Scintille in chiusura di Fiera. Leana Pignedoli: “Un tempo nuovo per gli agricoltori”

Convegno agricolo Fiera San Michele

“Un tempo nuovo per gli agricoltori: i produttori diventino imprenditori: dalla campagna allo scaffale. Ai giovani occorre dare la possibilità di andare avanti”. La chiusura del convegno agricolo “Agroalimentare: futuro export”alla Fiera di San Michele ha regalato alcuni vivaci attimi nei quali si è riepilogato il succo di una mattina intensa (la cronaca qui) e che ha visto esprimere un accorato appello di Leana Pignedoli, vivacemente rintuzzata da un presidente di latteria.

“Mi sento di dire che non è più il momento di improvvisarsi in agricoltura, ma occorre che ci crediamo. E io ci credo”.

Il dibattito, in particolare, è scivolato sul tema della filiera del Parmigiano Reggiano: “Gli agricoltori possono decidere come farlo all’interno di un sistema che, qui, è quello della cooperazione. Ora però occorrere recuperare gli utili che ora finiscono altrove. Il sistema cooperativo deve avere questo ruolo. Certo ora c’è l’emergenza e per questo ci saranno misure ad hoc. Ma è ora di mettersi assieme, non solo produttori assieme. Per il Parmigiano Reggiano il problema della stagionatura: il produttore deve trovare il modo di esserne parte. E’ questa la strada”.

Un esempio?

“E’ quello del vino – ha spiegato Leana Pignedoli – questo è quanto avvenuto con il Lambrusco tramite le Cantine Riunite e altri gruppi che stanno nascendo. Occorre recuperare quel maggiore valore che ora va all’estero o ai grandi gruppi. Il tema di un magazzino, mettendo assieme i diversi soggetti, è ora di affrontarlo”.

Claudio Corradi, moderato della giornata ha concluso: “Riassumiamo questa mattinata con l’impegno a diventare imprenditori e investire una piccola parte per costruire questa rete, diventare grandi ed essere bravi a vendere. Quindi investire sui giovani che su un mercato mondiale possano spendere le proprie carte”.

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6 Commenti

  1. “Vivacemente rintuzzata …” : sapere esattamente che cosa ha detto il presidente di latteria, che forse di Parmigiano Reggiano, e del duro lavoro che occorre per farlo bene, forse ne sa un po’ di più della senatrice Pignedoli, sarebbe interessante, no? Grazie alla redazione se vorrà illuminarci.

    (Alessandro Davoli)

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  2. “Abbiamo bisogno di soldi. Da soli non ce la facciamo. Il sistema cooperativo ha già dimostrato di avere fallito (come nel caso delle Latterie Giglio). Un magazzino unitario? E’ impossibile: noi già facciamo da soli”. Nardo dixit

    (IE)

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  3. Non ero presente all’evento di chiusura e ne sono dispiaciuto per non aver potuto sentire le sue parole “in diretta”. Ha per caso dichiarato di aver votato contro all’odg del 24 settembre (abolizione vitalizi)?

    (Bennam)

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    • Concordo pienamente con Bennam, anzichè fare tanta demagogia insegnando a chi non ha bisogno di essere istruito, in quanto ha dato la propria vita a sostegno del marchio Parmigiano con pesanti fatiche… ha fatto meno fatica lei seduta in poltrona… Saluti.

      (Maria)

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  4. Sono un piccolo operatore del settore Parmigiano Reggiano, commercializzo il nostro prodotto di montagna sia in Italia che all’estero la mia azienda è la Gustoemilia srl. La strada della stagionatura del prodotto da parte delle latterie diventerà il valore aggiunto che farà la differenza, a patto che la si percorra con professionalità e programmazione, investendo in personale commerciale che vada a bussare alle porte del consumatore di Berlino di Londra e di Stoccolma. Invece di pensare a mercati lontani e complicati come Usa o Cina dobbiamo iniziare dalla nostra cara Europa che dal punto di vista delle leggi sul controllo alimentare non ci pone vincoli di dogana o problematiche di certificati sanitari, la merce può viaggiare liberamente. Se si potesse creare una rete d’impresa tra latterie di montagna ed operatori ma che sia completamente dedicata al risultato commerciale: (dove, quando, a chi e quanto…), dando la dovuta attenzione e professionalità alla gestione degli incassi e dei pagamenti di ogni transazione commerciale. In sintesi: stagionare il nostro meraviglioso Parmigiano Reggiano di montagna creando una rete d’impresa tra produttori, creare una rete vendita di proprietà (senza delegare), gestire bene il credito. Con queste 4 cose penso si possa invertire la rotta e far sì che il valore aggiunto del nostro Parmigiano Reggiano non venga incassato altrove ma che rimanga a comporre il reddito del nostro splendido territorio montanaro.

    (Luca Belli)

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  5. Questo “mercatino globale” del finanziarianesimo dominante bisogna pur arrivare ad affrontarlo e superarlo, se si vuole poter vivere decentemente. Mi sembra che ci si giri intorno più con convegni che con azioni dirette. Bene fa la Leana Pignedoli a proseguire con queste azioni e sensibilizzazioni, ma il problema si risolve, nei tempi necessari, soltanto cambiando alla radice molte regole generali e introducendo mirate strategie espansive in materia commerciale. Però mi rendo conto che anche qui tutto dipende dagli indirizzi della politica nazionale, ammesso che ancora si possa parlare di nazionalità in ordine a qualche politica italiana.

    (Marco Leonardi)

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