Ugolotti: “Speriamo che il castello di Rossena rimanga in mani pubbliche”

E' di questi giorni la notizia che la Diocesi, già da diversi mesi, ha messo in vendita il Castello di Rossena, non potendo più garantirne un'adeguata gestione e manutenzione. La cifra per acquistare il maniero (praticamente uno dei pochi integri del nostro Appennino) che appartenne a Matilde è di dieci milioni di euro. Il fatto ha aperto un grande dibattito. Iniziamo con la pubblicazione dei diversi contributi che ci giungeranno con Robertino Ugolotti, consigliere comunale di Castelnovo né Monti.

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La possibile vendita del  castello di Rossena, di cui si occupano cronache di questi giorni anche con una lunga intervista all’Economo della Diocesi reggiana, proprietaria dell’immobile, solleva inevitabili preoccupazioni, vuoi perché la notizia è inaspettata vuoi perché non sappiamo quale potrà essere la sua destinazione finale.

Il rappresentante della Diocesi, pur auspicando  che possa essere interessato all’acquisto un Ente pubblico, non esclude nondimeno che il castello, pur a malincuore,  possa essere ceduto anche ad un privato, che se del caso potrebbe essere anche un magnate straniero, posto che la Diocesi reggiana si trova nella necessità di dover cedere  la struttura, se troverà appunto  l’acquirente disposto ad offrire la somma adeguata.

Va ovviamente compresa la posizione della Diocesi, ma questo maniero è un “pezzo unico”, come lo definisce anche lo stesso intervistato, gemello del vicino castello di Canossa, luoghi che nell’undicesimo  secolo sono stati teatro di eventi “storici”  conosciuti in tutta Europa, per non dire nel mondo intero, e che fanno parte  della “identità” italiana, e appartengono nel contempo alle terre matildiche, meta di tanti visitatoti italiani e stranieri, al punto da identificare con questo toponimo  un “casello” dell’autostrada.

Se per qualcuno il turismo è la salvezza della nostra montagna    -   idea non peregrina, ma a condizione che la montagna conservi anche le sue attività primarie, a cominciare da quelle agricole    -   lo stesso  discorso vale pari pari per l’intero territorio nazionale,   e  dobbiamo pertanto augurarci che il castello di Rossena, un pezzo di  “italianità”, rimanga in mani pubbliche, o comunque di chi sappia mantenergli  anche  questa dimensione  “patria”, oltre ovviamente al suo indiscutibile ed attraente valore storico.

Comunque, speriamo innanzitutto che il consiglio ecumenico della Diocesi e la Santa Sede, che dovranno esprimersi al riguardo, possano suggerire e trovare il modo per  non  dover vendere il castello.

(Robertino Ugolotti)

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Un Commento

  1. A me sembra che Robertino Ugolotti metta in fila le cose nel modo giusto quando auspica, in primo luogo, che il castello di Rossena possa restare di proprietà della Diocesi reggiana e, in subordine, che venga acquisito da un ente pubblico, oppure, come terza ipotesi, che passi ad un privato che ne faccia una gestione “illuminata”. Stando alle notizie di stampa di questi giorni c’è pure chi auspica l’eventuale interesse all’acquisto da parte di un mecenate, giusto per supplire alla carenza o mancanza di risorse pubbliche, ed in effetti il mecenatismo potrebbe avere un ruolo importante nella salvaguardia del nostro patrimonio storico ed artistico, similmente a quanto avvenuto nel passato, ma ciò richiede che vi sia chi possiede le necessarie disponibilità finanziarie e i tanti odierni critici della “ricchezza” dovrebbero pertanto rivedere questa loro posizione.

    (P.B.)

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