Il vescovo Massimo Camisasca sul giornale diocesano lunigianese

Trasferte montanare per il vescovo reggiano-guastallese Massimo. Domani, sabato, a Pontremoli, e domenica a Castelnovo ne' Monti. Nella capitale dell'alta Lunigiana, come riporta il settimanale cattolico lunigianese "Il Corriere Apuano", alle ore 16 di domani, nel salone dell'antico palazzo episcopale della ex diocesi di Apua, il vescovo Camisasca riceverà il primo premio della IX edizione "Penna dello Spirito", assegnato per il libro "Dentro le cose, attraverso il mistero".

"Camisasca - sottolinea l'importante settimanale lunigianese, forte anche delle sue 3000 copie diffuse in Italia e all'estero - è uno 'straordinario promotore culturale e guida spirituale, conduce attraverso un percorso di crescita che trae il proprio nutrimento da valori radicali ed essenziali e si sviluppa per arrivare ad abbracciare completamente la possibilità di un progetto di vita'".

Sempre il settimanale della Lunigiana ricorda come il vescovo della chiesa reggiano-guastallese "è nato a Milano nel 1946. A quattordici anni ha conosciuto don Luigi Giussani, rimanendone a tal punto affascinato da maturare la vocazione sacerdotale. Docente universitario a Roma e a Milano, è stato vicepreside del Pontificio Istituto Giovanni Paolo II per studi su matrimonio e famiglia ed è il superiore generale della Fraternità San Carlo, da lui fondata".

Domenica invece, come abbiamo già scritto su queste virtuali colonne, il presule sarà nella capitale della montagna reggiana, dove alle ore 10, presso la Chiesa parrocchiale della Pieve, celebrerà l'Eucarestia (trasmessa in diretta dalla nostra Radionova) e parteciperà alla posa della prima pietra del nuovo oratorio. Alle 11,30, presso Campolungo, presiede l'Eucarestia e amministra il sacramento della Cresima ad un gruppo di ragazzi. Come ricorda nell'ultimo numero il nostro settimanale cattolico diocesano "La Libertà", è "Bella l'estate in parrocchia" perchè nei riti di inizio estate c'è il bisogno di comunità. "Le parrocchie aperte d'estate ci aiutano a sentirci comunità anche in vacanza. Con più tempo, di giorno e di sera, per rinsaldare il legame spirituale che ci unisce sempre, anche quando semplicemente chiacchieriamo, guardiamo lo spettacolo dell'oratorio o... esultiamo per un gol della nazionale".

 

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