Le creature mannare di Ligonchio calano in pianura

La locandina

La locandina

Sabato 17 gennaio alle ore 21 il Maki Pub di Bagnolo in Piano (Via Boiardo, 4/4 – Zona ex Giza, vicino sede Polizia Municipale) ospita l'atto unico “Creature mannare” liberamente tratto dal libro “Un problema di creature mannare a Ligonchio”.

Si tratta del primo evento organizzato dal locale gruppo di lettura“Librarsi” in collaborazione con Maki Pub.

Silvano Scaruffi (scrittore) e Mauro Moretti (grafico), in collaborazione con Emanuele Ferrari e Benedetto Valdesalici, danno vita a uno spettacolo di voci, suoni e disegni “dal vivo” ispirati alle pagine più coinvolgenti del libro di cui sono autori.

Un problema di creature mannare a Ligonchio è un'avventura fatta di sconfinamenti, tuffi improvvisi nel passato, risalite faticose ma necessarie, risate grasse e nostalgia, pensieri sghembi e rotte distratte...più che altro si tratta di un arcipelago di storie, voci, volti...”

 Atto unico in parole, musica, disegni.

Immagini che prendono vita e si dissolvono nella durata di una canzone, che si materializzano in colore e tratti nello spazio di un serrato dialogo.

Mauro ‘Centottanta’ Moretti

Silvano ‘Nazza’ Scaruffi

Emanuele ‘Melma’ Ferrari

Benedetto ‘Baruk’ Valdesalici

  ‘Tre vecchi montanari asserragliati in una casa fuori paese , una nevicata millenaria. Tre vecchi montanari, in attesa. Un’orda di gatti mannari ipnotizzati da una invisibile megera assediano il loro fortino. Legione, Gatlone, Varini, barricati, meditano una sortita……

Una vallata, uno squarcio tra i monti. Un paese a tratti accogliente, pulito, luminoso, a tratti sporco, corrotto e congestionato di follia.

Di sguardi che renderebbero sterile un albero. Rabbiose nevicate. Matti barricati. Abbacinanti giornate di sole. Di fruscii rauchi e strilli al celeste. Di volte, piaggne muschiose, radici annodate. Alieni subacquei. Di antri fumosi e leggende sanguinose. Vento che par voler scotennare l’abitato. Di selvatica, magica, intimità.

Di gente sempre vinta, sempre ribelle.

Così accade che ci sono giorni, che in paese l’aria sa di consunzione, marughe infette, crepacuore.

Ci sono giorni che l’aria sa di cenere bagnata,  cagnuzzo, elettrostaticità.

Giorni che l’aria sa di pietra scavata, legno intagliato, realtà stracciata.

Ci sono poi giorni che è tutto, solo, mannarizzazione……’

Silvano Scaruffi da Ligonchio - fissatore di sbarramenti vallivi -

Mauro Moretti  da Novellano - tracciatore di/da un altro Universo -

Benedetto Valdesalici da Poiano - paziente alchimista -

Emanuele Ferrari da Casina - visionario proto lettore -

 Liberamente tratto dal romanzo “Un problema di creature mannare a Ligonchio” di Silvano Scaruffi. AbaoAqu Edizioni.

 Intervista a Silvano Scaruffi

…scusa il ritardo

Di niente, figurati.

 Come nasce questa collaborazione

Ho già lavorato con Mauro, e siamo amici da tempo, quando si è parlato di editare il libro e inserirlo nella collana ‘Le Tasche’, composta di libri supportati da immagini, ho pensato subito a lui. Emanuele è un buon amico nonché l’editore, si è fatto coraggio,  ha pubblicato il romanzo, parecchie pagine, parecchio rischio, un avventuriero. Benedetto è il ‘mago Baruk’, sempre pronto a supportare queste idee, quando vado a casa sua ogni volta mi prepara un caffè e mi da qualche mandarino, poi stiam lì a contarcela su. 

 Chi ha cercato chi

O chi ha trovato chi? È stato tutto un ricircolo strano, io da Baruk che mangiavo mandarini e bevevo caffè, il mio manoscritto in giro in lettura, Emanuele che ragionava di un romanzo di quattrocento pagine, Mauro che disegnava a pochi chilometri da me e Baruk, e forse beveva dei caffè, e se fosse venuto giù gli avremmo fatto ingognare anche qualche mandarino. Una serie di avvenimenti, ‘segni’, assonanze.

Perché il teatro

Difficile a dirsi, a me piace dare la colpa a Baruk, la realtà è che forse doveva andare così, lo scritto stesso lo richiedeva. Si è partiti da letture di spezzoni del testo, Mauro disegnava con musiche. E’ andata bene, così ho riscritto e ritmato dialoghi e Mauro si è messo a disegnare mentre noi leggevamo, meglio, molto meglio.

Cosa capiranno "i pianzani" della tua opera, hanno il vissuto secondo te per capirla?

Che a pochi chilometri da loro, verso su, si muove un Universo a parte, con un microclima diverso, a volte inverso. Il vissuto ce l’hanno, nel secondo secolo DC, ad esempio, un esercito di montani, formato da clan di queste vallate, scese lungo il Secchia e conquistò la città di Modena. Dovettero chiamare le legioni romane per ricacciarli sulle vette.

 Se il tuo libro fosse tradotto verrebbe compreso , dico come ambiente e contesto, anche all'estero

E’ una storia locale, l’ambiente è quello di un villaggio accatastato su un costone roccioso, in fondo turbinoso fiume che scava da millenni, foreste e selvatica popolazione. Potrebbe intrigare chiunque, credo.

Cosa accomuna un assessore uno psichiatra e uno (come definirti?)

Siamo tutti e tre di qua, vallate e altitudini diverse, ma di qua. Siamo uno che legge e pubblica cose scritte da altri, uno che scrive, e un terzo che perizia e ‘solletica’ idee.

Teatro che nasce dalla scrittura oppure una scrittura che sembra teatro?

Più volte mi è stato detto che la mia scrittura sarebbe adatta a una versione teatrale, addirittura televisiva ha azzardato qualcuno. Adesso che ci penso, dopo le Creature Mannare, un po’ avevano ragione.

Quanti e quali libri hai scritto fino ad ora

Ne ho scritti alcuni. Il primo pubblicato nel settembre del millenovecentonovanticinque. Son vent’anni che scrivo. Venti anni quest’anno, mica balle, dovrei fare una festa. E secondo me son tutti scritti di fantascienza, ma lo dico poche volte, perché la fantascienza non va.

Quanto di Silvano c'è nei libri

Il giusto, molto meno di quello che pensa la gente che mi conosce, legge, e cerca sempre di trovare connessioni con questo o quest’altro fatto della mia vita, che cerca sempre di scoprire questo o quel personaggio come fosse un gioco a premi. Un peccato, si perdono tutto il bello della storia, che è una storia appunto, e va solo raccontata. Ma c’è anche molto più ‘me’ di quello che loro possano intravedere o ipotizzare.

Come vorresti che rispondesse il territorio, cosa manca alla cultura locale, come sopperire alla mancanza.

Detta schietta di pecora, secondo me, a noi, qua, non manca niente.

Quale libro non scriveresti mai

Forse un libro su commissione. Una volta un ragazzo di Roma mi ha contattato perché, dopo aver letto il mio “Come morire prima di aprire un negozio di surf” aveva un’idea riguardo un altro libro sul surf, un seguito, e mi ha mandato una sinossi, chiedendomi di scriverlo. Mi avrebbe dato dei soldi, anche. Ma proprio non ce l’ho fatta, spero possa scriverlo lui. E poi non scriverei il libro che mi suggerisce sempre di scrivere il Gallo di Collagna quando ci vediamo “Leva,” mi dice “devi scrivere un libro giallo, con finale a sorpresa.”

Quale autore ti ha sorpreso leggendolo

Ci sono vari autori in giro, bravi, anche qua. Gabriele Agostinelli mi ha sorpreso, così giovane così profondo. E Fabio Gaccioli, che conosco da anni, se ne è uscito con un piccolo libricino, brevi racconti, secchi,  eterei, gran bel lavoro.

 Tu quanto leggi

Il giusto. Spesso libri sugli esapodi.

Cosa non ti ho chiesto?

Il codice di avviamento postale. -Ligonchio -42039-

Se qualche domanda è penosa saltala liberamente.

Vai tranquilla, son domande. E  meritano risposte.

 Grazie

Prego

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