“Schizofrenia amministrativa”

Davide si presenta: "Sono un cittadino che abita a Felina, di fronte ad un locale pubblico, e scrivo per fare notare che...". Destinatari della missiva, resa pubblica dall'interessato, sono gli amministratori comunali, sindaco e assessori diversi.

E la missiva continua così:

"...1) in data 13 ottobre 2014 è stata emessa l'ordinanza n. 147, con protocollo generale 14534, dove si notifica la limitazione dell'attività rumorosa del pub in questione;
2) in data 28 febbraio 2015, invece, è stata emessa l'ordinanza 27, numero protocollo 2903, dove in sostanza si consente la deroga agli orari ed ai valori limite di immissione sonora in occasione della festa 'Music for Africa' in località Felina, via Kennedy, 38, in data 7-8 marzo 2015".

"E' evidente - continua - che siamo davanti ad una schizofrenia amministrativa. Lo scorso anno ho impiegato quasi 6 mesi per poter avere le misurazione del disturbo ambientale dell'Arpa, ho perso tempo e ho avuto noie con i gestori, ma sono andato avanti perché io credevo che nel 'paese del buon vivere', come qualcuno chiama il nostro posto, ci potesse essere la possibilità di poter almeno ottenere il diritto alla quiete e alla tranquillità in casa propria. Sì, quiete e tranquillità a casa propria, perchè assicuro - scrive in Municipio l'interessato - che avere 75 db sparati dentro casa dalle 18 alla 1,30 (se va bene) non sono una passeggiata".

Chiusa: "Chiedo quindi di poter valutare almeno una limitazione o delle immissioni sonore esterne o quanto meno degli orari".

 

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13 Commenti

  1. Sono contrario agli eccessi ma un po’ di musica la si può sopportare per qualche sabato sera nell’arco dell’anno e poi si parla dell’1,30 non delle 5 del mattino! Non credo che a Felina ci sia la movida di Milano Marittina, ma se non autorizzano a far musica fino all’1,30 questo diventa veramente un comune per vecchi. O forse lo è già?!

    (Alessandro)

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    • Forse lei si alza alle 9, quindi 8 ore di sonno non gliele toglierebbe nessuno. Si dà il caso che altri abbiano necessità diverse e, creda, non esattamente divertenti. Se per divertirsi ha bisogno di fare cagnara si unisca a loro, in casa sua.

      (Pinello)

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  2. Il problema è che esiste una regola certificata dall’Arpa Emilia-Romagna e da un ordinanza del sindaco che vieta le immissioni sonore all’esterno del locale. E poi con stupore vedo che lo stesso sindaco emette un’ordinanza che consente di andare in deroga. Ecco, io credo che se l’Italia è ridotta ad un paese per vecchi è proprio perchè non si riesce a capire che in tutte le cose se esiste una regola questa va rispettata. Dura lex, sed lex, altrimenti è il caos o la recessione attuale.

    (Davide)

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  3. Il problema è che manca la cultura del rispetto degli altri e dei loro diritti. Chiunque in casa propria ha il diritto sacrosanto alla quiete, locali pubblici o no; io non ho vicino un locale pubblico, ma un cane di grossa taglia che abbaia continuamente, anche di notte disturba due condomini interi, ma ai proprietari ovviamente non interessa. Questa è l’educazione in cui siamo immersi, ci vorrebbero leggi che punissero in modo adeguato chi viola la libertà altrui, ma tanto non è così.

    (MB)

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  4. Non credo che si tratti di schizofrenia amministrativa, ma semplicemente di una possibilità che viene data per creare qualcosa di interessante sia dal punto di vista culturale che sociale. Infatti nello specifico viene nominata la serata di sabato 7, organizzata a favore dell’associazione Heart Made, che opera in Gambia. Nel paese di Felina sono estremamente rare le occasioni in cui viene rilasciata una delega simile, quindi un po’ di comprensione e buon senso sono necessari. Anzi, per fortuna ogni tanto vengono realizzate feste e momenti di condivisione che non fanno “morire” il paese nella troppa tranquillità e nel troppo silenzio.

    (Giulia)

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  5. Concordo pienamente con “MB”. Non c’è più rispetto dell’altro. Se poi il rispetto viene comparato al denaro il secondo la spunta sempre. Gli amministratori dovrebbero, almeno, prima pensare alle persone che al resto.

    (Elio Peri)

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  6. Sono solidale con “MB”, pure io abito in vicinanza di “vari” cani che abbaiano continuamente. Però guai, in Italia, a toccare un cane, meglio trattare male un vicino piuttosto che un animale. Non mi meraviglio se in Italia siamo messi in questa situazione di totale sbando. Come ha detto una nota persona: la chiesa va rimessa al centro del villaggio. Grazie e piena solidarietà.

    (Gianni)

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  7. Considerando che tutti abbiamo i nostri diritti, io ho il diritto di lavorare. Nel rispetto delle regole ovviamente. E non credo che un po’ di sana musica violi delle regole. Dopo le lamentele del signore interessato ci siamo attrezzati per assicurarci che le regole sul suono non vengano violate. Più di così non saprei cosa fare. Forse chiudere il locale?

    (Diretta interessata)

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  8. Io vivo a fianco del locale e non trovo cosi inaccettabile il “rumore”. Si tratta di poche iniziative l’anno. Possibile che non tolleriamo più niente? In un paese come il nostro di pedemontagna? Non ci tolleriamo più nemmeno tra vicini? Sono ragazzi giovani che cercano di resistere nel loro territorio, creando intrattenimento, se no saremmo costretti a spostarci in pianura. Perché non promuovere e valorizzare chi porta vita ed economia? Non trovo giusto accanirsi con chi fa musica e attività ricreative, ma non sto difendendo il locale, perché purtroppo sono diversi i locali e le associazioni che si trovano a combattere con chi vorrebbe che tutto venisse fatto sottovoce.

    (Katia)

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  9. Non voglio la chiusura di nessun locale, chiedo solo il rispetto delle regole. Chiedo troppo? Lo so, sono un sognatore.

    (Davide)

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  10. Piena solidarietà alla ditta interessata. Sono persone serie e credo che provino a svolgere la loro attività nel rispetto delle regole. Brutta bestia, l’intolleranza. Alla fine trovi sempre uno più intollerante di te.

    (Ellebi)

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  11. Va bene, abbiamo capito che esiste una regola certificata dall’Arpa Emilia Romagna etc. Penso che i ragazzi del locale se hanno sforato per quanto riguarda i decibel non l’hanno fatto appositamente e tanto meno per dare fastidio a qualcuno, anzi per una buona causa. Guardatevi intorno, signori, quali attrattive abbiamo dalle nostre parti? Ci lamentiamo se una volta ogni tanto un locale durante il fine settimana ha un buona iniziativa? Del resto lo si fa anche per lavorare, visto che dalla nostre parti non è che abbiamo un afflusso di persone consistente per quanto riguarda gli esercizi pubblici. Un po’ di buona e sana musica o per qualcuno “cagnara”, una volta a settimana (o meglio ogni tanto) penso non faccia male a nessuno. La nostra montagna sta diventando un dormitorio. Svegliatevi! I giovani dobbiamo trattenerli, non lasciarli fuggire.

    (AM)

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  12. Ma sì, togliamo anche la musica a quei pochi locali che resistono e che si danno da fare così, invece di portare gente, vitalità e soldi in Appennino, portiamo ulteriore silenzio. Così le persone col silenzio (che concilia il sonno) possono andare a letto prima. Ed è meglio che si riposino per bene, se devono poi andare a lavorare a Reggio, quindi fare un’ora di traffico per andare e una per tornare.

    (Giuliano Rossi)

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