“Le imprese dell’Appennino vogliono la banda larga”

Banda larga, incontro in Comune a Castelnovo

Uno scorcio della platea (foto Redacon)

CASTELNVO NE' MONTI (28 agosto 2014) -  "Senza banda larga fatichiamo a lavorare e ad essere competitivi a livello internazionale". E' il grido d'allarme posto dalla imprese della montagna all'incontro promosso martedì sera in Municipio a Castelnovo.

Obiettivo dell'Amministrazione comunale (e nello specifico dall’Assessorato alle Attività produttive) è quello di analizzare le prospettive dello sviluppo di sistemi di telecomunicazioni in banda ultralarga rivolti alle imprese. Per banda ultralarga si intende una trasmissione e ricezione di dati, inviati e ricevuti simultaneamente in maggiore quantità notevolmente superiore ai precedenti sistemi di telecomunicazioni (si parla di 10 mega in download e altrettanti in upload, sino a 400 mega al secondo!).

E a perorare questa necessità sono intervenute molte delle più grandi imprese locali, diverse associazioni di categoria e, anche, i Comuni di Toano e Villa Minozzo che l'altra sera si sono date appuntamento con gli esponenti di Lepida, la società regionale, partecipata dai Comuni, deputata a seguire il tema della banda ultralarga prima per gli edifici pubblici, ora anche per le imprese. "Ci è chiaro - ha introdotto il sindaco Bini - che alle nostre aziende occorrano anche le strade telematiche per accrescerne la competivitià".

Ad illustrare gli aspetti tecnici del progetto il Direttore di Lepida Giancarlo Mazzini.  Al suo fianco l’assessore Lucia Attolini: “Abbiamo colto i benefici ma anche le eventuali complessità per dotarsi della banda ultralarga. L’ipotesi per l’avvio del progetto è di dare la precedenza alle aree artigianali sul territorio castelnovese, ma ovviamente l’attenzione è rivolta anche a quelle aree produttive limitrofe e comunque per la nostra economia molto importanti, come quella di Casino in territorio vettese, o quella di Fora di Cavola, al confine con il territorio di Toano".

Banda Larga, Municio e ing Giancarlo Mazzini (Large)

Al tavolo dei relatori gli assessori Silvio Bertucci, Lucia Attolini, il sindaco di Castelnovo Enrico Bini, il direttore di Lepida Giancarlo Mazzini

Nel corso dell'incontro il direttore Mazzini ha evidenziato quelle che sono le zone favorite dalla vicinanza agli snodi di fibra ottica (come Casino) e quelli, come Fora di Cavola, che invece necessitano di un sistema di infrastrutturazione, da realizzarsi con fondi europei 2014 -2020, magari entro i prossimi due anni (occorrono 4-500 mila euro di spesa), appunto. I costi? Un'impresa che volesse avere la fibra ottica (e quindi la banda larga) presso la proprio realtà produttiva potrebbe spendere 5 mila euro (da 2 a 7 mila euro il range medio), che è il costo del portare fisicamente il cavo dallo snodo all'azienda, un costo variabile alla distanza fisica dallo snodo. I Comuni, dal canto loro, mettono gratuitamente a disposizioni le tubazione esistenti. Quindi c'è il costo della banda larga che Lepida mette a disposizione dei gestori (100 euro mese per 10 mega 10 mega, 200 euro per i 30 mega 30 mega, 400 euro per i 100 mega 100 mega; a confronto attualmente un Adsl da 2 mega al secondo costa 45 euro mese). Da segnalare la possibilità delle imprese di accogliere banda larga in un unico punto e, eventualmente, di frazionarla con una gestione propria, come ancora oggi fanno gli acquedotti rurali con l'acqua, per fare un esempio.

"Ora appunto seguiranno alcune valutazioni ed approfondimenti su quali aree sia allo stato attuale più semplice - spiega l'assessore Attollini - ed anche economico allacciare. La presenza di un buon numero di imprese interessate all’incontro è una base di partenza sicuramente positiva, adesso si aprirà un dialogo insieme a loro, sulla capillarità della rete, e sui costi per portarla a coprire le aree individuate. Il nostro obiettivo, di cui questo progetto è solo una parte, è quello di dare maggiore attrattività alle aree artigianali montane. Se l’iter per la realizzazione della banda ultralarga andrà in porto inoltre, vogliamo che a lavorare per gli interventi di posa della rete siano imprese locali visto che l’idea di fondo è dare nuove opportunità alle nostre imprese”.

Se ci fossero imprese che non sono riuscite a partecipare all’incontro, ma sono comunque interessate ad avere maggiori informazioni sul progetto, possono scrivere direttamente all’Assessore Attolini all’indirizzo mail [email protected]

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3 Commenti

  1. La Regione, anche tramite Lepida, dovrebbe fare azioni “politiche” di riequilibrio del territorio per attenuare il divario di opportunità esistente tra essi. A mio parere Lepida dovrebbe iniziare a portare la banda ultralarga a Ramiseto, Ligonchio e Villa Minozzo e poi da lì scendere. Se inizia a portare la rete veloce a Castelnovo temo che finisca come con la statale 63 e tutto il resto: interventi solo fino a Castelnovo e per Castelnovo e gli altri devono pazientare per decenni o forse per sempre. In tal modo si ricreerà un “digital divide” interno alla montagna, che si aggiungerà alle tante penalizzazioni dei comuni e territori più periferici. Ricordo che su questo sito lo scorso anno dei giovani del comune di Ramiseto lamentavano la mancanza dell’ADSL, costretti ad operare con modem a 56kb nominali, alla faccia della banda ultralarga. Vogliamo mantenere Ramiseto a 56kb mentre portiamo Castelnovo a 100 Gb? Inoltre in gran parte della montagna (ma non a Castelnovo) la telefonia 3G non funziona e gli operatori non sembrano interessati a risolvere il problema, visto che negli ultimi anni non si osserva alcun progresso (ad es. nella valle del Secchia). Il Comune di Castelnovo ha fatto benissimo ad attivarsi sul tema delle reti veloci: è un’infrastruttura critica per qualsiasi attività produttiva. Tuttavia la buona politica e la buona amministrazione dovrebbero perseguire anche criteri di equità e riallineamento dei territori più svantaggiati.

    (SC)

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  2. Sono perfettamente d’accordo sulla necessità assoluta di sostenere con tutto il vigore possibile la creazione di una connessione veloce non solo lungo la Val Secchia ma anche lungo la Val d’Enza. Pare che si siano operanti anche altre forme di connessione nel parmense, forse wireless ,che sono anche accessibili ovunque e che forse non fanno parte del regno “Lepida”. In ogni caso è da troppo tempo che la soluzione di questo problema penalizzante resta senza risposta. Bisognerà agire con il massimo vigore, senza precondizionamenti di sorta, al solo scopo di ottenere al più presto il miglior risultato anche per Ramiseto, consapevoli che un numero esiguo di utenze incoraggiano poco la parte privata in tutti i tipi di investimento in servizi.

    (Marco Leonardi)

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  3. Le connessioni wireless sono operanti anche e soprattutto nel reggiano. Anzi, coprono molte zone dove il segnale non arriva. In quanto a banda non so, bisogna contattare loro.

    (MN)

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