Buona Pasqua dall’India. Suor Francesca scrive da Mumbai

Riceviamo e pubblichiamo.

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Carissimi,

ieri sera ho avuto la gioia di sentire al telefono sr. Francesca, che stamattina è partita insieme a sr. Mary (qualcuno di voi può averla incontrata qui durante i giorni del Capitolo, a settembre) per visitare le comunità del Kerala. 1800 km di distanza da Mumbai, 27 ore di treno, nel periodo più caldo dell'anno... Nonostante ciò, era contenta di poter cogliere questa occasione per conoscere da vicino un altro volto dell'India, ancora diverso da quello offerto dalla capitale.

Ho potuto rapidamente aggiornarla e passarle i saluti dei tanti di voi che mi hanno chiesto di lei. Ovviamente, ricambia l'amicizia e la preghiera e ringrazia chi le ha fatto arrivare gli auguri di buon compleanno ("Qualcuno deve aver fatto girare la notizia, ma chi?").

Con molta titubanza (perché non credeva di avere granchè di interessante da dire), ha acconsentito a scriverci una lettera, che vi inoltro come un regalo prezioso.

Grazie ancora per la condivisione, con lei e con noi di casa.

Buona continuazione del cammino.

(Sr. Antonella, a nome della Casa della carità di Cagnola)

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LA LETTERA DI SUOR FRANCESCA

mumbaiCiao a tutti!

Provo a raccontare qualcosa di questo mese trascorso qua in India.

Sono partita dall’Italia all’inizio della Quaresima e mi è rimasto nell’orecchio l’inno della Liturgia delle Ore che dice: “ Gesù consacrò nel deserto questo tempo di grazia”. Allora questo tempo di Quaresima può essere per me davvero un tempo di grazia, da riconoscere pieno di Dio, in India. Certo l’India è tutt’altro che un deserto, visto che si è sempre più di quelli che gli spazi possono contenere.

Dopo quasi 20 anni ho trovato tanti palazzi, le strade ristrette perchè sono aumentati i negozietti, le automobili, ogni spazio libero si è riempito, c’è un aeroporto enorme e una metropolitana sopraelevata, non per tutti.

Questo mese l’ho passato quasi esclusivamente in casa, alla casa della carità di Versova, fuori Mumbai, a fare una vita ordinaria come a Cagnola, come nelle altre case della carità. Alcuni ospiti abitano qui da tanti anni, molti di loro sono giovani, molti di loro trovati in strada da qualcuno o lasciati alla stazione dei treni, un anziano cieco buttato fuori dalla macchina e lasciato in strada, oppure bimbi talmente ammalati da non poter fare la vita disagiata delle loro famiglie povere.

La gente qui ha un forte senso religioso e, anche se i cristiani sono una minoranza, a Mumbai c’è tolleranza perchè è una città dove si arriva da tante zone dell’India per cercare lavoro, quindi tante lingue, tante differenze, tante religioni.

Di fianco alla parrocchia c’è uno spazio di terreno dove hanno messo le stazioni della Via Crucis e in Quaresima c’è la tradizione nelle parrocchie di andare come in pellegrinaggio dove c’è una Via Crucis; alle persone che vengono a Versova il parroco ha suggerito di concludere la preghiera visitando la Casa della carità, dove ci sono bambini e adulti che portano più visibilmente la croce con Gesù. Ieri è arrivato un gruppo di donne piuttosto anziane da una parrocchia lontana da qui, con un caldo… Dopo aver salutato gli ospiti hanno cominciato a tirar fuori dalle loro borsine di plastica quello che avevano per il loro pranzo “al sacco”: dei mandarini, qualche banana provata dal viaggio, un succo di frutta, qualche soldo, in un modo così generoso e spontaneo da far commuovere.

Tutti i giorni passano tante persone per lasciare cibo o offerte in ricordo di un parente o in concomitanza con una festa induista o per festeggiare un compleanno, ma loro erano partite da casa per fare una Via Crucis e sembravano piuttosto modeste.

In un paese enorme, dove, come in America Latina ed altre zone del mondo, è più sentito il Venerdì Santo del giorno di Pasqua, dove tutto sembra difficile da cambiare a causa di retaggi culturali, di inadempienze governative, di violenze, dove le donne non hanno nessuna dignità, dove la vita sembra valere molto poco, è normale chiedersi cosa ci stiamo a fare. Davanti alle cose che fanno sentire impotenti Nana, un ragazzo cieco che vive qui da quando era piccolo, trovato sulla strada, in questi giorni mi ha ricordato come si fa. Tutti i giorni pregava che la sua suora preferita tornasse presto perchè era via con altre suore e tutti, per prenderlo in giro, gli dicevano che non sarebbe tornata e le avrebbero cambiato casa. La sua risposta è stata: pregherò di più!

Questo tempo mi offre l’occasione di non disperdermi qua e la, ma di portare le questioni o le persone direttamente al Signore. Proprio dove sembra esserci un’idea confusa di Dio, tra tante religioni, si può essere aiutati a pregare.

Vi ho raccontato alcune cose che mi hanno fatto pensare in queste settimane.

Grazie a tutti delle preghiere e del ricordo.

Buona Settimana Santa e buona Pasqua a tutti.

(Sr. Francesca)

 

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