio dei ministri, ci permettiamo di disturbarla in quanto siamo venuti a conoscenza della sua imminente visita a Reggio Emilia per il 17 maggio p.v. in occasione della campagna elettorale. Il nostro comitato si batte da oltre 5 anni per la sistemazione e l’ammodernamento della SS 63 del Valico del Cerreto, unica strada di collegamento tra Reggio Emilia e Aulla; la statale attraversa il nostro stupendo territorio, culla del Parmigiano Reggiano di montagna, della stupenda Pietra di Bismantova e del Parco nazionale dell’Appennino tosco-emiliano.

Rinnovata in parte nel 1990 in occasioni delle Colombiadi, poi “abbandonata” a se stessa per anni, con manutenzione scarsa e a volte inesistente. Ora la strada è sottoposta a qualche ammodernamento, ma piccole cose, a macchia di leopardo, senza un senso compiuto, cioè una razionalizzazione che parta da un punto A ed arrivi ad un punto B, figlia di una politica vecchia fatta di favori e clientelismo.

Il suo avvento nel panorama politico ha portato aria nuova e un approccio diverso ai problemi, senza “se” e senza “ma”, ed è per questo che sarebbe graditissima una sua visita nel nostro territorio, in modo che lei possa prendere visione di persona di quanto asserito.

Se per problemi di tempistiche lei non potesse dar corso alla visita, ci farebbe ugualmente piacere poterla incontrare a Reggio Emilia e consegnarle un dossier sulla strada.

La ringraziamo del tempo concessoci, la salutiamo cordialmente, con l’augurio che lei possa riportare in questo paese la fiducia in un futuro migliore.

(Malvolti Roberto)

 

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6 Commenti

  1. Bravo Roberto, perchè non rivolgersi direttamente alla sen. Pignedoli? In fondo, da senatrice Pd, eletta grazie ai voti della zona, dovrebbe almeno farsene carico. O no!?

    (Luigi R.)

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  2. E in tutta onestà mi pare la politica che se ne stia facendo carico con le istituzioni regionali e romane… Con tutti i cantieri che ci sono per la “messa in sicurezza” (e quindi per la nostra quotidiana incolumità) e la previsione del rifacimento del tratto franato sotto al Cerreto non mi pare che la statale sia abbandonata a se stessa. Fatte salve le buche che auspico il sig. Malvolti non voglia mostrare una ad una al premier.

    (L.)

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  3. Ringrazio L. per la precisazione, se avesse letto bene… Ma la Sua mi pare mera polemica atta solo a contestare l’operato sin qui fatto. Forse Lei viaggia su un’altra statale.
    Solo alcuni punti:
    1- da quanto non vede pulire le cunette?
    2- muri crollati!
    3- rail non più a norma!
    4- asfalto!
    Poi nella nostra richiesta vi è l’intento di trovare l’appoggio di tutti coloro che voglio trovare le risorse per risolvere definitivamente il problema a valle del Bocco. Lei parla del Cerreto? Si vada a leggere gli articoli dei politici usciti sulla stampa, poco dopo la frana (2008): entro 1 anno sarà tutto risolto… Passati 6 anni. Poi per non parlare della Bocco-Canala, 24 anni, ecc. ecc. Se Lei ritiene che quello che facciamo sia inutile o che siamo dei visionari ce lo dica, chiuderemo il tutto rinunciando a tutti quei privilegi di cui abbiamo goduto in questi anni.
    Cordialmente.

    (Roberto Malvolti)

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  4. Ma sì, sentiamo anche l’onnipotente Renzi, esperto in tempistiche; per adesso il migliore è ancora Bonferroni nella culla rossa dei vari senatori della montagna.

    (fa)

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  5. Mestre (VE), 13 maggio 2014

    Ho visto poco fa la notizia nel sito di Redacon. Devo dire che come passante occasionale, domenica scorsa (11 maggio 2014), mi sono trovato a percorrerla da Fivizzano a Reggio Emilia. Ero passato vari anni fa e devo dire, con franchezza, che solo il tratto toscano l’ho trovato migliorato, pur con alcune frane presenti. Il versante emiliano, che mi ricordavo bello anche se tortuoso, l’ho trovato messo male e, a mio avviso, pure pericoloso. A parte le molte frane in atto, quello che reca maggior fastidio è il fatto che la strada è “ondulata”. Lo stesso problema che ho trovato nella strada del Lagastrello che ho fatto in andata il giorno 8 maggio scorso, che è, purtroppo, in condizioni che rasentano la inagibilità (tanto è vero che il limite di velocità è di 30 km/h). Per chi ha problemi di schiena o cervicale è un vero tormento! Speriamo che l’Anas sistemi qualcosa. Una cosa che non capisco, in loco, è la presenza di poche gallerie stradali (a parte quelle in fondovalle). Penso che permetterebbero un miglior percorso, più rettilineo e meno esposto. Chiaro che fare una galleria costa, ma poi, con la spesa di mantenimento del manufatto, rispetto al percorso a cielo libero che è a rischio perenne si risparmia. Un pensiero particolare agli “eroi” chi abitano in quelle zone che sono belle, ma mal servite.
    Cordialità.

    (Sergio, e-mail sergio.measso@libero.it)

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  6. Ma per cortesia, sig. fa, evitiamo il ridicolo e lasci Bonferroni a pensare alle sue cose… e ne ha parecchie! Bravo invece a Malvolti; gli faccia vedere come riducono l’Appennino i nostri politicanti sempre pronti a riempirsi la bocca di amore per la montagna; buttiamola in ridere con quel tripudio di “z” recentemente segnalato sempre su Redacon. Sig. L, ma lei ha il piacere di percorrere la 63 due volte al giorno?

    (Serb)

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