Chi spara ai piccoli folletti rossi se sono malati? Un nuovo caso di epidemia

Capriolo

Nonostante la caccia di selezione ai maschi adulti e subadulti di capriolo terminerà tra qualche giorno, a gennaio, si aprirà la caccia a femmine e piccoli. Qualcosa di grave, però, in queste settimane sta accadendo. E, a denunciarlo, è Umberto Gianferrari, commissario straordinario per l'Emilia-Romagna di Caccia, Pesca Ambiente che, per altro, osserva una minore presenza sul territorio di femmine con piccoli al seguito.

"Uscendo spesso a fare foto - spiega il cacciatore e selettore - , all'alba e al tramonto, ho purtroppo notato che sono molti gli animali che presentano vistosi segni di diarrea. Cacciatori di Selezione mi dicono di animali defedati da essi abbattuti, con evidenti residui di diarrea e dal peso molto inferiore a quello medio di pari animale (sesso e classe di età) sano". La cosa è confermata da un

Cras (Centro Recupero Animali Selvatici) che rivelerebbe un incremento di animali recuperati estremamente debilitati, che mostrano i suddetti sintomi.

"Pur non ritenendomi esperto ma, come ripeto spesso, da semplice appassionato, temo che siamo in presenza di recidiva della epidemia che decimò questo piccolo cervide ( il Capriolo, appunto ) negli anni 2007 e seguenti".

"Ancora stamane - scrive il commissario e cacciatore -, ricevo telefonate di cacciatori che condividono la mia preoccupazione (anche da essi segnalata a chi di competenza) e che intendono riconsegnare le fascette di abbattimento, poichè si rifiutano di sparare ai 'folletti rossi' (caprioli) che si sono salvati sino ad oggi, dalla malattia". "Ho fotografato una bacheca di Atc Re 3 Collina da cui si evince che di tutti i cacciatori usciti in quei giorni, nessuno ha sparato al capriolo assegnatogli. Come mai ?"  "Ho fotografato anche una bacheca di Atc re 04 Montagna da cui risulta che in una quindicina di uscite, solo due cacciatori sparano e in entrambi i casi gli animali vengono poi recuperati il giorno successivo".

"Chiedo ancora una volta alla Provincia o a ciò che ne rimane, di verificare la situazione e se del caso, garantire ai Selecontrollori che non usciranno a caccia, di mantenere il punteggio acquisito per il prossimo anno. Ad esempio chi avesse da abbattere una femmina adulta (a gennaio/febbraio è solitamente gravida di due piccoli) potrebbe così rinunciarvi, ed avere una femmina adulta in abbattimento il prossimo inverno (2016), se l’emergenza sarà come mi auguro debellata, in tutto o in parte".

Capriolo con diarrea

Un capriolo abbattuto affetto da diarrea

I caprioli avranno la vita salvata? Pare di no, avranno solo un anno in più di vita. "Infatti - prosegue Gianferrari - se si incentiva a non uccidere femmine adulte a gennaio, ciascuna dovrebbe dare alla luce due piccoli a maggio 2015 e il prossimo anno avrò più animali per sperare in un ripristino delle densità normali".
Quindi una annotazione: "Ho il timore che ad occuparsi dei cosiddetti 'Bambi', siano sempre di meno arrivando all'assurdo che a chiedere la chiusura della caccia, sono io cacciatore. Essendo la caccia di selezione intervento dell'uomo che và a prelevare gli animali in esubero, ritengo che vista la premessa, non vi siano le condizioni per continuare a sparare sui superstiti".

 

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19 Commenti

  1. Umberto visto la consanguineità, proporrei alle 2 ATC RE04 e RE03 di acquistare alcuni esemplari maschi da fuori regione, per “rinforzare” il DNA di animali che sono oramai 20 anni che si accoppiano tra di loro…..
    Cosa ne pensi???
    Cosa ne pensi di smetterla di sparare solo ai BELLI e di impedire a chi fa TURISMO VENATORIO di abbattere solo e sempre bei trofei???
    Forse questa è una caccia di ETICA e non di carniere e chi la pratica dovrebbe sapere che se non abbatti, come ho fatto io per alcuni anni non succede nulla, anzi bisogna ugualmente lavorare per mantenere alta la qualità di vita di questo animale.
    Lupi…………………………..???
    Cordialmente

    (RobertoMalvolti)

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    • Da semplice appassionato che ha visto i caprioli diminuire negli ultimi due/tre anni, dico che se c’è un impatto dei lupi è sicuramente nel contenere la malattia. Da che mondo e mondo i predatori cacciano gli animali “facili” e quindi quelli malati prima di tutto.
      Non diamo la colpa ai lupi di ogni problema della montagna, dal fallimento dell’economia montana perchè 10/15 pastori al massimo subiscono danni, ai cacciatori che non trovano più caprioli da sparare perchè i lupi li hanno mangiati, (Che tra l’altro per il capriolo non credo che faccia quella gran differenza….).
      Noto poi che non ho visto diminuire altrettanto i rimborsi per danni elargiti dalla provincia agli agricoltori per danni da ungulati, e che dai pochi dati pubblici, la percentuale di abbattimento dei maschi è notevolmente superiore a quella delle femmine, quindi non raccontiamoci che i cacciatori cacciano per qualcosa di diverso dal trofeo. Perchè NON è vero.
      Cordialmente

      (AG)

      Rispondi
  2. Carissimo, quando ho inviato questo articolo, ho messo in conto una valanga di critiche ( anonime semmai….) e censure da parte di chi, tende a bollare qualunque mia iniziativa come ” POLEMICA “. A volte è più facile far così, che contestare nel merito, dati alla mano. Incredibile che l’Assessore Gennari ieri sui quotidiani dichiarasse : STRANO, AGLI ULTIMI CENSIMENTI ERA TUTTO REGOLARE !…..Come se chiedendo conto al Primario di medicina della morte della mia prozia, mi sentissi rispondere : STRANO, A FINE MARZO STAVA BENONE !….. ( Come tu sai, i censimenti primaverili si tengono a marzo/aprile ). Ma venendo alle tue considerazioni, da appassionato ad appassionato , condivido. Nessuno sa meglio di te quanto sia facile catturare caprioli con le reti per le lepri ( molte volte, se ne catturano senza volerlo ! ). Credo che ” importare ” caprioli SANI ( la cui salubrità sia CERTIFICATA ! ) porterebbe giovamento alla specie ; molto spesso la consanguineità è fattore deleterio……Abbattere ” SEMPRE E SOLO BEI TROFEI ” ? Sbagliatissimo ! Ognuno di noi ne ha abbattuti dei belli ( pure io ! ) ma ho abbattuto anche una daina ed un muflone defedati ( Certificati Azienda AUSL ) pur avendoli pagati per buoni. Mi dicono che dopo avere appeso al muro il trofeo di cervo record italiano, ora stiamo cercando il record europeo, in un ottica stante la quale, se hai soldi puoi fare tutto o quasi tutto mentre, se non ne hai…….come le stelle, rimani a guardare !….. Molto più saggio il sistema di Atc Collina dove, accumulando ( per esempio ! ) annualmente 10 ” caprioli equivalenti “, puoi rinunciare a 5 e partecipare alla assegnazione di un cervo. A proposito, ricordi il problema che sollevo da anni secondo cui è illegittimo assegnare più di 5 ungulati di ciascuna specie ad ogni cacciatore ? ( Invoco Regolamento Regionale Ungulati n° 1 del 2008 ) Ho saputo che un Presidente di Atc ha scritto ad Atc Re 03 Collina dichiarando di volere restituire le fascette ottenute in esubero rispetto al limite da me invocato. Evidentemente, qualcuno ritiene che alcune delle problematiche da me sollevate, non siano poi così infondate……

    (Umberto)

    Rispondi
  3. Animali dannosi… rovinano i boschi e le colture perché cerchiamo di fare di tutto x salvarli?

    (paolo)

    Rispondi
    • Ottima idea!!! Sterminiamo tutto quello che rovina i boschi e le colture:
      Edili che costruiscono case e strade (a cominciare dalla nuova statale)
      Automobilisti che usano le strade
      Sciatori e impianti sciistici fatti tagliando il bosco
      Escursionisti che cammina sull’erba
      Motocrossisti e fuoristradisti (anche se cacciatori)
      Pecore che mangiano l’erba
      e poi …. chi vuole aggiungere all’elenco???
      Tutti i piansani che vengono a funghi
      Tutti quelli che bruciano legna per scaldarsi ….

      (AG)

      Rispondi
  4. Non c’è bisogno di fare tanta ironia…non sono animali autoctoni e da quando sono stati messi hanno causato e stanno causando molti danni…non so se avete visto i boschi tagliati come li riducono…

    (C.D.)

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    • Cosa vuol dire non sono animali autoctoni???? Il capriolo è sempre stato presente nel nostro appennino fino a quando non l’hanno estinto a fucilate.
      Quindi è autoctono eccome…. forse anche da prima che l’uomo (sapiens non so) arrivasse da queste parti.

      (AG)

      Rispondi
      • sempre stato presente?
        allora lei e’ molto giovane negli anni 70 nn c’ era traccia di caprioli nel nostro territorio e si viveva meglio di adesso
        senza poi contare gli incidenti che causano e se poi hai la sfortuna di investirli nn ti riconoscono neppure il danno…..x cui…..

        (paolo)

        Rispondi
    • PS: e i boschi tagliati …. chi li taglia????

      (AG)

      Rispondi
      • i boschi li hanno sempre tagliati ed e’ pure un bene x il bosco stesso
        perche’ si rinfrescano……..caprioli permettendo…..

        (paolo)

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        • Meraviglioso questo modo di vedere le cose …
          Il mondo inizia negli anni settanta, milioni di anni di evoluzione e diffusione di specie non contano niente.
          Quello che fa l’uomo fa bene al bosco e magari alla natura più in generale, mentre gli animali fanno danni….

          (AG)

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  5. Esatto se i boschi non venissero tagliati non si rinnoverebbero e col tempo seccherebbero….
    Il capriolo è stato importato…mio nonno mi raccontava che quando i boschi ricacciavano i polloni dal taglio effettuato stavano ben attenti che ai pastori non scappasse qualche pecora che avrebbe mangiato i giovani e teneri germogli..adesso invece è un disastro…bella roba……

    (C.D.)

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  6. I caprioli, in Italia, SONO animali autoctoni. Che negli anni 70 non fossero presenti sta solo a significare che era stati praticamente sterminati. In quanto ai danni, l’impatto ambientale del capriolo, a differenza di cinghiali e cervi, è minimo.
    Che durante la caccia di queste settimane si siano osservati meno caprioli è vero, ma andrei piano prima dii attribuirlo a una nuova epidemia. Qualche animale malato ci sarà sempre, ma ciò non significa epidemia. E la diarrea, che ho osservato comunque in pochi animali, può essere legata all’alimentazione, quest’anno notevolmente “umida”.
    Io frequento e osservo spesso le stesse vallate e in zone dove per giorni ho visto solo 2-3 caprioli, mi sono capitate giornate da vederne 20-25. Questo potrebbe stare a significare non tanto una diminuzione, quanto un cambiamento nelle abitudini del piccolo cervide, per la presenza dei predatori. Che indubbiamente hanno un peso, ma, come ha giustamente detto qualcuno prima di me, incidono principalmente sugli animali più deboli (vecchi, malati e piccoli).
    Per quanto riguarda la caccia al trofeo, ritengo sia sbagliata e in contraddizione con il termine selecontrollore o cacciatore di selezione.

    (MB)

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  7. Alla domanda se il capriolo fosse presente tempo fa nel nostro territorio, un anziano signore mi rispose: Se vi fossero stati i caprioli nel periodo delle guerre e della fame non si sarebbero mangiati gatti, ricci, tassi e quant’altro…. Se poi sia autoctono o meno non posso dirlo con certezza, sicuramente nel nostro territorio non era più presente da molto molto tempo. Se andiamo a leggere le disposizioni che nel 1500, 1600 venivano imposte, si legge dell’assoluto divieto di pascolare capre e pecore nei boschi, le sanzioni erano pesanti e non credo che si esentassero o si permettesse di farlo ai caprioli. La cosa più grave però è che qui si vuol far credere che i caprioli sono stati introdotti per scopi ambientali, mentre sono stati immessi solamente per dar modo a qualcuno di esercitare quella che chiamano caccia di selezione che però di selezione ha poco o niente e, considerando tutto quello che succede da quando la selezione si è messo a farla l’uomo al posto della natura, penso che siano in molti a pensarla come me. Nonostante si cerchi di dare un’immagine diversa della caccia, io crederò nell’amore per gli animali e per l’ambiente dei cacciatori, quando li vedrò cacciare con la macchina fotografica invece che col fucile, prima no.

    (Antonio Manini)

    Rispondi
  8. Erano forse autoctoni i caprioli dell’alta montagna, secondo me. Non dell’Appennino. I lupi sono arrivati dopo per ridurre il numero di ungulati. Ma perché li hanno reintrodotti (?!) se dopo ci si lamenta dei danni? Che pasticcio all’italiana!!! E se adesso ci sono troppi lupi a chi bisognerà chiedere per abbatterne qualcuno? A Cappuccetto Rosso? Mah!!!

    (m. 1964)

    Rispondi
  9. No, guardi, sig. MB: non ci siamo. La diarrea legata alla alimentazione umida? E quando nel 2007 la si attribuiva ad estate troppo siccitosa? Se una malattia colpisce qualche animale vuol dire (lo so anch’io) che ha andamento endemico. L’andamento epidemico si verifica quando il numero di animali colpiti rispetto al totale è abnorme. Nei campi in cui d’estate ci sono 2 o 3 animali è normale vederne 20 in inverno quando, finita la stagione degli amori, gli animali perdono la loro accentuata territorialità e fanno vita di branco. Se lei guarda le foto che ho postato su Facebook ci sono fogli riepilogativi di bacheca da cui risulta che tutti o quasi quei cacciatori di Atc Collina o Montagna sono usciti senza abbattere il capo assegnato e ciò non è da attribuire al fatto che gli animali erano “migrati” altrove, poiché sono state sondate diverse aree e diverse parcelle della stessa area… Spostati per paura dei lupi? Non può essere poiché l’areale in cui “pascola” un branco di lupi è almeno 10 volte più ampio dell’areale in cui si sposta, di norma, il capriolo. Osservare pochi capi con diarrea?… Logico, poiché i diarroici che muoiono spesso, sono difficili da osservare una volta putrefatti e divorati dagli animali del bosco, cinghiale in primis. La sua ultima frase invece la sottoscrivo. Al corso per cacciatori di selezione ci spiegano che il nostro compito è quello di prelevare “gli interessi” di una popolazione di ungulati (cervi, daini, caprioli, cinghiali, mufloni) senza intaccare il capitale!!! Per quanto mi riguarda, pur avendo maturato il punteggio e avuti i capi in assegnazione, ho preferito non uscire col fucile, neanche una volta. Se la selezione naturale è (malauguratamente) operata da malattia come io ritengo (le tante femmine senza prole al seguito sono una prova!) perché dovrei andare a sparare sui superstiti?…

    (Umberto)

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  10. Egr. Sig. Umberto, quando parlavo di 2-3 animali visti la domenica e poi 20-25 animali visti, intendevo dire il martedì o il mercoledì successivo, non nel periodo dei raggruppamenti invernali. Poi magari di nuovo per qualche giorno pochissimi avvistamenti… Per tornare e vederne 25 dopo una settimana. Lo so che i caprioli non migrano, ma cambiano le abitudini in presenza dei predatori. Non sono un tecnico ma di argomenti naturalistici leggo molto e secondo i tecnici la minor visibilità del capriolo è legata alla presenza dei lupi. Per quanto riguarda l’alimentazione, tutti gli allevatori potranno dirle che se nutrono una vacca con troppa medica fresca sarà probabile che le venga la diarrea. Sia la mucca che il capriolo sono ruminanti, quindi potrebbero avere reazioni simili.

    (MB)

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  11. Per quanto poi riguarda il ritrovamento delle spoglie dei caprioli presumibilmente morti di malattia, se la situazione è così grave come dipinta dal Sig. Umberto, si tratterebbe di centinaia di animali. E’ possibile che predatori e soprattutto spazzini del bosco siano così efficienti da far sparire tutto, ma proprio tutto senza lasciare traccia? Io, nell’estate appena trascorsa, ho in realtà trovato due caprioli morti: uno era stato chiaramente predato dal lupo, ma c’erano resti più che evidenti, l’altro era così vecchio che avrebbe avuto bisogno di una dentiera (e anche di questo c’erano resti molto evidenti).

    (MB)

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