Crollo sul sagrato del santuario della Pietra: travolta la statua di S. Benedetto. “Chiusa Bismantova”

A Castelnovo ne' Monti una ingente frana di massi si è staccata dalle pendici della Pietra di Bismantova, sulla verticale del sagrato del Santuario.

Non si verificano danni a persone, ma è stata abbattuta la statua di S. Benedetto e danneggiata l'auto del parroco.

L'evento si è verificato intorno alle 12 di oggi, venerdì 13 febbraio; è in corso l'intervento dei Vigili del Fuoco per la messa in sicurezza. Una volta giunti sul posto, i Vigili hanno constatato appunto che parecchi metri cubi di roccia si erano staccati dalla sommità della pietra per precipitare sfiorando il santuario e schiantandosi nel piazzale antistante l’ingresso della chiesa. Grossi massi hanno travolto la statua bronzea del santo (abbattendola, come in foto) e la vettura del parroco don Edo Cabassi, in sosta nel vialetto sottostante il piazzale. Fortunatamente il religioso si trovava nell'edificio sacro e non ha subito pericoli immediati.

I Vigili del fuoco, giunti immediatamente sul posto insieme a Carabinieri, Polizia municipale, tecnici del Comune e sanitari del 118, hanno iniziato una rapida ricognizione per accertare eventuali persone coinvolte; fortunatamente sia il parroco che due alpiniste che stavano allenandosi poco distante sono risultate incolumi. In via precauzionale, non potendo escludere altri cedimenti, è stato vietato l’avvicinamento all’intero perimetro della Pietra fino a più approfondite verifiche sulla stabilità delle rocce. I Vigili del fuoco hanno provveduto inoltre a recuperare dal santuario beni di prima necessità del parroco e assicurare la messa in sicurezza degli impianti del gas a servizio del santuario stesso.

Sul posto anche l’Amministrazione comunale castelnovese con personale tecnico ed il sindaco Enrico Bini. Spiega Bini: “Vista la situazione, abbiamo deciso di riattivare il Centro operativo comunale di protezione civile, che si occuperà anche di mantenere la vigilanza in loco per impedire l’accesso alla zona oggetto del crollo di roccia. Non si può infatti escludere il rischio che altro materiale cada dalla parete interessata dal primo cedimento. Già nel pomeriggio di oggi, venerdì, sono arrivati alla Pietra anche tecnici del Genio civile e personale dell’Università di Modena e Reggio, che ha attivato un monitoraggio di Bismantova a partire dalla frana verificatasi nel 2012. Da domani effettueremo sopralluoghi più approfonditi, anche dal pianoro sommitale, così da avere un quadro più chiaro della situazione. Ovviamente per alcuni giorni l’accesso alla zona sarà vietato, fin quando non avremo compreso appieno la situazione così da scongiurare ogni possibile rischio: sconsigliamo quindi anche di salire per venire a vedere quanto avvenuto, perché tanto l’accesso non sarà consentito”.

(Strada che porta all'eremo -  foto Gabriele Malagoli)

(Strada che porta all'eremo - foto Gabriele Malagoli)

(Frana in Pietra - foto di Domenico Dolci)

(Frana in Pietra - foto di Domenico Dolci)

 

 

(Frana in Pietra - foto di Domenico Dolci)

(Frana in Pietra - foto di Domenico Dolci)

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26 Commenti

  1. Direi che è andata bene. Probabilmente dall’Alto Qualcuno e San Benedetto hanno verificato che non ci fossero persone sul sagrato.

    (Matteo Domenichini)

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  2. Con i cambiamenti climatici nulla è per sempre.

    (Adriana Palleni)

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  3. Metterla in sicurezza o chiudere quello scoglio.

    (Francesco)

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  4. Per fortuna o per grazia è andata bene. Speriamo si riesca ad aprire la strada quanto prima. Ci spiace per Don Edo, dovremmo fare una sottoscrizione per ricomprargli la macchina.

    (Alex)

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  5. Vorrei informare tutti gli amici di Don Edo che adesso è alloggiato presso la Parrocchia di Cagnola. Sta bene e, per chi ha bisogno, il suo telefono è 0522 613416.

    (Domenico Dolci)

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  6. Lotta tra bene e male. Nessuno si è fatto male, ma la sfiorata tragedia è di chi non vuole il bene. Fa pensare.

    (Kekko Regnani)

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  7. Alla base di tutte le pareti rocciose ci sono i detriti, petraie o ghiaioni che dir si voglia. Tutte le rocce sono destinate, in tempi più o meno lunghi, a sgretolarsi, è un fenomeno naturale non arrestabile. Fatalmente cade un grande masso e nessuno si fa male, cade un sasso grande come una pallina da tennis e rompe la testa di qualcuno. Mettere in sicurezza in modo permanente ed assoluto una parete rocciosa è un’utopia, nessuno può farlo e garantirlo. Potremmo “chiudere” tutte le montagne del mondo, ed anche tutti i mari, perché anche l’acqua è assai pericolosa, potremmo girare permanentemente con il casco ed il salvagente, o accettare, con consapevolezza e serenamente, i rischi, minimi o rilevanti, a cui ognuno di noi decide di esporsi, ogni giorno, per vivere la nostra vita, più o meno spericolata.

    (Lorenzo)

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  8. Francesco, non si può mettere in sicurezza una montagna. Sarebbe come chiedere di mettere in sicurezza le Dolomiti perchè si sgretolano. Sarebbe come chiedere di vietare di sedersi sulle spiagge del Conero perché le splendide rocce soprastanti si sbriciolano. Una montagna si trasforma, si modella, si sgretola. La montagna è viva. E’ l’erosione del tempo e degli eventi atmosferici. Mettere in sicurezza la Pietra è sostanzialmente impossibile. Le varie fenditure presenti in sommità saranno sempre ricettacolo di acqua e neve, che con l’inverno diventa ghiaccio e quindi espandendosi allarga i crepacci e provoca smottamenti. Un controllo adeguato e, quando possibile, un intervento preventivo sono certamente possibili, ma non eviteranno mai la fatalità che le forze della natura, gravità compresa, provocano nel tempo. Alla base della Pietra stessa abbiamo la prova dei vari momenti di modellamento che la rupe dantesca ha avuto nei millenni. La Pietra è la Pietra. E’ bellissima e a volte pericolosa. Come tutte le montagne di tutto il mondo. Buona vita.

    (Fabio Mammi)

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  9. Immagino sia impossibile metterla in sicurezza,ma alcune cose in fase di prevenzione credo si possano fare, comunque la mia non era una critica ma uno sfogo, visto che mi sono immaginato che si poteva verificare una tragedia peggiore. Buona giornata.

    (Francesco)

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  10. Don Edoardo Cabassi è uno dei tre esorcisti della diocesi di Reggio Emilia. San Benedetto, oltre che patrono d’Europa e fondatore dell’ordine dei benedettini, è anche un baluardo contro le azioni di Satana. Per i cattolici esiste una speciale effige, una medaglia voluta da Papa Benedetto XIV che ne ideò il disegno nel 1742. Non draco sit mihi dux – Non il demonio sia il mio duce – Vade retro Satana, nunquam suade mihi vana. Sunt mala quae libas ipse venena bibas – Va indietro Satana, non persuadermi con cose vane. Sono malvagie le cose che suggerisci, bevi tu stesso il tuo veleno (questa invocazione e scritta nel retro della medaglia). Nella violenta e distruttiva caduta dell’enorme masso si può forse scorgere un nero presagio e l’intervento di malvagie forze sovrannaturali. Ovviamente per chi crede in queste cose.

    (Alessandro Raniero Davoli)

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  11. Qualcuno me lo sa dire dove celebrerà la Santa Messa Don Edo? Alla casa di Cagnola? Grazie.

    (Claudia)

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  12. Speriamo non abbia ragione Lei, signor Davoli, ma secondo me il male è da un po’ che aleggia nell’animo della gente. In bocca al lupo per don Edo. Una preghiera perché il potere di Satana non avanzi oltre. Non sapevo fosse un sacerdote esorcista, difatti il sasso lo ha schivato! Mah! Segno del destino o fatalità?

    (Mariapia Corsi)

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  13. Concordo in tutto, con Lorenzo.

    (Monja)

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  14. Da più parti, anche tra la “collettività digitale” della nostra montagna, emerge il desiderio di ridare un’auto a don Edo Cabassi, sempre disponibile ed attivo nell’assistere la nostra comunità. Penso che Redacon abbia capacità, autorevolezza e credibilità per organizzare una veloce raccolta di fondi finalizzata a questo obiettivo. Se ci passate un codice IBAN per raccogliere bonifici bancari e magari un indirizzo mail per i più tecnologici che usano solo PayPal divulghiamo velocemente anche ai “gruppi Facebook” di riferimento per la nostra montagna. Grazie!

    (Francesco Dalla Porta)

    —–

    Crediamo sia preferibile lasciare l’iniziativa ai privati e sostenerne lo scopo. Come abbiamo cominciato a fare pubblicando l’appello che ha lanciato via FB.

    (red)

    Rispondi
  15. Non c’è bisogno che venga giù la Pietra, mi bastano i telegiornali dell’ultima settimana per ricordarmi Cicerone: “mala tempora currunt sed peiora parantur“.

    (MV)

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  16. Senza bisogno di scomodare simboli del cattolicesimo in positivo o negativo, vorrei ricordare che uno o due anni fa, dal monte sopra Virola, si staccò e scivolò a valle un pezzo di roccia di svariate tonnellate che andò a sostituire le sedie e il tavolino del giardino di una abitazione. Nel corso della naturale evoluzione geologica del pianeta possiamo solo sperare, e confidare, di non essere presenti nel punto e nel momento esatto in cui accadono questi eventi. A rendere piuttosto improbabile questa coincidenza spazio-temporale contribuisce la differenza tra la scala temporale su cui si sviluppano gli eventi geologici e la durata della vita umana.

    (Roberto Pastorelli)

    Rispondi
  17. Facciamo un confronto semplice tra il sasso degli anni ’70 e quello arboreo di adesso. Meno spot più contadini!

    (Kekko Regnani)

    Rispondi
  18. Satana!, il male che aleggia nell’animo umano! Ma secondo me siete tutti fuori come dei balconi! Qui bisogna solo tornare a prendere in mano una zappa e fare come facevano una volta (mia madre lo ricorda ancora) i solchi per convogliare le acque nei campi che sono “sopra” la Pietra e non lasciare che l’acqua si infiltri in mezzo alle rocce. Non vedete le strisce nere che scendono dalle rocce? Altro che Satana! Io la chiamo mancanza di manutenzione: la Pietra è lì da migliaia di anni e sono bastati 20-30 anni di incuria ambientale per ridurla in questo modo. Non vedete che sembra tutta screpolata? Non era così negli anni Ottanta/Novanta. Basta assumere una persona sola che si occupi costantemente delle acque e delle folta vegetazione che corrode la roccia. Tutto qui. La Pietra, col suo valore paesaggistico, storico, turistico val bene uno stipendio! Altro che destino ineluttabile!

    (Antonella Telani)

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  19. Cara Antonella, “fuori come un balcone” te lo tieni per te; ognuno dà la sua lettura. Certo, la manutenzione è fondamentale, anche se gestire le acque della Pietra non è come gestire le acque in un campo seminato a medica. Il taglio del bosco lo vedo già più agevole, anche se di fatto se non ci fosse la vegetazione sarebbe forse ancora peggio. Cordialità.

    (Serb)

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  20. Io ho lavorato sulla sommità nel 1985, in 30 anni la Pietra è cambiata, concordo con Antonella e Kekko: più manutenzione, tagliare le piante e “seccare” le radici che creano pericolo, “stuccare” in modo naturale le fenditure ove si infiltra l’acqua. Il gelo apre qualsiasi pietra, ma si può rallentare questo fenomeno. Il malvagio lasciamolo per altre cose. Cordialmente.

    (Roberto Malvolti)

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  21. Non dovrebbe essere difficile fare dei solchi sulla sommità se li hanno fatti per secoli i nostri antenati! Ora abbiamo a disposizione la tecnologia, i geologi, gli ingegneri, strumenti sofisticati di ogni genere e non riusciamo a incanalare della semplice acqua in un piano già inclinato naturalmente? Stiamo perdendo di vista la realtà e il buon senso. Intanto la Pietra si sta sgretolando come Pompei, un patrimonio dell’umanità che tutti ci invidiano e che lasciamo andare “a ramengo” come tutte le nostre bellezze.

    (Antonella Telani)

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