Quale destino per i dipendenti della Provincia di Reggio Emilia?

Si terranno nei prossimi giorni delle riunioni rilevanti per la sorte della Provincia di Reggio Emilia e dei suoi dipendenti, all'interno del processo di ridefinizione delle sue funzioni e delle risorse a esse collegate. Venerdì 16 gennaio prossimo, alle 16, il presidente Giammaria Manghi, insieme ai colleghi presidenti delle province emiliano-romagnole, incontrerà il presidente della Regione Stefano Bonaccini, in una riunione a Bologna in cui si proverà a sciogliere il nodo delle risorse (28 milioni di euro) volte a garantire l'equilibrio economico delle funzioni delegate alle province e, conseguentemente, la loro attribuzione. Se la Regione affermerà la possibilità di mettere a disposizione i 28 milioni di euro oggi mancanti sulle funzioni (di cui 3 milioni per Reggio Emilia), occorrerà definire a chi dovrà andare in carico il personale ad esse collegato.

Nel frattempo, le unioni dei comuni reggiani sono state convocate dal presidente Manghi per lunedì 19 gennaio, alle 15, per un tavolo volto a stabilire i fabbisogni occupazionali dei comuni e l'avvio di eventuali mobilità da parte dei dipendenti provinciali su questa parte di necessità. In sostanza, se i comuni avessero esigenza di nuovi impiegati o funzionari, potrebbero assumere alle loro dipendenze del personale della Provincia. Collocare alcuni dipendenti provinciali all'interno degli enti locali del territorio reggiano sarebbe un primo passo per non disperdere le alte professionalità maturate all'interno della Provincia tutelando fino in fondo i lavoratori.

Altro punto all'ordine del giorno dell'incontro del 19 sarà il progetto della stazione unica appaltante per le opere pubbliche, richiesta dalla normativa: la Provincia sta valutando infatti l'ipotesi di fare da service ai comuni per gestire gli aspetti nel campo di lavori pubblici, servizi e forniture, stipulando apposite convenzioni con gli enti locali, per svolgerne in modo coordinato i servizi e le funzioni. Sarebbe un modo per risparmiare risorse e rendere più rapide le modalità di appalto per le opere pubbliche.

Continuerà poi il confronto con i sindacati, con il tavolo che si terrà martedì 20 gennaio, alle 14,30, per aggiornare i rappresentanti dei lavoratori sulle novità che emergeranno in questi giorni dal confronto con diversi interlocutori (presidente di Regione e sindaci della provincia).

Dice il presidente Manghi: "Sempre all'interno di una fase di grande dinamismo che stiamo affrontando con serietà e determinazione, e che vedrà l'evolversi la situazione nei prossimi giorni, stiamo procedendo anche a una riorganizzazione degli spazi, che consentirà di utilizzare le aree e gli uffici rimasti vuoti per diverso tempo di Palazzo Allende con i lavoratori di diversi Servizi. Gli immobili di via Mazzini e di via Guido da Castello, per i quali la Provincia pagava un affitto, saranno liberati nei prossimi giorni, con un risparmio di circa 300mila euro all'anno. Assieme al taglio dei dirigenti, che ci consente un risparmio annuo di 70mila euro, stiamo provando ad attuare una gestione virtuosa dell'ente da un punto di vista finanziario. Seppure in un quadro di rigore e di attenzione alle spese, resta forte la nostra attenta e autentica disponibilità nei confronti dei lavoratori, il cui futuro rappresenta una nostra imprescindibile priorità".

 

Agenzia Redacon ©
E' vietata la riproduzione totale o parziale e la distribuzione con qualsiasi mezzo delle notizie di REDACON, salvo espliciti e specifici accordi in materia e con citazione della fonte. Violazioni saranno perseguite ai sensi della legge sul diritto d’autore.

2 Commenti

  1. Quando chiude un’azienda privata dei loro dipendenti che ne facciamo? Se chiudesse la mia verrei ricollocato presso Comune o Regione? A voi lettori la sentenza.

    (EM)

    Rispondi
  2. Credo che l’osservazione sia coerente anche se dura, ma è dura anche per i lavoratori delle aziende private, anzi direi che è pessima. Altra considerazione: le nuove norme sul collocamento comunque non si applicano i dipendenti pubblici. Credo che il nostro paese sia veramente discriminatorio su moltissime cose e su moltissimi fronti. I dipendenti pubblici non si toccano comunque, altra piccola riflessione: oggi rinunciamo a palazzi in affitto a dipendenti, a dirigenti il che vuol dire che ieri comunque non servivano? Che politica è questa?, perchè se è vero che non servivano bisogna davvero che noi popolino rifletteremo bene quando i nostri eminenti politici ci verranno a ricercare in occasione delle prossime elezioni.

    (UM)

    Rispondi

Lascia un Commento

Se sei registrato puoi accedere con il tuo utente e la tua password. Se vuoi registrarti al sito clicca qui.

Altrimenti lascia un commento utilizzando il form sottostante.

Powered by WordPress | Officina48