Da caso virtuoso di paesino di montagna collegato con la fibra ottica a unico abitato tagliato fuori dalla connessione telefonica

Civago4"Civago e le frazioni dell’alta Val Dolo del Comune di Villa Minozzo sono state collegate alla rete telefonica con un nuovo cavo a fibra ottica, posato in via aerea (sui cavi del telefono esistenti) nell’estate 2011. Ancora non sappiamo bene chi ringraziare per questo, se la Regione Emilia-Romagna o la Telecom–Seitel; in ogni caso ne siamo contenti".

Ci scrivono alcuni abitanti della frazione villaminozzese.

"Purtroppo abbiamo dovuto attendere l’agosto 2013 per poter usare questa formidabile rete, perché la vecchia centralina Telecom non la faceva funzionare. Ossia sino al 2013 Civago e le frazioni vicine si potevano collegare ad internet attraverso la rete fissa con un capacità di banda di 56 kbps, ormai superata anche nel deserto di Atacama. Il “digital divide” è stato, nel frattempo, in parte colmato attraverso il collegamento tramite ponti radio realizzato dalla (ex) Comunità montana ed Enìa e gestito da privati. Sistema importante ma pochissimo affidabile: una forte pioggia o una nevicata bloccavano il funzionamento. Quindi la nuova centralina ci portava nella civiltà, anche considerato che gran parte del territorio italiano è connesso ad una velocità di 7 mbps (dato molto inferiore alla media europea) ma che per noi rappresentava un notevole passo avanti".

Civago6Ancora: "E’ però successo che nel mese di gennaio del 2013 la pioggia gelata che ha danneggiato alberi e strade ha anche creato seri problemi alle reti telefoniche, facendo crollare pali e cavi. Da allora sono trascorsi ormai due anni e i danni di quell’inverno non sono stati ancora riparati. Il cavo telefonico e dati che collega la frazione di Civago è in condizioni assai precarie da allora a causa del crollo di numerosi alberi e pali di sostegno; il cavo telefonico principale in rame è stato tranciato in vari punti ed il cavo in fibra ottica è ora fissato su sostegni provvisori, in parte crollato al suolo, sormontato da rami e in vari punti unito con nastro adesivo".

"Da caso virtuoso di paesino di montagna collegato con la fibra ottica - spiegano i civaghini - rischiamo di essere l’unico paese tagliato fuori dalla connessione telefonica: basta il distacco di un ramo, il passaggio di un cinghiale in corsa o una nevicata abbondante, senza parlare di un’altra galaverna. Ciò è particolarmente grave e pericoloso perché sono molti gli anziani che vivono soli il cui unico collegamento con i famigliari o i servizi è, appunto, il telefono. Un collegamento che si ritiene sempre funzionante, ma è in realtà assai labile e può essere interrotto per una delle cause prime citate. Ad insaputa degli utenti per di più!".

Civago5"C’è da aggiungere che Civago e borgate limitrofe, con popolazione invernale intorno ai 200 abitanti ed estiva superiore al migliaio, sono raggiungibili dalla rete della telefonia mobile Vodafone, dal giugno 2012, grazie al volontariato locale e al contributo del Parco nazionale. Insomma la situazione è grave ed anche pericolosa. L’eventuale “strappo” del penzolante e pericolante cavo, per dove è posato, comporterebbe una riparazione assai complicata e difficile durante il periodo invernale. Pretendiamo quindi attenzione dalle istituzioni pubbliche e dalle compagnie telefoniche, considerato anche che l’investimento della fibra ottica non può essere dissipato da una noncuranza".

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7 Commenti

  1. Visto l’argomento e dopo avere solidarizzato con la bella Civago vorrei segnalare la località Bora del Musso, che è da considerare estrema periferia di Castelnovo ne’ Monti. La situazione è addirittura peggiore di quella Civago. Quando funziona si va si e no a 0,8 mbps pagati 7 mbps, ci sono i pali della linea Telecom che sono sorretti dai fili e non il contrario, poi qualche cacciatore ha pensato bene di sparare alla selvaggina sui fili e tutte le giunte che ci sono di certo non aiutano. Alcuni abitanti hanno già provveduto a ricevere da ponti radio e altri, come me, stanno aspettando da mesi l’annunciato “Eolo” sulla Sparavalle che da quel che si sa ha già tutti i permessi (Arpa, ecc). Avrebbe dovuto diventare attivo già da ottobre, ora dicono gennaio. Sperem di uscire anche noi presto dal medioevo Telecom.

    (Lucibill)

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  2. Le foto sono emblematiche: da quasi due anni, dopo le istallazioni manca solo il collegamento alla centralina, ma i fili sono posticciamente attaccati agli alberi lungo la strada, visibili da tutti a dare una buona accoglienza nel bel paese di Civago.

    (Claudio Gaspari)

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  3. Buongiorno, come “abitante a tempo perso” nella frazione di Romita di Civago vorrei solo testimoniare il disagio nell’utilizzo della linea telefonica: credo di essere rimasto uno dei pochi residenti temporanei ad utilizzare la linea fissa Telecom. Ebbene, due anni fa un guasto alla linea locale ha richiesto quasi un mese per essere riparato con il corredo di due appuntamenti “a vuoto” col tecnico incaricato; ma sopratutto alla richiesta di attivare un collegamento internet mi è stato risposto che “il servizio non è disponibile”. La stessa linea “mobile” attiva per un solo operatore, mi pare, dopo averla sperimentata, resti un “surrogato” insufficiente. Non è degno di un Paese normale e di una Regione, che in questo Paese eccelle, consentire tale livello di abbandono per le aree marginali. Posto che di “normale” sembrano rimaste solo le bollette, sarebbe opportuno cominciare a chiedersi quali siano le altre opzioni possibili. Saluti e buon anno!

    (Luigi M.)

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  4. Purtroppo non è solo Civago a godere di poca considerazione, lo è tutta la nostra Montagna. All’antico problema della viabilità si è aggiunto quello degli uffici postali, poi, nel tempo, quello delle comunicazioni moderne; da noi tranne pochi casi sporadici arriva tutto dopo. Coperture per Internet mai all’avanguardia o in alcuni casi deboli o assenti, telefoni cellulari con segnale ad intermittenza o addirittura senza copertura, però pagate tutte allo stesso identico prezzo di chi può avvalersi dei servizi ottimali. Questo nonostante che territorio e distanze necessiterebbero di un buon servizio per esempio per poter svolgere il tele-lavoro. Purtroppo qui funziona tutto, tutto così; guardate per esempio i prezzi dei carburanti in un territorio dove è d’obbligo muoversi coi mezzi propri ed i servizi sono distanti: nei pochi distributori ancora presenti in media paghiamo un 10% in più i prodotti di quanto costino in pianura. Il principio di sussidiarietà per noi montanari viene ridotto al minimo vitale e non è raro sentirci più o meno velatamente dire che siamo un peso. Siamo restati in pochi in montagna e coloro che protestano sono ancora meno, cerchiamo di non diventare del tutto un popolo di rassegnati perché dei rassegnati nessuno si cura.

    (Antonio Manini)

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  5. Non ci dispiacerebbe, a questo punto, che Telecom, gestore della linea telefonica e di quella a fibra ottica dicesse cosa intende fare. Per altro verso che Comune di Villa Minozzo, Unione Appennino Reggiano, Parco Nazionale ci dicessero se e come intengono appoggiare l’istanza e sollecitare la sistemazione della linea. Civago non gode di privilegi rispetto ad altre situazioni, da noi la banda larga è arrivata anni dopo rispetto al resto del mondo. Se le distanze fisiche non possono essere annullate almeno garantiamo la funzionalità minima dei collegamenti telematici. Le comunicazioni sono un diritto dei cittadini. Non si risolvono solo con il ricorso al mercato, con il satellite, wi-fi ecc. Siccome il gap si colma con risorse infinitamente meno dispendiose rispetto a strade, ferrovie, trasporti adeguati, almeno per internet un approccio di pari opportunità non può essere eluso. Soprattutto se si tratta di mantenere in efficienza un recente investimento che rischia di andare in malora.

    (Sergio Fiorini)

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