“Artigiani in ginocchio per il caro carburante, ma anche per la qualità dello stesso”

Gasolio“Artigiani in ginocchio per il caro carburante, ma anche per la qualità dello stesso” a denunciarlo è Lapam Confargianato Castelnovo ne' Monti, per voce del presidente Gabriele Arlotti, che pone l’attenzione sulla qualità del gasolio che finisce nei serbatoi. “Un fenomeno doppiamente dannoso in Appennino – lamenta il dirigente di Lapam Confartigianato – dove la carenza di distributori a basso prezzo impone spesso scelte di rifornimento lontane, ma anche dove non si tiene conto della presenza di zone svantaggiate che dovrebbero giovarsi di benefici in merito ai costi di trasporto. Purtroppo in queste settimane due artigiani su dieci sono alle prese con problematiche legate alla qualità del gasolio da rifornimento”.

“Un aggravio di costi che può incidere per 200 euro l’anno – osserva Corrado Bertei, segretario Lapam Confartigianato Castelnovo Monti – che si sommano ai 700-800 euro di maggiori costi di gasolio medi per un artigiano che vive e opera in Appennino (senza considerare ammortamento, pneumatici e manutenzioni). L’utilizzo di carburanti non adeguati – prosegue Bertei – sta causando un aumento dei filtri gasolio cambiati in queste settimane che, in alcune autofficine, raggiunge un incremento pari anche al 30 per cento in più rispetto ai 12 mesi precedenti. Purtroppo è un fenomeno già iniziato a manifestarsi nei due anni scorsi”.

Gasolio di colore nero (per presenza di materiale dei serbatoi di trasporto), a volte con acqua o con percentuali alte di biodisel: ecco quanto causa i disagi di queste settimane, al punto di rendere necessario il cambio dei filtri gasolio a metà del loro tempo usuale di esercizio. (cfr foto allegata contenuto ‘nero’ di un filtro gasolio cambiato anzitempo).

'Fortunatamente – riprende Arlotti – l’impiego di auto nuove con centraline sofisticate impone il cambio del filtro d’olio prevenendo peggiori danni al motore. Ma a quale costo dato che questa operazione è anticipata? Per altro, purtroppo a seguito della crisi economica molti automobilisti e artigiani risparmiano saltando o allungano i tagliandi programmati e i filtri intasati sono la prima causa di intervento nei casi citati. Come Lapam Confartigianto – conclude Arlotti – da un lato invitiamo gli artigiani a prestare attenzione a quanto entra nel serbatoio, o per lo meno a fare il pieno in assenza di botti di rifornimento alle stazioni di servizio, a svolgere i tagliandi programmati, dall’altro chiediamo controlli non solo sulla quantità dei carburanti erogati, ma anche sulla qualità e loro composizione essendo un nostro diritto acquistare carburanti conformi alla parola stessa”.

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5 Commenti

  1. Ne parlavo non più di tre giorni fa con un amico, affermando che in montagna abbiamo il carburante più caro della provincia e non solo. Parlo della benzina, sono mesi che siamo attorno ai 1,749; scendi in pianura e tutti sono dietro gli 1,7, qualcuno senza fare pubblicità è pure dietro l’1,6. Stesso discorso se oltrepassi il passo del Cerreto (vedi Fivizzano, Pallerone, Aulla, Sarzana, Carrara): non c’è un distributore che la venda più cara che da noi. In un recente passato un distributore di Castelnovo che non nomino si era impegnato sui prezzi a tenerli bassi poi tutto si è adeguato (al rialzo o al ribasso?).

    (Lucibill)

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  2. Guardia di Finanza dove sei? Colonnello Bleve batta un colpo. Ispezioni e controlli dei carburanti presso tutti i distributori della montagna reggiana. Immediata chiusura dell’impianto e sospensione delle licenze di commercio per i gestori trovati in fallo. Deferimento all’autorità giudiziaria per il reato di frode in commercio. Serve solo applicare la legge. Attendo una risposta adeguata.

    (Alessandro Raniero Davoli)

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  3. Abito a Castelnovo, circa un mese fa ho dovuto cambiare il filtro del gasolio in quanto improvvisamente mi si è fermata la macchina (dall’ultimo cambio filtro avevo percorso circa 7000 KM) mentre salivo dal Pianello, ero in una curva a tornante e avevo anche un camion proprio dietro. Questo per dire che queste situazioni possono essere anche pericolose! Il meccanico mi ha riferito che il filtro era pieno d’acqua e che avevano avuto parecchi casi simili. Io ho sempre fatto rifornimento a Castelnovo e naturalmente non andrò più presso il distributore dal quale mi rifornivo abitualmente, ma come il signor Davoli mi domando dove sono coloro che devono controllare e sanzionare? Come possiamo sentirci tutelati? Coloro che frodano oltre a dare un danno economico mettono anche a repentaglio l’incolumità delle persone!

    (Cristina M.)

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  4. Non credo che i gestori dei distributori siano responsabili più di tanto in queste vicende e forse il dito andrebbe puntato più sulle compagnie che distribuiscono i carburanti che su di loro; resta il fatto che abbiamo i prezzi più alti della provincia, senza eccezioni di sorta e questo è molto più grave di quanto appaia, se poi ci forniscono anche prodotti scadenti, prendiamo atto di non essere considerati e di conseguenza, se non abbiamo voce in capitolo, siamo mal rappresentati. Anche su queste cose la politica dovrebbe avere un ruolo importante se non altro per farsi portavoce dei problemi e tutelare gli interessi economici dei montanari, allora, proviamo a sollecitare chi potrebbe e dovrebbe farsi sentire, chissà mai che non possa servire…

    (Antonio Manini)

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  5. Ringraziamo per l’attenzione sul tema. In merito ai commenti, vogliamo chiarire che il problema del gasolio sporco è un fenomeno generalizzato in Italia, non è un problema locale. Auspichiamo si possa inquadrare esattamente il fenomeno e quindi trovare le soluzioni efficaci a risolvere il problema segnalato.

    (Confartigianato – Castelnovo ne’ Monti)

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