Toano, a rischio il lavoro nella ‘perla’: l’acquedotto. L’intervento dei sindacati

Un momento dell'inaugurazione dell'acquedotto di Toano nel 1963

Un momento dell'inaugurazione dell'acquedotto di Toano nel 1963

 

 

CASTELNOVO NE’ MONTI (15 dicembre 2014) – A rischio una delle perle d’Appennino: la gestione comunale dell’acquedotto di Toano. A denunciarlo sono i sindacalisti dell’ area montana (Castelnovo Monti): Luca Ferri (Cisl), Silvia Dalla Porta (Cgil), Giovanni Riatti (Uil).

“Si tratta di uno degli esempi in regione di gestione puntuale e diretta delle acque – rilevano i sindacalisti -. Un modello che in origine era caro ai reggiani che, adesso, guardano con ammirazione e nostalgia”.

A Quarsa si rifà una linea

A Quarsa si rifà una linea

“Ora, con la recente approvazione del Dl 133/2014  cosiddetto decreto “Sblocca Italia” viene stabilita “la dimensione territoriale provinciale” per l’affidamento delle gestioni idriche integrate. Sulla base di tale norma il Comune di Toano rischia di perdere la gestione dello storico acquedotto che attualmente svolge attraverso AST s.r.l. Unipersonale (Azienda Servizi Toano)”. AST, infatti, è una società controllata al 100% dal Comune di Toano che gestisce il servizio idrico integrato sia nell’intero comune di Toano che nella frazione Lusignana di Villa Minozzo. Nello svolgere una serie di servizi agli utenti - tra i principali: servizio acquedotto, servizio fognatura e servizio depurazione – la società occupa 5 dipendenti più il legale rappresentante. “L’acqua, fonte di vita e conquista tanto agognata trova la sua affermazione massima con l’avvento del ‘grande acquedotto’ – scrive il giornalista Paolo Lazzaro Capanni, nel volume ‘Viaggio nell’acqua’, scritto nel 2013 per il cinquantesimo anniversario della costituzione dell’acquedotto comunale a Toano AST - che dagli anni sessanta del ventesimo secolo contribuirà a migliorare notevolmente il benessere sociale ed economico degli abitanti dei borghi toanesi. Le vicende del preziosissimo servizio idrico si dirama nei decenni, tra tanti successi, molti sacrifici e qualche ostacolo, fino a sfociare con forza negli anni duemila, in cui la decisione di questo paese di montagna di proseguire nella gestione autonoma della propria rete idrica si rivelerà una scelta vincente e, sotto diversi aspetti, ammirata e invidiata”.

Uno dei tanti impianti della rete acquedottistica di Toano

Uno dei tanti impianti della rete acquedottistica di Toano

“Le professionalità dei lavoratori ma anche e soprattutto la conoscenza dettagliata e capillare del territorio, rappresentano un patrimonio prezioso per tutta la comunità che va conservato e possibilmente incrementato nel tempo”, aggiungono Ferri, Dalla Porta, Riatti.

“Essendo oltretutto un’azienda che mostra una situazione economico-finanziaria positiva, Cgil, Cisl e Uil  della montagna si adopereranno affinché  AST continui ad essere un punto di riferimento per tutta l’area del toanese e non solo, in coerenza con l’evoluzione del servizio idrico in provincia di Reggio Emilia”.

 

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4 Commenti

  1. Aspettiamo una risposta dal governo della montagna! Toano in primis, Unione dei comuni a ruota…

    (Marco)

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  2. Non esiste alcuna possibilità di deroga? Restiamo fiduciosi che i nostri amministratori facciano il bene e l’interesse del nostro Comune.

    (Ilaria)

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  3. Quanto vale l’Acquedotto di Toano? Se fosse necessario, si può rilevare in privatizzazione con un azionariato popolare?

    (SC)

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  4. Rimango stupita di tale presa di posizione proprio dei rappresentanti dei sindacati, ancor di più quando noto fra questi una persona che ha un’ottima conoscenza tecnica della materia.

    (Donatella)

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