“La colpa della incredibilità (=non credibilità) della politica? E’ dei partiti”. AGGIORNAMENTO – La risposta del coordinatore Fioravanti

Luca Zini

Luca Zini

Riceviamo e pubblichiamo.

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Il momento politico non è a nostro giudizio peggiore di alcuni anni fa. Certamente il degrado è progressivo ma la genesi di questa situazione non è da imputarsi sicuramente all’ultimo anno.

La non credibilità della politica in Italia è da individuare in primo luogo alla gestione dell’amministrazione centrale del nostro paese, concorre quella periferica; crediamo tuttavia che la massima responsabilità sia dei partiti, i quali non sono sincronizzati con lo stato reale del paese. La quotidianità e l’azione politica hanno due velocità diverse e questo concorre ad allontanare quelle persone che vorrebbero rendersi utili. La fatica che i volonterosi segretari fanno sul territorio per reclutare persone giovani, non tanto d’età ma di esperienza politica, è vinta dall'arretratezza dei “modi” di fare azione politica.

Ciò posto, veniamo al nostro partito, che, avendo tra le altre cose una bella struttura organizzativa dislocata su tutto il territorio nazionale, ha una doppia responsabilità in tutto questo, non riuscendo a orchestrare quell’azione politica in grado di coinvolgere nuove forze. Siamo fermamente convinti che la struttura funziona, ne danno la conferma le innumerevoli prove che in questi anni hanno sottoposto i volontari a sforzi eccezionali (pensiamo alle primarie), dove la macchina ha funzionato a dovere senza inceppi. Appunto le primarie danno la misura della potenza di questa macchina organizzativa e di conseguenza dell’azione politica, se guidata e sostenuta con convinzione.

Tuttavia la guida del nostro partito ora ha come obbiettivo gli eventi delle primarie, le eventuali elezioni che a cadenza si susseguono per avere una bandierina rossa in più sulla cartina e della raccolta di fondi per supplire alla mancanza di risorse. Mai che arrivi una richiesta di un parere su un tema politico o sociale, mai una richiesta di raccolta d’opinione per esempio sulla nuova legge elettorale o su altro tema determinante per la vita sociale della nostra comunità. No, quelli sono temi che il partito risolve da solo senza mai sentire la base; e, badate, sarebbe semplice indire una richiesta d’opinione con i mezzi tecnologici che abbiamo oggi a disposizione – seppur privatamente.

In questo contesto noi crediamo che la zona montana abbia dato il suo contributo, costituendo in coincidenza con la rielezione del suo coordinatore una segreteria che non si è mai riunita, prendendo decisioni – penso al presidente dell’Unione, piuttosto che al candidato in Provincia – senza aver affrontato con i dovuti tempi gli argomenti nè averli sottoposti ai circoli, ma semplicemente convocando direzioni oggi per ieri poco partecipate e accordi non condivisi, vedi terzo candidato consigliere in Provincia a favore dei comuni civici.

L’azione poi di questa segreteria nella gestione delle ultime elezioni comunali è stata devastante:  in un comune dato per sicuro abbiamo perso le elezioni e spaccato il circolo, in un altro non siamo neppure stati in grado di presentare una lista dopo anni di opposizione, nel capoluogo montano abbiamo candidato un indipendente e in consiglio eletti altrettanti indipendenti così da non avere il controllo dell’amministrazione e ci fermiamo qui.

In breve, questa segreteria non è stata capace fino ad ora di gestire e condividere un “progetto montagna” in nessun delle occasioni che si è trovato a gestire; impossibile pensare che sappia di suo crearne uno.

Crediamo ancora che la gente abbia voglia di partecipare, di dire, di essere protagonista e la nostra responsabilità con una macchina efficiente come abbiamo è questa: trovare il modo. Tuttavia all’interno di questo coordinamento non è possibile realizzare tutto questo, noi ci abbiamo provato ormai troppe volte, ma resistenze insuperabili ci hanno sempre impedito di cogliere l’obiettivo.

Pur credendo fortemente che il coordinamento della zona montagna sia un luogo necessario e fondamentale per il nostro territorio, vista anche la tendenza all’unificazione dei nostri comuni che condividiamo, dobbiamo tuttavia comunicare che con decorrenza immediata il Circolo di Casina non farà più parte di questa organizzazione e si riferirà direttamente alla Unione provinciale per l’azione politica che in futuro andrà ad intraprendere.

(Luca Zini, segretario Partito democratico Circolo Casina)

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Aggiornamento 6 novembre 2014 ore 11

Il segretario del Circolo di Casina Zini ha tutto il diritto di criticare il coordinatore della Zona ma non può farlo dichiarando cose non vere, attribuendomi responsabilità che il coordinamento non può avere e colpe che non ha. Zini sa benissimo che i circoli sono del tutto autonomi nella loro attività, il coordinamento non è sovraordinato e non decide per loro. Il Partito democratico si fonda sui circoli comunali che sono del tutto autonomi nelle loro scelte. Ciò è ancora più chiaro durante le consultazioni elettorali dove il metodo delle primarie impedisce ogni condizionamento esterno. Nel regolamento della zona e nel programma politico, approvato dall’assemblea di tutti i circoli Casina inclusa, a febbraio di quest’anno, si dice chiaramente che il coordinamento si occupa di questioni del comprensorio montano, non dei singoli comuni; questa è la sua missione, non altra. Il coordinamento non rappresenta, in miniatura, l’Unione provinciale, ma un livello politico di partito a corrispondente a quello istituzionale: l’Unione Appennino reggiano. Riguardo la mancanza di condivisione di un progetto per la montagna respingo nella maniera più netta la critica. Grazie all’azione del Coordinamento del PD Appennino abbiamo difeso e tenuto unito il comprensorio montano, con il solo rammarico di aver perso due comuni. Questo grazie a tutti, anche al circolo di Casina, a tante riunioni, contrastando intenti ben presenti anche nel Pd dove si dava per irrecuperabile e ingestibile il comprensorio unico ed inevitabile la nascita di tre o quattro unioni con la popolazione di un condominio urbano. Abbiamo dialogato costantemente, nell’ambito di partito, con la Regione Emilia-Romagna anche quando gran parte delle istituzioni locali ne erano incapaci. E abbiamo discusso, in un consesso regionale, di temi che riguardano l’Appennino. I fatti ci hanno dato ragione, ora l’Unione Appennino reggiano c’è, è considerata da tutti gli amministratori del territorio come una grande opportunità. Prova ne è la gestione unitaria di questa istituzione. Tra l’altro il Pd zona Appennino ha dato un contributo fondamentale nella definizione del programma di mandato politico di questo importante ciclo amministrativo di avvio dell’ente. Questa unitarietà politica di territorio si è confermata anche con l’elezione del rappresentante all’interno del Consiglio provinciale, dove Bini ha avuto un sostegno ben più ampio dei voti del solo Pd nei comuni montani. Questi passaggi sono stati discussi in tutti i consessi della zona: segreteria, segretari, direttivo ed anche, per quanto riguarda il Consiglio provinciale, con almeno cinque riunione della direzione. Invito Zini a non fare ciò che egli critica: sfuggire alla discussione. Intanto perché non ne capisco il motivo visto che si può discutere di tutto, incluso il ruolo del sottoscritto. Poi perché si sottrae ad una precisa responsabilità di essere parte di un partito di governo, che amministra Casina, la quale è parte importante dell’Unione Appennino RE. Mettere in discussione il coordinamento significa indebolire il ruolo di indirizzo del Pd sulle scelte di governo del territorio montano. Lo invito a riflettere su questo senza che egli debba modificare l’opinione che ha su di me.

(Valerio Fioravanti)

 

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9 Commenti

  1. “Venite pure avanti, voi con il naso corto, signori imbellettati io più non vi sopporto…”. Francesco Guccini, ma avrei potuto scriverla io. Ha ragione Zini, secondo me. Però è miopia non vedere che riflettete ciò che è il Pd a livello nazionale. La speranza è nei giovani, a cui dovreste fare largo. Ciò spiega in successo, meritato, del giovane Torri? È una domanda.

    (Serb)

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  2. Qualcuno proverà ancora una volta a mettere in dubbio la mia collocazione politica, ma non posso non condividere la posizione politica del segretario Luca Zini di Casina. Questo deve fare la politica: mettersi sempre in discussione sui temi che interessano i cittadini e si deve sempre partire dalla base che, nonostante sia sempre più confusa e delusa, spera che la vera e sana politica tornerà ad essere un servizio utile per la comunità e non l’interesse di pochi e per scopi poco nobili.

    (Capogruppo Lista Civica Progetto per Castelnovo ne’ Monti)

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    • Bravo! È questa la vera politica apprezzata dagli italiani onesti, altro che difesa di poltrone! E’ ora di finirla, si è capito chi fa politica per proprio interesse.

      (LC)

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  3. Solito Fioravanti. Autoreferenziale e fine a se stesso. Molla la poltrona. Cavolate! La falsa democraticità che dice. Comandano sempre e solo i soliti. Dei circoli locali comunali non vi frega nulla, son solo utili per tesserare. Le decisioni son sempre prese da tre o quattro persone e poi si fa in modo di pilotare le riunioni dei circoli locali con l’ausilio dei galoppini che obbediscono alla strategia. Proprio per la gente con voi si perde la voglia di partecipare alla politica. Forza, Zini, sperando che non salti la zona di coordinamento montana ma le soliti menti.

    (Deborah)

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    • Brava, Deborah, hai espresso in pieno il pensiero di tutti noi. Sfiduciati dai soliti politici intrallazzati per loro tornaconto. Non si vergognano ancora per aver tolto la speranza a tutti noi e rovinato il nostro Appennino. Sono ancora a scrivere opinioni senza senso.

      (lc)

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  4. In un momento così difficile per la politica in generale vedere che all’interno dello stesso partito non si va d’accordo è deprimente. Un plauso però a Casina che ha avuto il coraggio di mettere in piazza i propri malumori, in contrasto con il coordinamento, e (credo e spero) intraprendere una strada nuova di condivisione delle scelte.

    (Marco)

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  5. Solo un appunto: non sono io “LC”, non lo dico tanto per dire, ma non mi piace la confusione. Rimango dell’idea che ognuno possa esprimere le sue opinioni, in sedi diverse, non su quotidiani o testate online. Non che sia contrario a queste due ultime cose che ho scritto, ma vedersi e dialogare uno davanti all’altro, anche arrabbiarsi, fa solo bene!

    (Luca Cagnoli)

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    • Ma il dialogo online è possibile, pratico ed efficace. Dipende dai ruoli; è chiaro che per i due attori in scena, Zini e Fioravanti, il chiarimento definitivo passa necessariamente attraverso un incontro di persona. Le modalità del confronto credo che siano poca cosa rispetto al tema centrale. Buone feste.

      (Serb)

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  6. Mi permetto di dare un modesto consiglio a Luca Zini: se davvero si vuole far politica in funzione della gente e non per gli interessi dei partiti non basta uscire dal coordinamento del PD montano, bisogna uscire proprio dal PD e dico PD perché è l’oggetto della questione ma potrebbe trattarsi di qualsiasi altro partito che ha rappresentato la politica italiana sino ad ora. Per cambiare bisogna cambiare davvero.

    (Antonio Manini)

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