La Traviata della compagnia Artemis Danza di Monica Casadei al Bismantova

Il 28 novembre, la compagnia  Artemis Danza di Monica Casadei

Foto Studio Jack & Joe-La Traviata

Foto Studio Jack & Joe-La Traviata

(coreografa e regista di origini ferraresi) porta in scena, al Teatro Bismantova di Castelnovo ne’ Monti, lo spettacolo di danza contemporanea Traviata, il primo capitolo del progetto dedicato a Giuseppe Verdi: una proposta in danza dei melodrammi più celebri del compositore di Busseto.

Io, la danza contemporanea, non l’ho mai capita. Però mi è venuto da pensare che se avessi voluto capirla mi sarebbe stato utile parlarne con chi la porta in scena da anni, in giro per il mondo.

Vi presento Filippo Stabile, Emanuele Serrecchie e Francesca Ruggerini, ballerini professionisti e artisti di corpo.

Com’è nata l’idea di portare in scena la Traviata di Verdi utilizzando la danza contemporanea?

Filippo: C’era la voglia di portare in scena un melodramma di Giuseppe Verdi come omaggio al bicentenario, e abbiamo scelto una delle sue opere più importante, come la Traviata.

Emanuele: È indubbiamente un prodotto italiano di qualità, ed era perfetto da esportare all’estero.

Francesca: Il progetto nasce come trilogia, un corpo a corpo con Verdi, e si partiva con un impatto emozionale forte che andava poi ad aggiungersi ad altri spettacoli come Rigoletto.

Solo con questo spettacolo avete fatto una cinquantina di date, fra Italia e Estero. Come viene accolta la danza contemporanea in giro per il mondo?

Emanuele: È un’esperienza che ti lascia sicuramente qualcosa in più ogni volta. Ti dà la possibilità di conoscere le danze dei luoghi in cui vai, e quando porti il tuo spettacolo in paese differenti puoi notare le diversità culturali. Ad esempio, se proponi spettacoli ad un  pubblico mussulmano sai che il nudo è censurato, per cui devi essere in grado di riportare tutta l’emozione in altri modi. Cosa che non accade in Paesi come l’India, dove la danza è una delle cose culturalmente più importanti.

Filippo: Mentre l’Italia è la nostra casa, e veniamo accolti sempre nel migliore dei modi.

Francesca: Ovunque c’è stata un’ottima accoglienza, senza alcun pregiudizio. Forse il prodotto ha funzionato.

Una cosa che vi caratterizza particolarmente è che in ogni luogo in cui andate chiedete alla scuola di danza locale di prendere parte al vostro spettacolo, per quale motivo?

Per fare conoscere la nostra compagnia ai ragazzi e per dar modo loro di vedere come funziona il mondo professionistico, perché, a volte, chi fa danza non va a teatro a vedere la danza. Sembra paradossale, ma è così. Vorremmo trasmettere loro ogni nostra sensazione, portando fino in fondo le proprie energie, mettendoti sempre in gioco e scoprendo anche cose di te che non sapevi. I tuoi limiti che diventano un modo per spronarti e per dare di più. Ogni istante.

Cosa consigliereste ai giovani che vogliono fare parte del mondo dello spettacolo e soprattutto del mondo della danza?

Francesca: Vivilo e non farlo. Fai in modo che ciò che sei sul palco sia veramente tu, anche quel lato di te che non hai mai saputo di avere.

Emanuele: Siate folli!

Filippo: Danzate, danzate… altrimenti siamo perduti.

  Recensione

Foto Studio Jack & Joe-La Traviata

Foto Studio Jack & Joe-La Traviata

Il sipario già aperto e la gente in sala con lo sguardo bene attento e fisso sul palco. Così inizia questo spettacolo che ha la capacità di prenderti e scuoterti un po’ da tutte le parti.

I costumi e la scenografia particolarmente caratteristici danno una tonalità e un colore tutto suo ad una versione di Traviata che nessuno si sarebbe aspettato.

Il movimento è ciò che caratterizza la rappresentazione del dramma di Verdi, che racconta le vicende di Violetta, la quale si trova contro tutti, e soprattutto, contro se stessa.

Efficace la fusione fra contemporaneità e classicismo; quando il corpo diventa tutto ciò che hai per parlare, per esprimere te stesso, forse riesci a dire anche cose che con le parole e basta non riusciresti a dire mai.

Il pubblico rimane letteralmente incantato da questo spettacolo fatto di dinamicità, movimento, energia, sofferenza e poesia, arrendendosi a tutta quell’intensità e lasciandosi trascinare in uno spazio di sé che non conosceva, rischiando anche di rimanerne sconvolto.

A volte, l’unica voce che vorremmo sentire, è quella dei nostri corpi che danzano.

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