La “Porta di Bismantova”

Questa "Porta" si aggiunge a quelle di Sparavalle, Passo Cerreto (Euromediterranea), Fonti di

La Porta di Bismantova

La Porta di Bismantova

Poiano (dei Gessi) e Ligonchio (Atelier dell'Acqua e dell'Energia). Si avvia così al completamento la parte del programma : "Porte del Parco" realizzata in Provincia di Reggio Emilia con fondi europei (POR FESR) . L'opera completa l'arredo di Piazzale Dante con spazi destinati al riposo e al ristoro negli angoli sud-est e sud-ovest del piazzale. Con sedute, panchine e poltrone in legno di castagno. Entro l'estate sarà installato anche un cannocchiale con le indicazioni per le osservazioni delle montagne del crinale che ora, grazie a un taglio mirato della vegetazione sul versante sud del piazzale, è visibile dal Cimone all'Appennino parmense. Interessante e innovativo il recupero con sentieri, apertura della vegetazione e aree picnic della scarpata tra il piazzale Dante e la strada di accesso sottostante.

La Porta di Bismantova

La Porta di Bismantova

Un sentiero scorciatoia è stato riaperto tra la strada provinciale di accesso e il piazzale stesso. Il sentiero risale nello scenario tipico bismantovino di grandi massi circondati dalla vegetazione e utilizzati come scuola e palestra di arrampicata. All'inaugurazione parteciperanno i rappresentanti del Comune, della Provincia di Reggio Emilia e del Parco nazionale che ha realizzato l'opera progettata dallo studio B&B di Reggio Emilia e realizzata da Cofar srl.

Nella carta delle Porte del Parco di prossima pubblicazione, quella di Bismantova figura al numero 8 con un'icona che rappresenta la rupe e Dante Alighieri.

Queste le parole di presentazione: "Collocata, come un balcone, su piazzale Dante offre una vista superba a 360 gradi: la rupe strapiombante sta di fronte a tutto l’arco degli Appennini (reggiano, modenese, parmense). La porta di Bismantova vuole 'segnare' un luogo unico della storia e del paesaggio. Antica come il miocene (le rocce calcaree hanno venti milioni di anni), abitata fin dalla preistoria (ospita un sito archeologico), castrum bizantino e poi limes longobardo, sede di un castello e di una pieve di età medioevale di cui restano poche tracce, luogo di incontro di importanti vie di transito per molti secoli, la Pietra di Bismantova oggi è una palestra di roccia, luogo di devozione (per il suo eremo mariano), meta di turisti e sportivi (anelli di sentieri e percorsi ciclabili e pedonali), al centro di un ampio territorio di eccellenza paesaggistica e agroalimentare (la Bismantova agricola), e di tanta autorevole letteratura".

Sarà inaugurata venerdì 16 maggio p.v., alle ore 17 sul posto, a Piazzale Dante la Porta di Bismantova.

Il volantino

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18 Commenti

  1. Vorrei sapere quanto è costata e se era necessaria in questi periodi di crisi, ma tanto in fondo noi non abbiamo deciso, ma sicuramente la pagheremo!!!!!!!

    (Anteo)

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  2. 1) L’opera è costata circa 120mila euro (vado a memoria, ma i costi sono pubblicati sul posto): il giusto in base ai prezziari prestabiliti per le opere pubbliche e a paragone con altre opere pubbliche simili. Tra l’altro, essendo finanziata con fondi europei, l’opera ha rilasciato più risorse di quante ne abbia assorbito dall’Italia. Tenuto conto che quasi la metà della somma rientra all’erario tramite la contribuzione fiscale e parafiscale… alla fine le casse pubbliche nazionali
    hanno avuto, in entrata, una somma superiore al costo del cofinanziamento. Se poi ci si riferisce al territorio nostro… il Parco nazionale per questa spesa di cofinanziamento (così come per tutti i suoi costi e spese) non ha prelevato pressoché nulla ai contribuenti locali… e ha invece rilasciato reddito di impresa, lavoro e contribuzione fiscale e contributiva, pari nell’insieme alla somma investita (senza contare i cosiddetti moltiplicatori del reddito). Se non ci fosse questa opera gli oneri fiscali per i contribuenti locali (noi) non cambierebbero di un centesimo, mentre la spesa e il reddito corrispondente sarebbero distribuiti altrove.
    2) L’opera non era certo indispensabile, ma è certamente utile a dare servizi ai visitatori e qualità di arredo al piazzale Dante, che è un bene pubblico in tutti i sensi, un luogo importante e molto frequentato. Non è opera estemporanea, ma parte di un programma pluriennale, concordato tra Parco, Provincia e comuni per sottolineare le bellezze e i valori dell’Appennino. Proprio in tempi di crisi è giusto investire sul turismo, che è uno dei settori con potenzialità di crescita.
    3) La decisione è stata presa dagli enti competenti, come richiamati, dopo pubbliche presentazioni e un approfondito confronto con la competente Soprintendenza… E chi altri avrebbe potuto o dovuto farlo?

    (Fausto Giovanelli)

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  3. I soldi pubblici non esistono: esistono i soldi dei cittadini (Margaret Thatcher)

    (Umberto G.)

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  4. Penso sia costata troppo, se non ricordo male 118.000 €, non mi piace tanto, ma è un’opinione personale e come tale deve rimanere; se porterà vantaggio alla Pietra solo il tempo ce lo dirà. Sono sicuro però che se sarà così ne sarò felice. Si possono condividere o meno le scelte, ma se i risultati arrivano io sono orgoglioso per il mio territorio e per la “nostra” Pietra. Essendo sicuro di non avere “la verità in mano” e nemmeno il “buon gusto universale” voglio essere propositivo per la nostra montagna e sperare che ogni intervento sia fatto per rendere onore alla nostra terra a cui tutti siamo più che affezionati.

    (Corrado Parisoli)

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  5. Speriamo non faccia la fine di quella di Carnola, sommersa di sterpaglie e mai pulita da quando è stata installata.

    (CV)

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  6. Mi sembrano proprio tanti, troppi soldi in un momento come questo e mi piacerebbe proprio avere il disegno esecutivo dell’opera per provare a far fare qualche preventivo… Così, per curiosità… E’ possibile?

    (Antonio Manini)

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  7. Che stupidata!!! è una vera schifezza! Ma un po’ di vergogna mai….?!?!?!? La natura è bella così come è, la porta se la rifacciano a casa loro…

    (Anna)

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  8. Per fortuna che Piazzale Dante lo hanno fatto 50 anni fa, perchè se dovessero farlo adesso parlerebbero tutti di “scempio”, “schifezza”, “scandalo”. A me sinceramente l’intervento piace: prima c’era solo un parcheggio, adesso ci sono aree di sosta, tavoli e panche, il tutto utilizzando delle aree che prima erano utili solo come “orinatoi” (o peggio…).

    (Jean Jaures)

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  9. E’ sempre più facile criticare che fare qualcosa, complimenti a chi fa, soprattutto di questi tempi.

    (Miriano)

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    • Soprattutto di questi tempi, chi fa, dovrebbe tener conto delle reali necessità delle opere ed anche chiedersi se questi sono i bisogni reali di chi, poi queste opere dovrà pagarle. purtroppo il fare coi soldi degli altri è sempre troppo facile , tanto facile che spesso si fanno cose inutili o fatte male. Non mi sembra che sia il caso questo di scandalizzarsi per delle critiche, tanto più che anche ciò che lei ha scritto è una critica…
      Antonio Manini

      (AntonioManini)

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  10. Gentile Jean Jaures, 50 anni addietro il GAB (Gruppo Amici di Bismantova)
    non fece “aggiunte”, si limitò ad apporre una piccola targa (con scritto
    “Piazzale Dante”) incastonandola in un sasso esistente. Furono molto premurosi nell’avvicinarsi alla bellezza del luogo. Il loro lavoro era inteso al servizio della bellezza. L’intervento di oggi mi pare presuntuoso e chi lo ha fatto si è “servito” della bellezza. Personalmente sono dispiaciuto e ritengo che il nostro territorio debba rimanere “open”, senza inutili “porte” che celebrano racconti della solita “storica”, progetti o collaborazioni dell’onnipresente porpureo Architetto ed elaborazioni di non meglio precisate “eccellenze”. L’eccellenza è il paesaggio, non chi lo consuma, lo usa o lo manomette. Ma, il mio, il suo e quello degli altri “commenti” sono solo pareri, opinioni e nulla più. Oramai le cose son fatte e i soldi spesi. Qualcuno ci ha anche guadagnato: dubito sia il territorio!

    (Renè Enzo Piccinni)

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    • Complimenti per l’ottima valutazione, pensi quando saranno realizzate tutte, ben trenta! Peccato che dei commenti nessuno ne tenga conto.

      (Leoncelli Fabio)

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  11. Come sempre, ogni parola del giornalista Piccinni è soppesata col bilancino del farmacista e il microscopio del ricercatore. Sottoscrivo tutto tranne il finale. Non ritengo che i commenti siano da relegare come semplici pareri, opinioni e nulla più. Alle volte una opinione miete vittime, traccia sentieri ed arruola seguaci, divenendo così impetuosa corrente di pensiero; sovente, difficile da arginarsi per qualsivoglia diga…

    (U.)

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  12. Sì, presidente, opere interessanti ma per uno sviluppo turistico e economico del Parco sono indispensabili idee e progetti innovativi. Ma per fare questo bisogna che il Parco che lei rappresenta sia più aperto a tutte le realtà esistenti sul territorio, senza preconcetti ma solo con lo scopo del fare per la nostra meravigliosa montagna.

    (fa)

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  13. L’idea non è per niente male, peccato solo che i materiali usati siano poco intonati al paesaggio circostante. Mi sembra che il materiale usato sia uguale a quello dove sono apposte le cartine vicino al sasso. Il problema è che già dopo poco tempo il legno, per altro messo in verticale, sia tutto rovinato dalle intemperie; non oso pensare come diventerà questo messo in terra e su cui ci si cammina (l’ho trovato peraltro molto scivoloso quando bagnato e quindi un po’ pericoloso). A me personalmente sarebbe piaciuto e più si sarebbe intonato con il paesaggio circostante un bel legno rustico di castagno, più economico e longevo. De gustibus…

    (Luca)

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  14. Anche per me l’idea non è del tutto malvagia.

    (R.G)

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